Ci piacciono i musei, amiamo vagare al loro interno e perderci nei mondi paralleli che contengono, che siano mondi di antiche civiltà o mondi d’arte o pieni di strane creature del passato.

In questo momento particolare, tutti – o quasi – i musei del mondo sono chiusi al pubblico oltre al fatto che noi, anche se fossero aperti, di certo non potremmo andarci. Molti di essi, però, offrono la possibilità di visitarli on-line, stando comodamente seduti sul divano di casa.

Ho selezionato un tour museale da quarantena: i cinque musei più bizzarri al mondo.

Museum of Bad Art

Il suo slogan è “Art so bad it can’t be ignored”, e in effetti questo museo di Boston www.museumofbadart.org non può assolutamente essere ignorato. Facce fosforescenti, ritratti di Obama e rivisitazioni “fantasiose” della Gioconda vi faranno perdere il senso estetico e le didascalie sotto ciascuna opera vi faranno invece perdere completamente la testa.

Imperdibile la collezione di nudi e la collezione zoo.

Fatberg, il mostro di grasso al Museo di Londra

Da settembre 2017, al museo di Londra, è possibile osservare un disgustoso pezzo del Fatberg, il mostro di grasso scoperto a bloccare un tratto della rete fognaria nella zona di Whitechapel. La “cosa” era un vero e proprio iceberg costituito da grasso, feci, fazzoletti, condom e qualunque altra schifezza sia riuscita a passare attraverso gli scarichi negli anni addietro. Un blocco di sporcizia rappresa del peso di centotrenta tonnellate lungo duecentocinquanta metri. Due pezzi del blocco untuoso sono stati fatti essiccare e sigillati in una teca, divenendo duri come rocce e perdendo l’odore nauseabondo.

Una parte del Fatberg è osservabile in qualsiasi momento nel video sottostante:

Una telecamera lo riprende giorno e notte, registrando tutte le sue lente ma ineluttabili mutazioni, come le muffe che appaiono di quando in quando in diverse forme e colori o le mosche che periodicamente emergono dallo stato larvale in cui permangono al suo interno per poi spiccare il volo.

Museo fallologico

A Reykjavik, in Islanda, sorge questo particolare museo www.phallus.is, che conserva duecentoquindici peni appartenenti a mammiferi terrestri e marini.

“La Fallologia è una scienza antica che, fino ad anni recenti, ha ricevuto un’attenzione assai limitata in Islanda, se non come un campo di studi marginale di altre discipline accademiche”, è riportato sulla home page del sito del museo. “Oggi, grazie al Museo Fallologico Islandese, è finalmente possibile dedicarsi allo studio serio del campo della fallologia in maniera organizzata e scientifica.”

Il suo fondatore Sigurdur Hjartarson, un professore di storia in pensione, ha iniziato la sua collezione nel 1974, aprendo poi il museo nel 1990, quando aveva ormai accumulato una significativa quantità di organi riproduttivi.

Museo sottomarino di Cancun

Il suggestivo www.musamexico.org è visitabile facendo snorkeling nuotando tra le opere o anche guardandole dall’alto da un’imbarcazione. Le 485 statue provocatorie a grandezza naturale sono state realizzate dallo scultore britannico Jason deCaires Taylor e sono ancorate sul fondale. Lo scopo non è solo artistico, ma anche ambientale. Le opere sono infatti realizzate con un materiale speciale in grado di favorire lo sviluppo della vita corallina. In questo modo c’è la speranza che il turismo sulla barriera corallina, danneggiata dai molti sub e snorkeler, venga un po’ diluito con questa incredibile attrazione alternativa situata nel Parco nazionale marino, tra Isla Mujeres, Cancun e punta Nizuc.

Museo Micropia di Amsterdam

All’interno del più antico complesso zoologico dei Paesi Bassi, il Natura Artis Magistra, comunemente noto come Artis, è possibile visitare il Micropia www.micropia.nl, un museo che ha lo scopo di mostrare da che punto la vita è cominciata e in che punto finisce.

Quando il mondo che ci circonda si guarda da così vicino, si apre ai nostri occhi un universo ipnotico, brulicante e sorprendente.

Sotto e in copertina, fotografia di Guilhem Velut condivisa con licenza Creative Commons 2.0 via Flickr:

Barbara Giannini
Barbara Giannini

Ho studiato Archeologia medievale a La Sapienza di Roma, dopodiché ho intrapreso la strada dell’editoria lavorando per una casa editrice romana come editor e correttrice di bozze. Sono stata co-fondatrice nel 2013 di un’agenzia letteraria per la quale ho continuato a lavorare come editor e talent scout, rappresentando autori emergenti in Italia e all’estero. Attualmente sono iscritta al secondo anno di Lingue e Letterature Straniere all’Università Roma Tre e nel frattempo mi occupo di politiche ambientali. Sono appassionata di letteratura, arte, storia, musica e culture straniere.