I 6 lavori più pericolosi del mondo

A molti di noi, prima o poi nella vita, è capitato di credere che il nostro lavoro sia il peggiore al mondo. Dobbiamo allora rivolgere un pensiero a coloro i quali, per svolgere il proprio lavoro, corrono quotidianamente dei rischi anche mortali. Tutte le nostre difficoltà probabilmente ne usciranno ridimensionate.

Boscaiolo

Il lavoro del boscaiolo è durissimo. Tutta la giornata di lavoro trascorre abbattendo alberi con una motosega, e molto del lavoro è incentrato sulla forza fisica. Chi fa questo lavoro deve rimanere appollaiato su tronchi d’albero, e far scivolare giganteschi pezzi di legno su un piano inclinato di 80 gradi, con macchine utensili in movimento veloce. Per non parlare del pericolo che costituiscono gli uccelli, e delle condizioni meteo avverse che si devono affrontare lavorando in montagna. Se pensate che quello del boscaiolo possa diventare il lavoro giusto per voi, riflettete sul fatto che ogni anno ci sono 82 incidenti mortali, su un totale di 100.000 boscaioli attivi.

Estrattore di zolfo

È acclarato che quello del minatore è un lavoro altamente rischioso e potrebbe figurare sicuramente in questa lista, ma c’è n’è un altro ancora più pericoloso. Per alcuni abitanti dell’isola indonesiana di Giava, una giornata di lavoro si traduce in un trekking all’interno del vulcano attivo di Ljen, per estrarre zolfo, che viene usato per la produzione di molte cose, dalla plastica ai fertilizzanti. L’unica protezione di cui sono dotati i lavoratori sono panni umidi da tenere davanti alla bocca, e la paga per una giornata di lavoro è inferiore ai 10 dollari. Negli ultimi quaranta anni in quella zona 74 minatori sono morti direttamente per le esalazioni prodotte dallo zolfo, o per gravi ustioni.

Lavoratori edili

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È conosciuta universalmente la foto degli operai edili che, durante la costruzione dell’Empire State Building, mangiano i loro panini seduti su una trave a molti metri d’altezza. Quello dell’operaio edile non è un lavoro che può essere preso alla leggera: c’è il rischio di essere schiacciati da una trave, o di cadere da un ponteggio, ma anche il malfunzionamento degli strumenti di lavoro può causare incidenti mortali, per scoppi, fughe di gas etc. Per far capire il grado di pericolosità di questo mestiere, basti dire che ogni anno, solo negli Stati Uniti, muoiono circa 4000 persone che svolgono questo lavoro.

Assistente di lanciatore di coltelli

Se da bambini siete stati al circo, forse ricordate lo spettacolo del lanciatore di coltelli. Pensate a quanto potesse essere terrificante il coltello per l’assistente che lo vedeva arrivare così vicino, quasi a sfiorarla. Una impercettibile deviazione, uno starnuto o un minimo movimente, può significare che il coltello, anziché conficcarsi nel legno, finisce nel corpo dell’assistente. Se non siete convinti della pericolosità di questo lavoro, date un’occhiata al video di questa coppia, e vedrete che il coltello si è infilzato fra i capelli dell’assistente!

Pulitore di vetri a grandi altezze

La pericolosità di questo lavoro è paragonabile a quella dell’operaio edile, con l’aggiunta di dover operare in uno spazio di lavoro instabile. I rischi possono essere quelli di scivolare e cadere dal bordo di una casa, ustionarsi le mani con la corda, o addirittura cadere dentro a un camino, come è successo in Inghilterra a un lavoratore caduto da un ponteggio dentro ad un camino, dell’altezza di 50 metri, di un vecchio mulino.

Pescatore

Nel nostro immaginario il pescatore ce lo figuriamo come Spencer Tracy ne ‘Il vecchio e il mare’. Un burbero capitano con la barba, e una piccola barca. Tutto questo è naturalmente sbagliato, specialmente per il pescatore di alto mare, che corre moltissimi rischi, dall’annegamento, alle malattie, al pericolo di perdersi in mare. Inoltre l’isolamento che dura molti mesi può paralizzare psicologicamente, e non manca il rischio di restare schiacciato da qualche attrezzatura. La statistica dice che ogni anno perdono la vita 116 pescatori su 100.000.

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...