Nell’immaginario collettivo il ruolo della donna nella società celtica non sempre viene messo in risalto, anzi, quando si parla di Celti nella nostra mente si presenta all’istante il profilo virile di questi popoli che tra il VI e il III secolo a.C. occupavano un’estesa area del continente europeo.

Eppure, grazie alla scoperta di diverse tombe femminili dell’epoca, sappiamo che alcune donne rivestirono un ruolo di assoluta rilevanza all’interno della società celtica. Uno dei ritrovamenti più ricchi in questo senso è senza dubbio quello della cosiddetta tomba della Principessa di Vix, in Borgogna, risalente alla fine del VI secolo a.C.

Il Cratere Vix, fotografia di Peter Northover condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Il corredo funerario della principessa è di estrema ricchezza: oltre a un enorme cratere di bronzo proveniente dalla Magna Grecia – che con il suo metro e 64 cm di altezza è il più grandioso che sia giunto fino a noi – sono stati rinvenuti anche oggetti in argento e oro in quantità straordinarie.

La torcia d’oro della tomba di Vix, Fotografia di Rosemania condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Il reperto che suscita più ammirazione però è senz’altro un massiccio collare costituito da circa venti pezzi staccati e realizzati con diverse procedure. Ad esempio, i piccoli pegasi e la zampa di leone alle estremità sono stati creati tramite il metodo della fusione, mentre altre parti tramite martellatura.

I pezzi poi sono stati assemblati insieme attraverso procedimenti meccanici, saldature con diffusione di rame e brasatura. Tutte le parti del manufatto sono state realizzate praticamente in oro puro, con una presenza di argento del 2% e dell’1-2% di rame. L’estrema raffinatezza delle decorazioni di filigrane e fili a perle che ornano i piccoli cavalli rivela che intorno al 500 a.C. l’oreficeria in ambito celtico tende in modo netto all’originalità e a un’estrema accuratezza decorativa.

Torcia dal tesoro d’oro di Erstfeld , intorno al 300 a.C. Fotografia di condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

L’eccellente qualità degli oggetti preziosi rinvenuti all’interno della tomba della Principessa di Vix può essere stata raggiunta all’epoca solo in officine in cui operavano maestranze sotto l’influenza dell’arte orafa etrusca.

La tomba di Vix (ricostruzione al museo Châtillonnais). Fotografia di Claude PIARD condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Al V e IV secolo a.C. risalgono altre tombe di donne con corredi funebri estremamente ricchi. Queste donne, che in vita avevano occupato un ruolo di prestigio all’interno della società, venivano sempre ornate da un torquis (collare o torcia) d’oro, da almeno due bracciali dello stesso metallo prezioso e da numerosi altri gioielli.

Torcia d’oro del I millennio a.C. trovata in Spagna. Fotografia di Luis García condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Come per gli altri popoli barbari, l’oro era per i Celti simbolo di potere, ed è proprio grazie a questo tipo di ritrovamenti che gli studiosi hanno potuto stabilire quanto le donne avessero accesso a ruoli di straordinario prestigio.

Torcia Gallica, fotografia di Dominique Grassigli condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Fino al III secolo a.C troviamo i torques, sia in bronzo sia in oro, per lo più all’interno di sepolture femminili. Non è ancora del tutto chiaro quali siano state le motivazioni e i mutamenti sociali che portarono successivamente questi oggetti a essere indossati dai guerrieri per poi divenire oggetti votivi. Abbiamo testimonianza infatti di grandiosi depositi di torques da offerta, veri e propri tesori di straordinaria ricchezza diffusi in tutte le province celtiche.

Coppie del nastro d’oro dalla scoperta di Blair Drummond. Fotografia di John Bod condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Torcia celtica in oro con tre “balaustre” e decorazioni con animali, rinvenuta a Glauberg, Germania, 400 aC. Fotografia di Rosemania condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Elegante torcia dell’età del bronzo in oro, Francia settentrionale, ca. 1200–1000 a.C., 794 grammi. Fotografia di Siren-Com condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Barbara Giannini
Barbara Giannini

Ho studiato Archeologia medievale a La Sapienza di Roma, dopodiché ho intrapreso la strada dell’editoria lavorando per una casa editrice romana come editor e correttrice di bozze. Sono stata co-fondatrice nel 2013 di un’agenzia letteraria per la quale ho continuato a lavorare come editor e talent scout, rappresentando autori emergenti in Italia e all’estero. Attualmente sono iscritta al secondo anno di Lingue e Letterature Straniere all’Università Roma Tre e nel frattempo mi occupo di politiche ambientali. Sono appassionata di letteratura, arte, storia, musica e culture straniere.