I Sofà “Tête-à-tête”: divanetti “dell’Amore” di Epoca Vittoriana

I sofà “tête-à-tête” (testa a testa in francese) sono dei divanetti, o meglio coppia di poltrone, costituiti da due sedie unite da un lato e contrapposte nel verso della seduta. Sono conosciute in molti altri modi, ad esempio come sedia del corteggiamento, vis-à-vis o gossip, ma forse quella di tête-à-tête è la definizione più appropriata di tutte.

Il loro impiego avveniva in occasione di conversazioni private, e potevano trovarsi all’interno delle ville o all’esterno, nei giardini. La moda prese piede durante l’inizio del XIX secolo in Francia, ma poi i sofà tête-à-tête si diffusero e divennero popolarissimi anche in Inghilterra, durante il periodo Vittoriano, e in Spagna. Spesso si trovavano in ampi saloni, e i primi esemplari furono caratterizzati da preziose imbottiture con la tecnica delle molle, inventata in quel periodo.

L’obiettivo del sofà era quello di consentire la comunicazione intima senza doversi per forza guardare negli occhi. Il bracciolo costituiva anche una specie di barriera fra gli occupanti, la quale evitava situazioni d’imbarazzo come l’allungare le mani da parte dell’uomo, assolutamente da evitare in contesti di corteggiamento controllato come quello dell’epoca vittoriana. Naturalmente in quel caso non si trattava di molestie molto spinte, ma soltanto appoggiare una mano sul dorso dell’altra o, nei casi più scandalosi, di una carezza sul viso.

Un esempio splendido del sofà tête-à-tête fu realizzato dall’architetto John H.Belter, intorno al 1850-1860, ed è caratterizzato dalla ricchezza di ornamenti floreali intagliati nel legno (foto sotto).

Più di recente, il famoso artista spagnolo Salvador Dali progettò un sofà tête-à-tête negli anni ’30 (foto sotto), che fu concepito in collaborazione con il famoso designer di mobili e decoratore d’interni Jean-Michel Frank.

Oggi i “divani dell’amore” sono molto diversi e non hanno quasi mai il bracciolo centrale, ma in alcuni casi, come quello sotto di Parigi, il bracciolo è rimasto. Si tratta di piccoli ricordi di un tipo di corteggiamento passato, controllato spesso da balie o parenti, nel quale la conversazione, lo scambio di idee e di sorrisi era l’unico metro di valutazione della compatibilità di coppia. Altri tempi, altri “sofà”, altri corteggiamenti. E non è detto che alcuni aspetti non fossero magnificamente romantici, in grado di fa volare le farfalle nello stomaco molto più di una fotografia da sexting inviata su Snapchat…


Pubblicato

in

da