Lo studio della storia, a volte, ci mette di fronte alla comprensione più profonda di quelli che identifichiamo semplicisticamente come i “buoni” o i “cattivi”.

Riflettendo sull’opportunità della redazione di questo post ho pensato:

Sarà utile al lettore conoscere l’aspetto artistico del dittatore responsabile della Seconda Guerra Mondiale e dell’Olocausto?

La realtà è che non esiste una sola risposta, e dipende dalla propria sensibilità e dalla propria storia personale. Probabilmente se il lettore avesse un parente morto in un campo di sterminio non riuscirebbe a vedere questi quadri con oggettivo distacco.

Se questa galleria fosse vista da una vittima dell’olocausto, magari un bambino sopravvissuto ad Auschwitz, oppure da qualcuno che lì ha perso tutti i suoi affetti, gli renderebbe più accettabile pensare che, in fondo, è un essere umano ad aver architettato l’inferno a livello della terra?

Le risposte possono esser date solo dai protagonisti di questa lettura.

Personalmente credo che sia importante comprendere come gli atti più inumani possano esser compiuti da persone che, all’apparenza, sono del tutto normali, anzi piacevoli. Uno spietato dittatore può essere un grande amante dell’arte, un raffinato oratore, un padre amorevole, che è però in grado di perseguire il proprio obiettivo politico con una fredda, inumana freddezza, distruggendo migliaia di vite o, come nel caso di Hitler, causando un genocidio di proporzioni mai viste.

Studiando la storia di Hitler, da quella familiare a quella degli inizi politici con il DAP, oppure al dramma della morte della nipote Geli Raubal, si scopre l’uomo dietro il dittatore, con debolezze, pregi e difetti come tutti gli uomini, che le circostanze e la sua indole misero alla guida di una nazione ferita con una eccitata voglia di vendetta. Dalle fotografie della Germania Nazista di Hugo Jaeger scopriamo quanto quella Germania fosse solidale al suo Führer, di quanto, a ogni livello, esistesse la convinzione che l’operato tedesco fosse giustificato.

Significativa è la frase che Adolf Hitler disse all’ambasciatore britannico in Germania, Nevile Henderson, nell’agosto del 1939:

Io sono un artista e non un politico. Una volta che la questione polacca sarà risolta, voglio finire la mia vita come un artista

La storia di Hitler pittore

Fra il 1908 e il 1913 Hitler visse a Vienna come un pittore di strada, arrangiandosi fino al 1910 con una pensione da orfano (la madre era morta nel 1907), piccole eredità e disegnando quadri e cartoline da vendere a turisti e appassionati. Dormiva negli ostelli pubblici, mangiava poco e si dedicava alacremente alla lettura. Per fuggire la leva obbligatoria nel 1913 si trasferì a Monaco (similmente al suo pari italiano Benito Mussolini 10 anni prima), ma fu inutile: la polizia tedesca lo estradò in Austria. Qui venne giudicato talmente emaciato da essere inadatto a qualsiasi compito in guerra, paragonato ad un ammalato di tubercolosi.

Qualche anno prima, nel 1907 e nel 1908, aveva tentato di entrare all’Accademia d’Arte di Vienna

Il primo anno venne rifiutato perché non in grado di dipingere con efficacia la figura umana, e venne consigliato alla facoltà di Architettura. Il futuro dittatore non poté però accedervi perché non aveva completato gli studi superiori. Nel 1908 ritentò l’esame all’Accademia d’Arte, ma questa volta fu scartato all’esame preliminare per scarsa attitudine.

I quadri di quel periodo, disegnati da un senzatetto dedito soltanto ad arte e lettura, dimostrano una notevole capacità tecnica. Le ispirazioni di Hitler pittore furono il classicismo greco-romano, il Rinascimento italiano e il Neoclassicismo. Il suo modello più evidente fu Rudolf von Alt, pittore e incisore austriaco ottocentesco, che Hitler giudicava il suo “più grande maestro”.

Guardando questi quadri, disegnati da una persona con evidenti capacità artistiche, viene da pensare a quanto sarebbe cambiata la storia umana se gli esaminatori viennesi non fossero stati tanto severi nel proprio giudizio…

Quadri Adolf Hitler#5:

Quadri Adolf Hitler#6:

Quadri Adolf Hitler#7:

Quadri Adolf Hitler#8:

Quadri Adolf Hitler#9:

Quadri Adolf Hitler#10:

Quadri Adolf Hitler#11:

Quadri Adolf Hitler#12:

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Quadri Adolf Hitler#35:

Quadri Adolf Hitler#36:

Hitler continuò a dipingere anche dopo il periodo viennese, e nelle immagini seguenti si notano i quadri riferiti alla Prima Guerra Mondiale e al suo impegno in trincea come Fante.

Quadri Adolf Hitler#37:

Quadri Adolf Hitler#38:

Quadri Adolf Hitler#39:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...