Il disastro della centrale nucleare di Chernobyl è un capitolo tutt’altro che concluso, e il reattore esploso è tutto meno che in sicurezza rispetto all’ambiente circostante. La quantità di materiale radioattivo all’interno delle strutture di contenimento del reattore n°4, esploso durante l’incidente, è enorme, e soltanto le polveri radioattive, facilmente dispersibili nell’ambiente, sono pari a 5 tonnellate.

La zona più letale al mondo per ogni essere vivente è, come noto, protetta da due “sarcofagi”, strutture costruite con lo scopo di contenere la fuoriuscita di materiale dal sito verso l’esterno. Il sarcofago moderno, costruito in buona parte in Italia e costato circa 1 miliardo di dollari, è sicuro e progettato per isolare il reattore fuso al minimo per 100 anni, quindi fino al 2126.

Sotto, il moderno sarcofago di Chernobyl, messo in posa nel 2016. Fotografia di Tim Porter condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

Il primo sarcofago, costruito in condizioni proibitive dagli operai russi che nel 1986 si trovarono a fronteggiare un disastro senza precedenti nella storia dell’uomo, è tutt’altro che in sicurezza, ed è costantemente a rischio crollo.

Sotto, il vecchio sarcofago, ultimato nel Novembre del 1986. Fotografia di Mond condivisa con licenza CC BY-SA 2.0 via Wikipedia:

L’edificio fu realizzato in fretta e furia, ed era continuamente soggetto a cedimenti strutturali che causavano falle grandi anche 10 metri quadrati. La sua instabilità, dovuta a infiltrazioni d’acqua e al tipo di progetto stesso, ha reso necessario la costruzione del moderno sarcofago, ma oggi costituisce un pericolo che la società ucraina che gestisce la centrale nucleare, SSE Chernobyl NPP, ha deciso di fronteggiare ordinandone la demolizione.

Sotto, il primo sarcofago nel 2005. Fotografia via Wikipedia:

Il primo sarcofago è massiccio, composto da oltre 7.000 tonnellate di metallo e 400.000 metri cubi di cemento. La sua fragilità lo espone al rischio crollo anche solo a causa di un banale terremoto. La struttura si tiene in posizione verticale non in virtù della progettazione ma soltanto della forza di gravità, che un evento sismico potrebbe facilmente far vacillare.

Sotto, il nuovo sarcofago durante le fasi di costruzione e assemblaggio, quando è stato traslato lentamente su quello precedente coprendolo interamente. Fotografia di Tim Porter condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

Lo smantellamento del sarcofago sarà un’operazione complicatissima, e avverrà in condizioni di alto rischio di contaminazione da radiazioni entro il 2023. Il progetto di demolizione prevede lo smantellamento dell’edificio pezzo per pezzo, rafforzando al contempo le parti che rimangono in piedi in modo che non crollino.

In caso di collassamento il materiale radioattivo dovrebbe esser rilasciato all’interno del nuovo sarcofago

Le vecchie parti del sarcofago saranno tagliate e ridotti in pezzi più piccoli, poi decontaminate e trasportate in luoghi dove verranno definitivamente smantellate. L’intero progetto di demolizione del vecchio sarcofago costerà circa 70 milioni di euro.

Fonti: Business Insider, Interesting Engineering.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...