Se il riscaldamento globale causato dall’uomo aumenterà secondo i modelli climatici studiati dagli scienziati, i ghiacciai delle Alpi europee potrebbero sparire definitivamente entro il 2100. Harry Zekollari, ricercatore climatico presso l’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia di Zurigo, ha recentemente esposto i risultati delle ricerche condotte dall’istituto alla European Geosciences Union (EGU) a Vienna.

Nel caso peggiore i ghiacciai spariranno completamente

Per formulare tale ipotesi sono stati vagliati diversi modelli e scenari. La notizia forse più preoccupante è quella del caso del maggior virtuosismo da parte del genere umano nel senso più ampio possibile. Anche nel caso in cui riuscissimo a prevenire un ulteriore riscaldamento globale, i ghiacciai perderanno metà del loro volume entro il 2050.

Per raggiungere tale risultato predittivo i ricercatori hanno simulato l’evoluzione di 4.000 singoli ghiacciai delle Alpi Europee. Gli scienziati hanno usato il 2017 come anno di riferimento, con i ghiacciai che partono da un volume di circa 100 chilometri cubici, che equivale a qualcosa come 40 milioni di piscine olimpioniche.

Sotto, a titolo di esempio, il ghiacciaio Stein in Svizzera si è ritirato di circa (550 metri) tra il 2006 e il 2015:

I ricercatori hanno esaminato come i ghiacciai sarebbero cambiati in base ai diversi scenari di riscaldamento globale delineati dal gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC) nel 2013, noti come percorsi di concentrazione rappresentativi o RCP.

Usando come metro il valore RCP8.5, secondo il quale la media della temperatura globale potrebbe salire fino a 4,8 gradi Celsius entro il 2100, ricercatori hanno scoperto che circa il 95% del ghiaccio alpino scomparirebbe.

Zekollari ha chiarito che:

Ciò significa che esisterebbero soltanto alcune chiazze di ghiaccio disconnesse ad alta quota, ma non ci sarà più alcun ghiacciaio

Anche in uno scenario di riscaldamento intermedio – RCP4,5 – l’80% del volume dei ghiacciai alpini scomparirebbe, non rimanendo più alcun ghiacciaio sotto la quota di circa 2500 metri.

In uno scenario di emissioni umane limitate noto come RCP2.6, un aumento inferiore a 2°C, circa i 2/3 dei ghiacciai scomparirebbero entro il 2100, e questa rappresenta la notizia migliore di tutto il rapporto.

Ad ogni modo, qualunque sia lo scenario del riscaldamento globale dei prossimi decenni, i ghiacciai sono comunque destinati a ridursi della metà entro il 2050, perché il tempo di risposta di queste enormi masse d’acqua è lentissimo, e il processo di liquefazione è ormai iniziato.

Qualunque saranno le azioni dell’uomo di qui al futuro più prossimo, il destino dei ghiacciai alpini è segnato

Zekollari ha specificato che: “Il modo in cui evolveranno nei prossimi decenni è in realtà dettato dal loro aspetto attuale“. Daniel Farinotti, co-autore dello studio, spiega che “La situazione nelle Alpi è caratteristica di ciò che accade ai ghiacciai delle montagne al di fuori delle regioni polari“. Nel 2019 Farinotti ha pubblicato un altro studio sulla rivista Nature Geoscience, in cui ha raccolto dati sullo spessore del ghiaccio di oltre 200.000 ghiacciai di tutto il mondo, un censimento globale che ha escluso le calotte in Groenlandia e in Antartide. Tale studio ha rilevato che il volume totale dei ghiacciai nel mondo è di circa 160.000 km cubi, circa il 18% in meno rispetto a quanto stimato in precedenza. Tutto questo significa che molti ghiacciai potrebbero scomparire prima del previsto…

Fonte: Livescience.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...