Il bonsai è una forma d’arte che risale a molti secoli fa, e insieme ai giardini ikebana e zen è una delle espressioni più riconoscibili della cultura giapponese in tutto il mondo. Masahiko Kimura è attualmente fra i maggiori esponenti di un’arte millenaria, ma non è stato sempre così. All’inizio della sua carriera veniva visto come un ribelle, una persona il cui lavoro era difficilmente accettato dai bonsaisti più tradizionalisti, salvo poi, nel corso degli anni, guadagnare maggiori consensi e infine una grande popolarità mondiale.

Il motivo per cui, all’inizio, le composizioni di Kimura furono viste come controverse è perché infrangevano molte delle regole dei bonsai tradizionali. All’interno delle sue opere si trovano spesso pezzi di legno morto intrecciato con alberi vivi che gli serpeggiano intorno. Uno dei suoi più famosi bonsai è una foresta che costituisce un piccolo capolavoro scultoreo dell’arte del pollice verde.

Equilibrato su due pezzi di ardesia a incastro, il Bonsai presenta un Cipresso Hanoki e un Ginepro Itoigawa

Nonostante siano state realizzate numerose copie dell’opera, la versione originale della scultura bonsaistica, realizzata oltre 20 anni fa, è ancora in possesso di Masahiko Kimura. La pianta si trova a Omiya, in Giappone, dove Kimura conduce i visitatori alla scoperta del suo giardino delle meraviglie.

Masahiko è ormai un maestro anziano, ma la sua opera non accenna a rallentare. Nato nel 1940, grazie a una rete di apprendisti ha distribuito le sue tecniche in giro per il mondo.

Sotto, un breve tour del Signor Kimura:

Di Seguito un’intervista a Kimura:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...