Franz Helm era un maestro di artiglieria originario di Colonia, in Germania, al servizio di diversi principi tedeschi che fronteggiavano le forze ottomane durante il XVI secolo. Helm scrisse un trattato sulla guerra d’assedio, “Buch von den probierten Künsten”, il “libro delle arti pratiche” che divenne una guida utile alla fabbricazione di armi durante gli assedi alle città fortificate. Nonostante il manuale circolasse in forma manoscritta già da quasi un secolo, redatto nel 1530, fu solo nel 1625 che venne stampato, con il nome “Armamentarium principale oder Kriegsmunition und Artillerie-Buch”.

Un metodo descritto da Helm ha attratto l’attenzione dei media per l’illustrazione di ciò che è stato definito come un “gatto-razzo”, felino che sembra avere un razzo legato alla schiena che lo spinge verso un castello o una città fortificata. Nella stessa illustrazione si vede una colomba con un razzo simile appeso alla schiena.

L’illustrazione non è unica, e appare in diverse forme nelle versioni manoscritte del libro di Helm, così come nella versione stampata del 1625. Helm apre una sezione intitolata “Incendiare un castello o una città che non si può conquistare altrimenti”, nella quale l’autore spiega come utilizzare dispositivi incendiari legati agli animali per appiccare il fuoco in luoghi fortificati.

La sua descrizione è esemplare:

“Crea un piccolo sacco a mo’ di freccia…Se vuoi conquistare una città o un castello cerca di prendere un gatto originario del luogo. Lega il sacco alla schiena del gatto, lascialo infuocare per bene e poi lascia andare il gatto, perché correrà fino al suo castello o città e per la paura si nasconderà in un fienile dove la paglia o il fieno verranno accesi”.

Non è dato sapere se Helm o altri eserciti moderni abbiano mai impiegato questo sistema per conquistare una città. Di certo i Romani utilizzavano i Maiali Incendiari contro gli eserciti nemici, e riferimenti ad animali incendiati si trovano in altri testi storici provenienti da Russia, Scandinavia o Asia.

Fonte: Wikipedia

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...