A molti uomini degli anni 2000 vien naturale pensare che i Fast Food siano stati inventati da Ronald McDonald, un pagliaccio vestito di rosso e giallo che serve panini in ristoranti economici ma gustosi, tutti uguali, in tutto il mondo. In realtà il cibo veloce, consumato per strada e rapidamente, è un’invenzione che affonda le proprie radici ai tempi dell’Impero Romano. Nel mondo antico i poveri non avevano infatti cucine attrezzate, fornelli adatti o numerose stoviglie e pentole nelle quali cucinare. Accadeva perciò che esistessero i Thermopolium, dei veri e propri fast food che servivano pasti caldi ad un prezzo accessibile.

Sotto, il Thermopolium di Ercolano. Fotografia di Aldo Ardetti condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

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Nei lunghi banconi erano ospitate delle Giare ricolme di cibo, cui i clienti si avvicinavano per mangiare al banco. La parola stessa Thermopolium significa “Luogo in cui si vende qualcosa di caldo“. I Dolia erano i nomi dei vasi che contenevano le pietanze, e venivano riempiti una volta terminati dal cliente. Durante gli scavi archeologici, in un Thermopolium è stato rinvenuto un sacchetto di tela contenente circo mille monete romane, un’indicazione importante sul grado di popolarità che potevano avere questo tipo di ristoranti durante il loro periodo di attività.

Altra immagine del Thermopolium di Ercolano. Fotografia di Aldo Ardetti condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

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Thermopolium di Asellina

Fotografia di Daniele Florio condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

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A Pompei si trova il Thermopolium di Asellina, uno degli esempi più completi e meglio conservati di antico Fast Food. Durante gli scavi vennero ritrovate brocche, piatti e persino un bollitore d’acqua. Il piano terra del locale veniva utilizzato dagli avventori per bere e mangiare, mentre alcune scale portavano alle stanze in affitto del secondo piano. Il locale aveva un’ampia porta aperta sulla strada, un banco con i fori per i Dolia e diversi santuari dedicati a Mercurio, Bacco e Lares. Le camere al piano superiore potevano esser utilizzate per dormire, ma in molti sono convinti che si trattasse di un vero e proprio bordello, anche a causa del ritrovamento di scritte con moltissimi nomi di donne. Un’altra teoria vede le donne come schiave che lavoravano come bariste.

Altri esempi di Thermopolium giunti sino a noi si trovano ad Ercolano e Ostia.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...