I Vichinghi avevano una Dieta Ricchissima e Migliore degli altri Popoli Medioevali

I Vichinghi sono famosi nell’immaginario comune per grandi banchetti a base di carne e birra, ma cosa consumavano, in realtà, oltre l’alcool e alla carne? I popoli del Nord avevano una dieta variegata, ricca di animali selvatici e allevati, frutta, cereali, pollame, pesce e molte altri cibi che raccoglievano in natura. Nonostante si possa pensare che fosse un popolo semplice, la loro dieta era assai più ricca e diversificata del resto dell’Europa Medievale.

Per scoprire cosa mangiassero i Vichinghi si sono studiati principalmente i pozzi neri, un vero e proprio “tesoro” di informazioni riguardo la dieta dei vari popoli. I Vichinghi, così come tutte le popolazioni antiche, soffrivano di vermi intestinali e altri parassiti, e a volte ingerivano erbe che erano tossiche per l’uomo.

Quando mangiavano?

I pasti tradizionali erano due, uno al mattino e uno alla sera. Il dagmál, “pasto del giorno”, era consumato circa due ore dopo l’inizio del lavoro nei campi o nelle officine, quindi fra le 8.00 e le 10.00 di mattina. Il náttmál era invece il “pasto della sera” e veniva consumato fra le 19.00 e le 20.00.

Cosa Mangiavano

Le balene spiaggiate erano una parte significativa della dieta dei Vichinghi, nelle zone costiere dei territori, a causa dell’enorme quantità di carne che un singolo animale era in grado di fornire. Le balene ovviamente non si spiaggiavano da sole come accade oggi più frequentemente che allora, e venivano spinte in strette insenature e baie dove venivano poi uccise con lance e dardi avvelenati.

Gli studiosi hanno esaminato enormi cumuli di resti per scoprire quali tipo di ossa fossero rimaste dal medioevo nordico, e oltre alle balene hanno trovato buoi, maiali, capre, pecore, cavalli e quasi ogni altro tipo di bestiame da allevamento. La caccia forniva carne di cinghiale, alce e persino lo scoiattolo. Nella parti più a Nord delle zone occupate dai Vichinghi, quindi la Norvegia, la Svezia e la Finlandia, l’approvvigionamento di cibo dalla caccia era quantitativamente maggiore rispetto a quello del Sud, dove si prediligevano allevamenti con 80/100 capi ciascuno.

Dalla terra i popoli nordici ottenevano Frutta e verdura, mentre gli animali consentivano una fiorente produzione di formaggi. Anche se non è un particolare famoso per questo popolo, i Vichinghi erano provetti coltivatori e, oltre ai prodotti classici, riuscivano ad approvvigionarsi di grandi quantità di prugne, prugnoli e mele. Essi mangiavano inoltre ravanelli, piselli, fagioli, fave, cavoli, sedano, spinaci, pastinaca, rape, carote, cipolle, funghi, alghe, e porri. Anche cereali come la segale, l’orzo o l’avena venivano usati per l’alimentazione, ma spesso venivano impiegati per produrre la birra.

A Dublino i Vichinghi utilizzarono i finocchi, la senape nera e i semi di papavero per insaporire il cibo, mentre dalla sepoltura della Nave di Oseberg in Norvegia si scoprì il loro uso di rafano, senape, cumino, aglio, bacche di ginepro, maggiorana, timo, menta, prezzemolo e levistico.

Oltre che prodotti locali, i Vichinghi erano abili commercianti, e importavano le foglie di alloro, i semi di anice, la cannella, la noce moscata, i chiodi di garofano, il cardamomo, lo zenzero, lo zafferano e il pepe. Usavano una quantità di prodotti enorme, variegatissimi e ricchi, che quindi ci fanno capire quanto complessa fosse la loro alimentazione, chissà se fosse uno dei segreti che li rendeva tanto temibili in battaglia.

Fonti: Viking Answer Lady


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