Divisa tra Romania ed Ucraina c’è un regione storicamente conosciuta con il nome di Bucovina (geograficamente appartenente alla Moldavia), dove sorgono otto straordinarie chiese di epoca bizantina, conosciute (forse non quanto meriterebbero) per gli affreschi che impreziosiscono i muri sia interni sia esterni. I monasteri, edificati negli anni del declino dell’impero bizantino, alcuni anche dopo la sua caduta definitiva, sono caratterizzati ognuno da un colore dominante, e dalle storie bibliche rappresentate. Gli affreschi, che narrano storie di santi e profeti, episodi della vita di Gesù, della creazione dell’uomo e del suo destino dopo la morte, erano un mezzo per insegnare ai contadini analfabeti della Bucovina quanto scritto sulla Bibbia.

Voronet

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Tra tutti, il monastero più famoso è quello di Voronet, che fu costruito, pare, in soli tre mesi e tre settimane, nel 1488, per commemorare la vittoria nella battaglia di Vaslui, contro i Turchi.

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E’ soprannominato la “Cappella Sistina d’Oriente” per i suoi straordinari dipinti murali, dove prevale la tonalità di azzurro cupo, chiamata “blu di Voronet”: un colore ritenuto unico al mondo, perché nessuno è stato in grado, finora, di riprodurre la sua composizione chimica.

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Suceviţa

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Nel monastero di Suceviţa, costruito nel 1585, i colori prevalenti sono il verde e il blu. Fu uno degli ultimi monasteri della Romania ad essere decorato con affreschi; tutte le pareti esterne, ad eccezione del muro occidentale, sono coperte dai dipinti murali. La leggenda narra che, quando uno dei pittori cadde dall’impalcatura e morì, i lavori si fermarono e l’ultimo muro non fu dipinto.

La Chiesa di Sucevita non costituisce patrimonio dell’Umanità UNESCO.

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Moldovita

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Il monastero di Moldovita fu costruito nel 1532 da Petru Rareş, figlio illegittimo di Stefano III di Moldavia (Stefano il Grande), con lo scopo di contrastare la conquista degli ottomani, provenienti da est. I dipinti, che sui muri esterni sono prevalentemente in oro e blu intenso, furono completati nel 1537.

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Oltre a molti temi ricorrenti nell’arte cristiana ortodossa – una suora li definì “le sacre scritture a colori” – una delle pareti presenta affreschi raffiguranti l’assedio di Costantinopoli.

Humor

Il monastero Humor, costruito nel 1530, strutturalmente abbastanza piccolo, è in un miglior stato di conservazione rispetto agli altri, con l’eccezione di quello di Voronet. Gli affreschi che lo adornano rappresentano soggetti comuni ad altri monasteri, come il Giudizio Universale e l’assedio di Costantinopoli. Spicca però una raffigurazione del diavolo, ritratto in una versione femminile.

Arbore

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Il monastero di Arbore fu costruito nel 1503 dal nobile Luca Arbore, da cui prese il nome. La chiesa, dedicata a San Giovanni Battista, fu la prima, tra le Chiese della Moldavia, ad essere inserita nella Lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO. Gli affreschi esterni furono realizzati, dopo circa quarant’anni dalla costruzione, da uno dei più famosi pittori rumeni del 16° secolo, Dragos Coman.

Pătrăuți

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Il monastero di Patrauti, costruito nel 1487, è il più antico edificio religioso fatto costruire da Stefano il Grande, ad essere arrivato fino ai giorni nostri. Gli affreschi, risalenti al 1550, sono ancora parzialmente visibili sulla facciata ovest.

Probota

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Il monastero di Probota, costruito nel 1530, fu il primo in Moldavia ad avere affreschi esterni, oggi purtroppo sbiaditi; quelli interni sono invece ben conservati. La chiesa è stata in parte restaurata, in passato, in diversi momenti.

Suceava

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Il monastero di Suceava, costruito tra il 1514 e il 1522, era originariamente la chiesa metropolitana della Moldavia. Ora è la sede dell’arcivescovo di Suceava e Radauti. Il monastero è dedicato a San Giovanni Nuovo di Suceava, un monaco che predicò la sua fede durante l’occupazione turca, e fu successivamente martirizzato.

Dal 1993, tutte le Chiese dipinte della Moldavia sono Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.