E’ stata recentemente scoperta nella necropoli di Saqqara, a 35 chilometri dal Cairo, la tomba di un funzionario dell’Antico Egitto vissuto morto 4.400 anni fa, circa 150 anni dopo l’edificazione della Grande Piramide di Cheope. Khuwy, questo era il suo nome, venne ritratto sulle pareti nord e sud di fronte a una tavola colma di offerte per gli dei, mentre poco più sotto il suo sarcofago venne raffigurato durante il suo ultimo viaggio sulla barca funebre.

L’area fa parte del complesso funerario del faraone Djedkara Isesi, vissuto sino a circa il 2380 a.C., un regnante di rilevante importanza della V dinastia egizia. Nella tomba di Khuwy si trova riportato il nome di “Setibhor”, regina d’Egitto, che finalmente svela il nome della sposa del Faraone Djedkara finora rimasta sconosciuta.

La tomba presenta una serie di dipinti murali di pregevole qualità, importantissimi perché mantenutisi incredibilmente intatti nel corso di oltre 4 millenni di tempo.

Nelle scene rappresentate si nota la macellazione rituale di un bovino, il motivo della facciata a palazzo e servitori che portano numerosissimi tipi di diverse offerte per il mondo dell’aldilà. Per la prima volta nel sepolcro di un funzionario, quindi non membro della monarchia, si trova lo stesso schema utilizzato nelle piramidi reali: un corridoio discendente conduce prima a un vestibolo, poi a un’anticamera e infine alla stanza del Sarcofago. Purtroppo, quest’ultima è stata completamente distrutta dai tombaroli in chissà qualche epoca, e del corredo non rimane più nulla.

Vicino alla tomba è stata trovata anche una colonna in granito rosso di Assuan, riportante l’iscrizione:

Colei che vede Horus e Seth, la grande moglie del re, sua amata Setibhor

La sposa di Djedkara fu quindi la regina cui fu dedicato il complesso piramidale, il più grande dedicato a una donna dell’Antico Regno, che sinora era rimasto senza nome.

Sotto, un video mostra l’interno della tomba:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...