Dal 2007 l’artista coreana Lee JeeYoung fotografa l‘invisibile. Solitamente la fotografia tradizionale mostra ai nostri occhi scorci di realtà, mentre la JeeYoung propone immagini uscite direttamente dal suo cuore, la sua memoria, o suoi sogni. Pur nei limiti intrinseci del mezzo fotografico tradizionale, l’artista aggiunge ad esso creatività plastica e performance teatrali, costruendo minuziosamente e con pazienza ogni minimo dettaglio dei suoi set, in modo da escludere qualsiasi modifica digitale dello scatto.

Le surreali fotografie di Lee Jee Young 01

Per settimane, a volte per mesi, l’artista crea il tessuto di un universo nato dalla sua mente, dentro i confini del suo piccolo studio di 3 x 6 metri, dove è l’immaginazione a non avere confini. Così materializzati, questi mondi appaiono reali e concreti: l’immaginazione diventa tangibile, e la foto dell’immaginario narrato ne testimonia la realtà.

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Nel bel mezzo di ciascuno di questi mondi si trova l’artista: gli autoritratti tuttavia non sono mai frontali, dal momento che non è il suo aspetto di persona reale ad essere significativo, ma piuttosto la sua ricerca di un’identità, i suoi desideri e la sua disposizione d’animo.

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Le sue creazioni rappresentano una catarsi che le permette di accettare i condizionamenti sociali e le frustrazioni personali. Il tempo necessario per preparare il set, le dà il tempo per meditare sulle cause dei suoi conflitti interiori e, quindi, esorcizzarli: una volta sperimentati, diventano presagi di speranza.

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Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.