Le grandi Piramidi, il Partenone, Stonehenge, il Taj Mahal e molte altre sono opere dell’uomo in grado di conquistare la preferenza di milioni e milioni di visitatori da tutto il mondo. Ritratte prima con dipinti e oggi con fotografie spettacolari, queste meraviglie sono interessanti per la propria storia e per quello che rappresentano nel presente. Ma prima di prenotare un viaggio è bene farsi una domanda:

Risultano davvero attraenti come mostrato nei manifesti pubblicitari e nelle cartoline condivise dagli amici in viaggio?

La realtà dei fatti è sensibilmente differente dalle immagini che ci vengono proposte da siti web e riviste di tutto il mondo. Spesso accanto a monumenti blasonati si trovano aree depresse o eccessivamente sovra-popolate, e giungere in uno dei siti “famosi” potrebbe comportare attraversare zone assai pericolose.

Giunti sul posto l’effetto WOW garantito dalle fotografie pubblicitarie potrebbe addirittura essere completamente disatteso, trovandosi di fronte a un paesaggio che poco ha a che spartire con cartoline e fotografie da “Instagram Effect”. Il sito Policy Mic ha raccolto una serie di immagini dove musei, templi e rovine sono contestualizzate fra rifiuti e abitanti, rendendo lo scenario il più vicino alla realtà possibile.

Le Piramidi al Cairo, in Egitto, da un lato sembrano immerse nel deserto:

Monumenti reali 2

Mentre viste nel contesto della Città del Cairo, un coacervo di case e condomini, sembrano disastrosamente inserite nel contesto urbano:

Monumenti reali 3

Il Taj Mahal, in India, visto da lontano:

Monumenti reali 4

L’incanto del “palazzo dell’amore” in una delle tante immagini pubblicitarie:

Monumenti reali

Il Partenone di Atene:

Monumenti reali 5

Il Partenone da vicino:

Monumenti reali 11

Il Monte Rushmore negli Stati Uniti:

Monumenti reali 7

Stonehenge in Gran Bretagna:

Monumenti reali 9

Le Cascate del Niagara, fra Canada e Stati Uniti, si trovano in una zona fortemente urbanizzata:

Monumenti reali 10

Ovviamente sono molte altre le meraviglie del mondo che, viste in un contesto “normale”, non appaiono come le si vede in cartolina, e questa disamina ne ha mostrate soltanto alcune a titolo di esempio.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...