L’aspettativa di vita nell’Inghilterra ottocentesca era decisamente breve, e un uomo del popolo poteva considerarsi anziano già attorno ai 45 anni. Il principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, nonostante fosse tutto tranne che un popolano, visse soltanto sino ai 42 anni, morto in seguito a una febbre tifoidea (ma recenti studi suggeriscono che fu cancro ai polmoni) in modo repentino.

Sotto, Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha:

Il triste evento, avvenuto in una fredda notte di dicembre del 1861 al Castello di Windsor, avrebbe segnato il resto dei giorni della regina Vittoria (1819-1901), monarca in solitario e in lutto per i successivi quarant’anni di regno.

La regina vestì di nero sino al 22 Gennaio 1901, quando spirò a Osborne House, sull’isola di Wight, nel palazzo di cui lo stesso Alberto aveva progettato la ristrutturazione. Con lei finiva un’epoca di grandissimi cambiamenti che viene ricordata con il suo nome, e iniziò l’era moderna, una voglia di rinnovamento che iniziò dalla moda e culminò con il diritto di voto alle donne poco tempo dopo.

Sotto, la Regina Vittoria a 80 anni, nel 1899:

Alla morte della Regina seguì naturalmente il funerale, che fu svolto seguendo le sue precise istruzioni, redatte nel 1897. La cerimonia fu di tipo militare, come si conveniva alla figlia di un soldato e al capo dell’esercito, celebrato in abito bianco anziché nero. Il 25 gennaio, Edoardo, Guglielmo e il Principe Arthur, Duca di Connaught, aiutarono a sollevare il suo corpo nella bara.

La regina era vestita con un abito bianco e il suo velo da sposa del 1840

Accanto a lei vennero sepolti una serie di ricordi della sua famiglia allargata, dei suoi amici e della servitù. Su un fianco fu adagiata una delle vestaglie di Alberto insieme a un calco in gesso della sua mano, mentre nell’altro fianco fu sistemata una ciocca di capelli di John Brown (un popolare gioiello da lutto dell’epoca) e una sua foto, cimeli accuratamente nascosti alla famiglia da un mazzo di fiori posizionato di fronte alla mano sinistra. Ancora, volle con sé un mantello ricamato dalla principessa Alice, sua figlia, per il padre Alberto.

Sotto, il servo adorato John Brown:

I gioielli che accompagnarono la regina Vittoria furono l’anello nuziale della madre di John Brown, donatole dall’uomo nel 1883 in punto di morte, indossato accanto all’anello di nozze del Principe Alberto.

I funerali si svolsero sabato 2 febbraio, nella Cappella di San Giorgio, nel Castello di Windsor, e dopo due giorni di lutto nazionale la regina venne sepolta accanto al Principe Alberto nel Mausoleo di Frogmore nel Windsor Great Park.

Sotto, la tomba di Vittoria e Alberto in una cartolina anni ’20:

Le volontà della Regina

Come è facile rendersi conto, i cimeli di John Brown (suo presunto amante) furono sepolti insieme alla regina in segreto rispetto ai figli, in particolar modo a Edoardo, suo successore al trono. Esecutore delle volontà di Vittoria fu James Reid, il suo medico durante gli ultimi 15 anni di vita. Fu lui che si preoccupò di eseguire le istruzioni di 12 pagine preparate dalla regina, inclusi i dettagli meno rispondenti all’etichetta di un monarca.

Il documento delle volontà di Vittoria fu nascosto in seguito dal Dr. Reid, e solo di recente è emersa tutta la verità su quanto deciso dalla Regina. Il dottor Reid si assicurò che le istruzioni venissero seguite, inclusi gli oggetti meno convenienti alla vedova Vittoria. L’abbondanza di fiori, raccolti da tutto il Regno Unito, contribuirono alla segretezza dei cimeli.

John Brown e la relazione con Vittoria

Brown (1826 – 1883) fu l’assistente personale scozzese della regina Vittoria per molti anni. Venne apprezzato da molti per la sua competenza e compagnia, mentre fu odiato da altri per la sua influenza e la sua disinvoltura con la Regina. L’esatta natura della sua relazione con Victoria fu oggetto di grandi speculazioni da parte dei contemporanei, e continua a essere controversa ancor oggi.

Il figlio Edoardo VII si assicurò di distruggere i cimeli associati a John Brown, oltre che quelli di Abdul Karim, il servo indiano presunto protagonista della seconda relazione sconveniente della Regina, ma non riuscì a impedire a Vittoria di esser sepolta con due ricordi dell’affezionatissimo Brown.

Nonostante Edoardo sia riuscito quasi del tutto nel suo intento di Damnatio memoriae di Brown, non riuscì a cancellare le parole che Vittoria dedicò al suo amico quando questi era in punto di morte:

Forse mai nella storia c’è stato un attaccamento così forte e vero, un’amicizia così calda e amorevole tra un sovrano e un servo…Forza di carattere e fisica – la più coraggiosa rettitudine, gentilezza, senso di giustizia, onestà , indipendenza e altruismo uniti a un cuore tenero e caldo…lo hanno reso uno degli uomini più straordinari. La Regina sente che la vita per la seconda volta è diventata più difficile e triste da sopportare, privata di tutto ciò di cui ha bisogno…il colpo è caduto troppo forte per non essere sentito molto pesantemente…

Qualsiasi fu la natura della relazione tra Vittoria e Brown i due protagonisti la serbarono per il loro cuore, portando con sé il loro segreto fin dentro la tomba.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...