Se Oscar Wilde era il re dei dandy londinesi, Robert de Montesquiou lo era di quelli parigini. Il poeta francese, forse perché faceva parte di una nobiltà ormai morente, provava un senso di nostalgia per quell’epoca di splendore che si viveva a Versailles, alla corte del Re Sole.

Ritratto di Montesquiou – Giovanni Boldini – Museo d’Orsay


Montesquiou, forse per rivivere i fasti di quell’epoca, non trovò di meglio che acquistare una vasca da bagno, e che vasca! Faceva parte degli Appartement des Bains della Reggia di Versailles, che poi divennero gli appartamenti privati di Madame de Maintenon, la favorita di Luigi XIV.

Madame de Montespain

Luigi XIV

Un unico blocco di raro e costosissimo marmo rosso proveniente dal Belgio fu lavorato da tre scalpellini per un’anno, che realizzarono “un’opera d’arte piuttosto che un’opera d’artista”: un ottagono dal diametro di tre metri, con gradini che permettevano di scendere e poi di sedersi immersi nell’acqua, inserito nel pavimento di una stanza rivestita di marmi policromi, sostituiti da pannelli di legno nel XVIII secolo. Solo la vasca costò l’equivalente di oltre 200 mila euro, al cambio attuale, mentre la sala da bagno fu terminata per l’iperbolica cifra di circa 4,5 milioni di euro.

Ricostruzione della Sala da Bagno di Versailles

La vasca, dove potevano fare il bagno più persone contemporaneamente (forse però immergevano solo i piedi al termine di una battuta di caccia, perché l’uso di lavarsi completamente non era certo comune, né gradito, all’epoca) poteva essere riempita d’acqua calda grazie a un sistema automatico, ma questo certo non bastava al Re Sole, che amava l’essenza di fiori d’arancio amaro, coltivati nella sua Orangerie, con la quale faceva profumare l’acqua.

Sotto, la Vasca da Bagno oggi:

La pianta degli Appartement des Bains ai tempi del Re Sole


Per circa mezzo secolo la pregiata vasca fu coperta con un pavimento di legno, quando la stanza divenne la camera da letto del figlio della Montespan, finché Luigi XV, che probabilmente non aveva gli stessi gusti raffinati del suo predecessore e bisnonno, la donò alla sua amante, Madame de Pompadour.

Nel 1750, ventidue operai estrassero la vasca con grandi difficoltà, e la portarono nel giardino della residenza dell’amante regale, l’Hermitage di Versailles. E lì rimase finché Montesquiou l’acquistò, per collocarla in un altro giardino, quello del Pavillon des Muses.

La vasca regale al Pavillon des Muses – 1902

Poi il poeta francese si innamorò del Palais Rose (in seguito acquistato dalla marchesa Luisa Casati), una villa ispirata al Grand Trianon di Versailles, che non poteva permettersi ma che doveva avere a tutti i costi, altrimenti, a suo dire, sarebbe morto: “Se questa casa, che non è in vendita e che, inoltre, i miei modesti mezzi difficilmente possono acquisire, se questa improbabile, impossibile, eppure vera casa, non è mia domani, muoio!”  Montesquiou riuscì a comprare il Palazzo nel 1908, e fece costruire il Tempio dell’Amore, per installarvi la preziosa vasca.

La vasca al Palais Rose

Nel 1934 la vasca tornò finalmente a casa, nella Reggia di Versailles, e precisamente nella grande Orangerie, che è aperta al pubblico solo nei mesi estivi.

La vasca regale torna a Versailles

Certo, i visitatori non potranno bagnarsi i piedi dopo una giornata di caccia, come avveniva ai tempi del Re Sole, ma possono immaginare più romantici (ma forse improbabili) incontri tra i due amanti del XVII secolo…

L’Orangerie di Versailles

Categorie: Architettura

Annalisa Lo Monaco

Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.