Della vita e delle azioni di Giulio Cesare non è necessario ricordare l’importanza cruciale per la storia, visto che è il condottiero romano più celebre e uno dei comandanti più famosi di tutta la storia. Nato nel 101 (o nel 100) avanti Cristo, nel 74 si trovava in viaggio verso l’isola di Rodi per una vacanza-studio (esistevano anche allora) al fine di imparare la cultura greca, un’esperienza caratteristica delle classi romane più abbienti. Durante il tragitto in mare, Cesare fu rapito dai pirati, che lo condussero all’isola di Farmacussa (oggi Farmaco), di fronte alle coste turche.

Sotto, il video racconto dell’articolo sul canale Youtube di Vanilla Magazine:

I pirati, forse inconsapevoli della caratura dell’ostaggio da loro rapito, membro della Gens Iulia, chiesero un riscatto di 20 talenti d’argento (circa 620 chilogrammi), ma Cesare li sbeffeggiò, dicendo che gli avrebbero dovuto chiedere al minimo 50 talenti (1550 chilogrammi). I pirati ascoltarono il consiglio del condottiero e chiesero, ovviamente, 50 talenti d’Argento, generando già nel momento una situazione piuttosto surreale.

Sotto, Vergingetorige consegna le armi a Cesare, dipinto del 1899 di Lionel Noel Royer:

cesare-vercingetorige

Il Romano mandò quindi i suoi uomini a raccogliere l’argento necessario a Mileto, attendendo il loro ritorno a Farmacussa. Durante il periodo passato con i pirati, complessivamente 38 giorni, Cesare non temette mai per la propria vita, schernendo i pirati molteplici volte.

Durante la sua prigionia, il condottiero aveva a disposizione due schiavi e il medico personale, e partecipò alle gare dei pirati, alle cene e ai loro tornei. Durante quel mese compose numerose poesie, che sottopose al giudizio dei suoi “Carcerieri”, ai quali continuava a ripetere che, una volta liberato, li avrebbe fatti uccidere tutti.

Un Romano mantiene la Parola Data

Una volta pagato il riscatto con il denaro che le città avevano offerto per la liberazione del romano, Cesare giunse a Mileto dove trovò Iunco, il propretore della provincia d’Asia, che lo aiutò a formare una piccola flotta carica di guerrieri armati. Con questa, Cesare tornò a Farmacussa, dove catturò i pirati e si diresse alla volta della Bitinia per farli giustiziare da Marco Iunco stesso. Il propretore era però interessato al danaro dei pirati, e pensò di ordire una trama contro Cesare, in modo da rubare il bottino dei pirati e poi venderli come schiavi.

Il grande condottiero romano non si lasciò raggirare e, prelevati i pirati dalla prigionia in Bitinia, li crocifisse uno ad uno, strangolandoli prima di metterli sulla croce per evitare loro un’atroce sofferenza. L’esperienza, significativa e riportata da Plutarco nella sua biografia di Cesare nell’opera “Vite Parallele”, fu importante per testimoniare, anche nella parte orientale dell’Impero, l’importanza della parola e della risolutezza del futuro condottiero Romano.

Cesare non si limitò a uccidere i pirati, mostrando quanto fosse di parola, ma restituì anche tutti i 50 talenti alle città che avevano fornito il riscatto. Aveva solo 26 anni, ma il suo cammino verso il dominio di Roma era già iniziato…

Dalla vicenda fu tratto un film, completamente romanzato e con pochissime attinenze storiche, del 1962, Cesare contro i Pirati:

cesare-contro-i-pirati

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...