Ogni anno si producono oltre 3 miliardi di biscotti della fortuna, il famoso dessert servito ai clienti dei ristoranti cinesi di tutto il mondo. Un particolare interessante è che, se vi recaste in Cina, non sareste in grado di trovare nessun ristorante che serva un biscottino con il biglietto profetico al suo interno. Nonostante infatti il biscotto sia ritenuto di origine cinese  per associazione logica, le sue origini sono assai differenti. I moderni biscotti della fortuna fecero la loro apparizione durante i primi del ‘900 in California, ma il suo inventore non è definito con certezza, con due persone che si contendono il primato.

Il primo è Makoto Hagiwara, disegnatore di San Francisco, che affermò di aver creato nel 1890 la ricetta per il dessert e che da allora venisse servito nel giardino giapponese del Golden Gate Park in città. La panetteria che lo realizzava era la Benkyodo, ma il design e l’invenzione era di Hagiwara.

Il secondo fu David Jung, industriale statunitense, che sostenne di aver dato i natali alla ricetta nel 1918 con la sua Hong Kong Noodles Company di Los Angeles, azienda che poi produsse in serie i famosi biscottini. Sostenne di aver inventato i biscotti al fine di tirare su il morale dei poveri e dei senza tetto, cui li regalava gratuitamente con un passaggio della bibbia scritto nel foglietto interno. Una storia molto americana…

biscotto-fortuna-22Il terzo pretendente è il ricercatore giapponese Yasuko Nakamachi, che sostenne che la ricetta non fosse statunitense ma nipponica, a causa della sua scoperta di un forno di famiglia risalente al XVI Secolo nei pressi di Kyoto. La ricerca di Nakamachi venne completata non solo dalla presunta scoperta del forno, ma anche da un’illustrazione del 1878 nella quale si osservava un pasticcere che creava i biscotti e da diverse altre illustrazioni provenienti da libri di fiabe del XIX secolo. Il biscotto non aveva la forma attuale, ma la ricetta e l’idea alla base sono plausibilmente alle origini del dessert.

Sotto, l’illustrazione Giapponese:

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Una controversa sentenza di un giudice federale statunitense, della Historical Review di San Francisco, stabilì che il biscotto della fortuna fu inventato a San Francisco. Naturalmente la sentenza non ha nessun valore legale, e la paternità dei biscotti è ancora incerta.

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Che siano nati negli Stati Uniti di sana pianta, oppure che siano stati importati dal Giappone e poi adattati alle leggi del marketing americano, i biscotti della fortuna divennero certamente popolari in America durante la Seconda Guerra Mondiale nei ristoranti cinesi. Questi li servivano come dessert, e a loro interno si trovavano i famosi bigliettini a sorpresa. Negli anni ’60 erano così famosi che furono utilizzati in due diverse campagne presidenziali: quella di Adlai Stevenson del 1950 e quella di Stuart Symington. Entrambe risultarono perdenti. Il più grande produttore di biscotti della fortuna produce 4,5 milioni di pezzi al giorno e si trova negli Stati Uniti.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...