L’Holocaust Memorial Center è un museo-memoriale ungherese situato a Budapest, all’interno del quale è possibile visitare la mostra permanente intitolata “dalla soppressione dei diritti al genocidio“. La storia delle persecuzioni alla popolazione di fede ebraica in Ungheria ebbero inizio nel 1938, anni prima che l’esercito tedesco arrivasse a occupare il territorio ungherese. I cittadini ebrei erano già stati privati di molti dei loro diritti quando nel 1944 i nazisti entrarono in Ungheria, ma dopo l’occupazione tedesca la situazione peggiorò radicalmente.

I tedeschi cominciarono a impossessarsi dei beni dei cittadini ebrei, i quali in poco tempo si ritrovarono rinchiusi in ghetti e campi di lavoro. Ben presto cominciarono ad essere spostati nei campi di concentramento e di sterminio. Gli ebrei provenienti dall’Ungheria uccisi in quel periodo furono così tanti che oggi si considera statisticamente che una vittima dell’olocausto su 10 avesse nazionalità ungherese.

Una strage da 564.500 vittime, il 70% degli ebrei ungheresi

Alla luce del disumano genocidio è stato costruito l’Holocaust Memorial Center, il quale propone al suo interno un piccolo viaggio al posto di una vera e propria mostra: i visitatori vengono proiettati direttamente negli anni del secondo conflitto mondiale, quasi come fossero cittadini ebrei obbligati a vivere quei tempi terribili. Il viaggio ha inizio in una stanza dove vi sono vecchi cartelli di propaganda antisemita, oltre a foto e filmati dell’epoca. In tutte le altre stanze si passa dallo sterminio fino ad arrivare alla liberazione, operata dall’Armata Rossa nel 1945.

L’argomento è trattato in modo crudo, le immagini delle foto e dei filmati molto violente e l’atmosfera cupa (elevata da suoni e luci accuratamente studiati) è capace di inserire nell’animo dei visitatori una forte soggezione. La visita termina in una splendida Sinagoga, la quale è stata restaurata utilizzando vecchie fotografie.

L’Holocasut Memorial Center è considerato il migliori centro espositivo al mondo sulla tragedia dell’olocausto. Ogni oggetto, anche il più banale, viene esaltato portando chiunque visiti il memoriale ad affrontare un viaggio, uno di quelli che non si dimenticherà mai per il resto della propria vita.

Sotto, la lista coi nomi delle vittime:

Alcuni bambini in un campo di concentramento:

Il volto di una delle vittime:

Gli occhiali di una delle vittime:

Vittime ammassate:

L’ultimo Ebreo di Vinnitsa, una celebre fotografia cui abbiamo dedicato un articolo:

Il cartello del Ghetto:

Un manifesto propagandistico che associa il comunismo all’ebraismo:

Un orologio da taschino di una delle vittime:

Alcune fotografie interne al memoriale:

Un cartello antisemita:

Una delle casacche dei prigionieri:

Un manifesto antisemita:

Alcune vittime nel campo di concentramento:

Tutte le fotografie sono di Sonia Ricchetti, autrice dell’articolo. L’album completo, comprese le fotografie più forti, è disponibile nella pagina Facebook dell’autrice.

Sonia Ricchetti
Sonia Ricchetti

Amante dell'esplorazione urbana e dell'arte in generale, si ritrova spesso in giro per l'Europa in cerca di nuovi posti da esplorare e musei da visitare.