Giacomo e Giovanni Battista Tocci furono due gemelli siamesi nati a Locana, in Piemonte, tra il 1875 e il 1877. Di loro abbiamo solo informazioni biografiche frammentarie, ma la loro storia è di grandissimo interesse per gli appassionati dei Freak Show dell’800. La madre dei due ragazzi si chiamava Maria Luigia Mezzarosa, e quando li mise al mondo aveva 19 anni.

Il parto non fu particolarmente difficile a causa della ridotta dimensione dei bambini. Prima uscì la testa di Giovanni Battista e poi quella di Giacomo. I gemelli avevano un cordone ombelicale e una placenta, e risultavano parzialmente uniti, ma non del tutto. Avevano due teste, quattro braccia, due apparati respiratori, due stomaci e due toraci quasi completi (si univano nella sesta costola), ma condividevano l’intestino, il pene e l’ano, mentre le gambe erano solo due ma ognuno dei ragazzi ne controllava una soltanto.

Alla nascita il padre Giovanni Tocci ebbe un crollo psicologico e finì in manicomio per un mese

Lo stupore attorno alla nascita fu grande, ma i genitori non permisero approfonditi studi medici sui ragazzi, timorosi che lo svelare le loro caratteristiche fisiche ne avrebbe diminuito la fama e i potenziali guadagni. Furono esaminati dai professori dell’Accademia di Medicina di Torino, i quali decretarono che non avrebbero vissuto a lungo, e poi da due medici di Lione, in Francia, che invece ne certificarono la buona salute e la potenzialità di una vita longeva.

Dopo questi due consulti medici, i coniugi Tocci decisero che ne avevano abbastanza, e che sarebbero stati gli ultimi. Per il resto degli anni 1880, furono esposti quasi tutte le principali città in Italia, Svizzera, Germania, Austria, Polonia e Francia.

Divennero un remunerante fenomeno da baraccone

Alcuni psicologi che li esaminarono determinarono che le personalità erano diverse. Un inglese affermò che Giacomo era meno intelligente ma più loquace, mentre Giovanni più riflessivo, intelligente e con una vena artistica. Poco più tardi, un medico li giudicò entrambi intelligenti.

La famiglia Tocci al completo:

I ragazzi non camminarono mai, non perché gli fosse fisicamente impossibile ma a causa dei lunghissimi periodi di tempo che passavano immobili in mostra. Il loro handicap li rese peraltro più facilmente sfruttabili dai genitori. Se fisicamente erano menomati, dal punto di vista intellettivo probabilmente furono di spiccato acume, parlando tre lingue (inglese, francese e tedesco) e riuscendo a interagire col pubblico in modo brillante.

La loro carriera di fenomeni conobbe il proprio apice durante il Tour negli Stati Uniti, che inizialmente doveva durare un anno ma fu poi esteso a cinque. Arrivarono negli States nel 1891, con un compenso di 1.000 dollari a settimana (una cifra rilevante ai giorni nostri, all’epoca una vera e propria fortuna), e rimasero in giro con diversi circhi per i cinque anni seguenti.

Nel 1897 circa i gemelli Tocci e i genitori erano ormai ricchissimi

Nonostante non vi siano molte fonti riguardo la loro vita privata, si sa che nel 1897 i due ragazzi tornarono in Italia, ormai ventenni, e comprarono una villa a Venezia, ritirandosi dalle scene.

Sotto, l’inserto di un giornale con la promozione di un evento dei gemelli Tocci, che vengono definiti:

La più grande meraviglia vivente al Mondo

Di qui in poi la loro storia diventa leggenda. Sicuramente uscivano pochissimo dalla villa veneziana, e alcune cronache narrano che nel 1904 i fratelli sposarono due donne diverse. Un rapporto del 1906 li vede morti in quell’anno, mentre un altro del 1911 li vedeva ancora vivi. Nel 1932 si scrisse che nel 1912 erano vivi e avevano avuto dei figli, mentre altre fonti sostengono che morirono nel 1940 (all’età di 63/65 anni) senza figli. Nonostante l’incertezza riguardo la data della loro morte, viene assunta valida quella del 1940, che li fa classificare come i secondi più longevi della storia dopo Ronnie e Donnie Galyon, nati nel 1951 e tuttora in vita.

I due Gemelli Tocci, che furono delle vere e proprie star per l’epoca, ispirarono l’autore statunitense Mark Twain per il racconto “Quei gemelli straordinari”, in divenuto il romanzo “Wilson lo zuccone”.

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Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...