Sappiamo che gli scienziati cercano di studiare il movimento del mondo e delle cose del mondo, le leggi che sottostanno agli equilibri, le norme che regolano quello che noi chiameremmo semplicemente “caso”. Il principio della relatività di Einstein cerca appunto di spiegare qualcosa che, fino ad allora, rimaneva solo in poco arieggiate aule accademiche: la sua convinzione era che la fisica quantistica fosse deterministica e che conoscendo lo stato iniziale di un sistema quantistico con assoluta precisione (così come tutte le forze che potrebbero poi agire su di esso) si potesse determinare il suo stato futuro.

A questo meccanismo hanno provato alcuni scienziati a far sottostare anche il gioco d’azzardo: basterebbe studiare per qualche tempo il teorema di Bell per farsi venire la voglia di provare sul campo la sua teoria. Ed è proprio in questo modo che diversi studiosi di matematica si sono appassionati al gioco d’azzardo. Non solo: si sono appassionati alla possibilità di battere la probabilità di una roulette. Certo è che delle strategie, pure non si è esperti in scienze matematiche, si potrebbero mettere in atto, come mostrato su questa guida. Nelle prossime righe, però, guarderemo più da vicino come alcuni matematici hanno cercato di sbancare i più celebri casinò.

Battere il Banco: Questione di calcolo?

Se siamo appassionati di gioco d’azzardo, probabilmente conosciamo una cara e vecchia massima che abbiamo imparato a fare nostra per non “farci troppo male” al tavolo verde: “il banco vince sempre”. Ma è proprio così? Non si tratta forse di una scusa buona per i perdenti? In effetti no: secondo un calcolo delle probabilità, infatti, il banco effettivamente tende a vincere più di un qualsiasi giocatore. Ma come si potrebbe invertire questa rotta? Alcuni scienziati si sono industriati, nel corso di svariati decenni, a cercare di studiare il metodo efficace per ribaltare il tavolo, riportando poi tutta la loro esperienza in interessanti manuali e nelle loro lezioni dietro le cattedre universitarie.

La domanda che si sono posti questi studiosi è la seguente: sarebbe possibile, assodato che un tiro di dadi o la roulette sono situazioni assolutamente deterministiche (dato che sarebbe possibile, essendo a conoscenza del stato iniziale delle facce dei dadi, della ruota della roulette prima del lancio e di tutte le variabili con cui successivamente verranno in contatto, come velocità del tiro, agenti atmosferici ecc.), calcolare esattamente quale combinazione o quale numero salterà fuori? La pallina, dopo il lancio del croupier, ha un appuntamento col destino presso un dato numero? La risposta a questa loro domanda fu “sì”: la scienza può arrivarci. Se solo fossimo a conoscenza di tutte le variabili, ecco che calcolare su quale numero la palla atterrerà sarebbe possibile; certo, non in un lasso di tempo tanto breve quanto quello di un lancio, bisogna dirlo. Eppure, qualcuno provò a tentare l’impossibile, attraverso la scienza. Come?

La Scalata alla Fortuna

Uno studente di medicina e uno di matematica, negli anni ’40 del ‘900, decisero di prendersi una pausa dagli studi e di tentare di sfidare le leggi della fisica in Nevada, l’unico stato dove il gioco d’azzardo era legale. Montarono sulle loro motociclette e, una volta arrivati, decisero di creare un modello predittivo del movimento della pallina sulla roulette, sfruttando i piccoli difetti che allora avevano queste ultime. Talvolta si inceppavano in qualche modo, oppure presentavano idiosincrasie meccaniche di qualsiasi tipo: i due studenti avevano capito che, studiando proprio queste, avrebbero potuto sbancare. Stiamo parlando di Al Hibbs e Roy Walford. La loro operazione ebbe successo, sbancarono tutto ciò che i loro calcoli e le roulette un po’ rozze permisero loro di sbancare e si avviarono felici verso una meravigliosa vita in barca a vela (spesero tutto ciò che avevano guadagnato per acquistare una barca per poter girare il mondo). Oltre a questo, tutti e due hanno avuto una folgorante carriera in campo scientifico. Beati loro. Sipario.

Thorp: Come un piccolo computer ha messo in crisi il gioco d’azzardo

A metà degli anni ’50 uno studente laureato in fisica sente parlare delle imprese di Hibbs e Walford e decide di seguirne le gesta. Tutte le roulette difettose sono però state saggiamente sostituite dai grandi casinò, pertanto egli si è dovuto industriare in altro modo. Stiamo parlando di Edward Thorp, colui il quale decise di costruire dei modelli di roulette e dei piccoli computer indossabili per seguirne le traiettorie, così da poter comunicare su quale numero sarebbe atterrata la pallina. L’impresa funzionò, anche grazie all’intervento di un altro studente di matematica, Shannon. .La strada, infatti, era quella giusta: il modello di computer indossabile senza dubbio funzionava, solo che il calcolo a lui affidato risultava troppo lungo da gestire nei pochi secondi disponibili durante rotazione della roulette. Negli anni successivi, Thorp decise di pubblicare un libro che raccoglieva i suoi studi, ottenendo un discreto successo.

Evidentemente il gioco d’azzardo è una questione di probabilità, ma calcolarle non potrebbe essere un ostacolo insormontabile. Certo, tutto questo potrebbe far svanire la magia che si cela dietro le porte del fato, o di quello che noi siamo abituati a considerare come tale, quando invece si tratterebbe solo di decifrare le traiettorie della probabilità statistica.

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Antonio Pinza

Quando avevo 3 anni volevo fare l’astronauta, oggi ho le idee molto meno chiare, ma d’altronde chi ha detto che bisogna avere un piano preciso? Nella vita ho “fatto” svariati lavori, praticato sport, viaggiato, letto e mangiato di tutto. Mentre continuo a perdermi nei meandri della mia esistenza scrivo su Vanilla Magazine.