L’Inghilterra ha una lunga e ricca storia di folclore che comprende racconti incantevoli di strani eventi, creature ultraterrene, persone con poteri soprannaturali e forze sconosciute. Questi racconti si sono accumulati nei secoli, creando un compendio unico di stranezze. Molti dei temi presenti nel folklore inglese, come il fato, sono fondati sul desiderio di spiegare fenomeni insoliti basati nella realtà. Ad esempio il “Will-o’-the-wisp” una leggendaria luce spettrale che attira i viaggiatori notturni, è probabilmente il tentativo di spiegare il fenomeno dei fuochi fatui.

Sotto, un dipinto del 1882 di Arnold Böcklin mostra un fuoco fatuo:

Uno dei racconti più affascinanti è sicuramente quello riguardante i bambini verdi di Woolpit, che abbiamo già narrato nell’articolo “5 Misteriose persone provenienti da mondi sconosciuti”. I primi scritti riguardanti la leggenda sono di Guglielmo di Newburgh e Ralph di Coggeshall, e risalgono alla fine del XII secolo. Molti storici considerano la storia frutto dell’immaginario popolare inglese, ma altri articolano una spiegazione maggiormente complessa.

L’insegna attualmente esposta nel paese di Woolpit che ricorda l’episodio:

Il racconto narra che gli agricoltori del villaggio di Woolpit, nel Suffolk, scavarono diversi fossatti attorno al villaggio per intrappolare i lupi che attaccavano il bestiame (Woolpit, anticamente “Wlpit” e poi “Wlfpeta” significa “Pozzo per intrappolare i Lupi”). Una mattina vennero scovati, intrappolati nel fosso più profondo, due bambini la cui pelle era di colore verde.

Oltre allo strambo colore dell’epidermide, i bambini erano vestiti in modo stranissimo e parlavano una lingua sconosciuta. I due bimbi, fratello e sorella, vennero portati al villaggio e adottati poi da un ricco proprietario terriero di nome Sir Richard de Calne. Per diversi mesi i bambini rifiutarono di mangiare qualsiasi cosa tranne i piselli crudi. Il ragazzo si ammalò e morì un anno e mezzo dopo il ritrovamento. La bambina si integrò invece perfettamente nella comunità, la sua pelle divenne rapidamente rosea come quella dei compaesani, e sposò in età adulta un uomo del vicino villaggio di King’s Lynn.

Non appena la ragazza imparò l’inglese raccontò agli abitanti del villaggio che lei e il fratello provenivano dalla “Terra di San Martino”, una comunità sotterranea di persone dalla pelle verde che non si avventurano mai alla luce del sole. Affermò anche che lei e il fratello si trovarono nel fosso di Woolpit dopo che si erano persi in una grotta sconosciuta mentre portavano al pascolo il bestiame.

Naturalmente la storia è frutto della leggenda

Ma potrebbe avere solide basi nella realtà. Alcuni studiosi del folklore hanno avanzato un’ipotesi affascinante e decisamente plausibile.

I bambini potrebbero esser stati i figli di immigrati fiamminghi, smarritisi a diversi chilometri dal proprio insediamento. All’inizio del XII secolo giunsero in Inghilterra diversi gruppi di persone provenienti dalle Fiandre, tutti inizialmente ben accolti dal Re Enrico I. In breve divennero odiati dalle popolazioni locali e in diversi modi perseguitati, tanto che, per ordine dello stesso Enrico I, moltissimi vennero spostati nella remota contea di Pembrokeshire, in Galles. In seguito all’incoronazione di II, nel 1754, divennero sistematicamente perseguitati, e rimase famoso il massacro di Bury St Edmunds del 1173. Forse i genitori dei “bambini verdi” vennero uccisi durante uno dei raid delle truppe del Re, e i due orfani vagarono senza meta per diversi mesi, cadendo infine in uno dei fossati degli allevatori di Woolpit.

Sotto e in copertina, “Illustration of the abandoned Babes in the Wood”, illustrazione di Randolph Caldecott del 1879:

Un fatto che supporta questa teoria è l’esistenza di un villaggio chiamato Fornham St. Martin, che si trova a nord di Woolpit. Il paese fu sede di una delle battaglie più celebri d’Inghilterra, durante la “Grande Rivolta” del 1173, quando perirono dai 3.000 ai 10.000 mercenari fiamminghi, rimasti sepolti nei campi limitrofi. Il nome del paese spiegherebbe l’affermazione della ragazza, che disse di provenire da “la terra di San Martino”.

La pelle verde e la malnutrizione dei bambini potrebbero avere una spiegazione scientifica legata alla condizione di povertà degli immigrati in Inghilterra di quel periodo. I bambini venivano tenuti spesso all’interno di umidi scantinati o piccole baracche, nutriti con una dieta poverissima, a volte scatenante l'”anemia ipocromica”, una condizione causata dall’assunzione di alimenti malsani e poco nutrienti, che può essere fonte di un tono della pelle tendente al verde. Secondo Wikipedia:

L’anemia ipocromica era storicamente conosciuta come “clorosi” o “malattia verde”, per la distinta sfumatura della pelle a volte presente nei pazienti

Come l’origine di tantissime fiabe popolari, ad esempio quella del Pifferaio di Hamelin, anche l’esatta genesi storica dei Bambini Verdi di Woolpit rimarrà probabilmente sconosciuta per sempre. Viste le circostanze in cui la leggenda affonda le proprie radici, è facile che i due bambini fossero degli orfani, con ogni probabilità di immigrati fiamminghi, e che abbiano trovato in uno dei fossi di Woolpit l’occasione per trasformarsi in una leggenda senza tempo.

Fonti: BBC History Wikipedia

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...