Salvador Dalí esplorò il mondo dell’enogastronomia a proprio modo, ovvero con un approccio del tutto eccentrico, qualcuno direbbe surreale. Iniziò con la guida del 1973 “Les Dîners de Gala”, dove illustrava gli stravaganti piatti che lui e la moglie preparavano durante le loro cene surreali, e proseguì nel 1977 con “The Wines of Gala”, i Vini di Gala, una guida enologica che esplora il mondo del vino in modo creativo e rivoluzionario.

L’artista, impegnato in tarda età in pubblicità del cioccolato o in molte altre azioni commerciali, firmò le illustrazioni del libro “i Vini di Gala” ma non il testo stesso, come invece era stato per le “Cene di Gala”. Dedicò il libro alla moglie e musa, appunto a Gala Éluard Dalí, che sarebbe scomparsa di lì a pochi anni.

Nonostante la portata dell’opera e la firma di uno fra gli artisti più celebri del proprio tempo e del ‘900, “I Vini di Gala” non ebbe il successo atteso nella versione originale. Oggi la prima stampa viene venduta a circa 300 euro nei siti come ebay, ma Taschen ha da poco ristampato il libro che è in vendita su Amazon a 50 euro circa.

Attraverso le 140 illustrazioni del libro il pittore ricorda che, nel corso della storia, il vino è stato spesso “tirato fuori per le occasioni importanti della vita”. Gli autori del testo furono Max Gérard e Louis Orizet, che scrissero le due sezioni del libro “Dieci vini Divini di Dalí” e “Dieci Vini di Gala”. La prima sezione si tuffa nell’approfondimento del vino in modo più tradizionale, mentre la seconda suggerisce un nuovo modo di classificare i vini: per le emozioni e le esperienze che donano come frivolezza, sensualità o “impossibile”.

Come scrive Orizet, può essere una sfida difficile vedere oltre le preferenze soggettive in fatto di vino. Per questo si intende ampliare la comprensione del vino da parte dei lettori “Seguendo l’approccio di Dalí, [che] stabilirà una metafisica estetico-gustativa come introduzione alla perfezione raffaellita”.

Cosa significa?

Si tratta di esplorare il modo in cui il vino “vada” oltre i limiti del corpo, fino ai confini infiniti della nostra anima. Nella sezione “Vini di generosità”, ad esempio, Orizet scrive: “Sei deliziosi compagni per guardare la televisione: La sua dolcezza può aiutarci a superare la nostra delusione quando perdiamo un grande slam. Tu sei il vino delle crociere, dei giorni di depressione, del ritrovo degli innamorati”.

Queste idiosincrasie all’interno di The Wines of Gala, insieme alle ipnotizzanti opere del genio spagnolo, dimostrano che il vino può essere nutriente per il cuore quanto per la mente.

Con moderazione, ovviamente.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...