Nelle Olimpiadi Moderne la partecipazione delle donne è stata una conquista lunga e graduale, e forse tutt’ora le atlete non sono considerate alla stessa stregua dei loro colleghi maschi. Ma nelle Antiche Olimpiadi, che si svolsero ad Olimpia ogni quattro anni, dal 776 aC. al 393 dC., la partecipazione femminile non era proprio contemplata, nemmeno come pubblico: se una donna sposata fosse stata sorpresa ad assistere ai Giochi sarebbe stata gettata, dalla sommità del Monte Typaeum, nel fiume che scorreva alle sue pendici, almeno secondo il racconto di Pausania, storico e geografo greco vissuto nel II secolo dC.

Una veduta artistica di Olimpia

I giochi Ereidi nell'antica Grecia 3

La cosa non stupisce più di tanto, vista la scarsa considerazione in cui erano tenute le donne nella Grecia classica. Questo però non impedì loro di organizzare una sorta di olimpiade femminile, i Giochi Erei, che si svolsero forse già parallelamente ai primi giochi maschili. Il racconto mitologico narra che queste Olimpiadi per donne furono organizzate dal Re Pelope, dopo aver sconfitto in una corsa di carri il re di Pisa (in Grecia), vittoria che gli fruttò il matrimonio con la principessa Ippodamia. Come ringraziamento Pelope organizzò i giochi in onore di Zeus, mentre Ippodamia dedicò ad Era la propria festa di ringraziamento.

Ricostruzione del Tempio di Era ad Olimpia

I giochi Ereidi nell'antica Grecia 1

Sempre secondo Pausania, i giochi Erei consistevano in un unico evento, una corsa podistica per fanciulle, che si teneva nello stesso stadio delle gare maschili, ma con un percorso più breve. Le Ereidi si tenevano probabilmente nello stesso anno delle Olimpiadi, appena prima delle gare degli uomini.

Le ragazze gareggiavano in tre corse distinte, in base alla loro età, e le vincitrici ricevevano una corona di foglie d’olivo (come i maschi), e una porzione del bue macellato in onore di Era nel tempio a lei dedicato. A differenza degli uomini, che gareggiavano nudi, le giovani donne indossavano un abito corto al ginocchio, il chitone, che lasciava scoperti il seno e la spalla destri. Anche se qualcuno ha ipotizzato che l’indumento fosse ispirato alle guerriere Amazzoni, in realtà era l’adattamento di un tipico vestito maschile, indossato nei mesi caldi, o durante lavori faticosi. Vestire i panni degli uomini era un rituale seguito anche nelle cerimonie di iniziazione all’età adulta, un’inversione di ruoli che forse doveva servire a provare lo stato “dell’altro”, prima di assumere definitivamente il proprio ruolo.

Statuetta in bronzo che forse rappresenta una vincitrice delle Ereidi

I giochi Ereidi nell'antica Grecia 4

Non è appurato se gli uomini potessero assistere ai giochi femminili, invece è certo che le ragazze nubili avessero accesso come pubblico alle Olimpiadi, forse per consentire un primo approccio al mondo maschile.

Le rovine del Tempio di Era

I giochi Ereidi nell'antica Grecia 2Immagine condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia

L’attività fisica per le donne non era comunque una pratica scoraggiata nell’antica Grecia, specialmente a Sparta, dove le ragazze si cimentavano in quasi tutti gli sport, allo scopo di avere un fisico sano, che avrebbe poi garantito la nascita di forti cittadini-guerrieri.

Alcuni scettici mettono in discussione la reale esistenza dei giochi Erei, perché non esistono testimonianze precedenti agli scritti di Pausania, ma la mancanza di documentazione potrebbe solo testimoniare la scarsa importanza data allo sport femminile dalla società greca, dove il predomino degli uomini era incontrastato.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.