Nel 1941 Helmuth Hübener ha solo 16 anni, ma ha già capito quello che milioni di tedeschi si rifiutano di vedere, o fingono di non vedere: il nazismo e il suo fondatore, Adolf Hitler, sono un grande imbroglio che porterà la Germania alla rovina. Helmut, così giovane eppure tanto lucido nella sua analisi politica, decide che è suo dovere far aprire gli occhi al popolo tedesco, rivelare una verità scomoda. Un impegno che pagherà con la vita.

Non è poi molto diverso dai suoi coetanei, Helmut Hübener, che vive ad Amburgo con la sua famiglia. Gente normale, che non si interessa di politica (solo il patrigno manifesta una certa simpatia per il nazismo) e appartiene alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni (la Chiesa mormone). Il piccolo Helmut frequenta quindi le funzioni religiose ed è un entusiasta membro dei Boy Scout, organizzazione sciolta nella Germania nazista nel 1935, quando Helmut ha 10 anni. Non c’è problema: il bambino entra a far parte della Gioventù Hitleriana (com’era praticamente d’obbligo) ma non per questo smette di pensare con la sua testa. Quando il fior fiore dei ragazzi tedeschi, uniti nella Hitlerjugend, partecipano attivamente alla famigerata Notte dei Cristalli (1938), lui si dissocia apertamente ed esce dall’organizzazione.

Ha solo 13 anni e molto molto più coraggio di tanti adulti incapaci di reagire all’orrore che sta avanzando

Raduno della Gioventù Hitleriana allo Stadio di Berlino

Immagine di Bundesarchiv, Bild 102-14983 / CC-BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons

Intanto, anche la Chiesa alla quale appartiene da sempre la sua famiglia si incammina verso l’adesione al nazismo, più che altro per evitare probabili persecuzioni. La cosa che più disturba Helmut è il divieto fatto agli ebrei di partecipare alle funzioni religiose. Divieto imposto da uno dei capi della sua congregazione, uno dei sette filo-nazisti tra i circa duemila mormoni di Amburgo. Il ragazzo continua a frequentare la Chiesa, ma non senza mettere in discussione quella scelta per lui così sbagliata.

Nel 1941 Helmut finisce la scuola media e viene inserito in un programma di tirocinio negli uffici dell’Autorità Sociale di Amburgo. Si fa nuovi amici tra gli altri apprendisti, e si accorge di non essere il solo a nutrire molti dubbi sulla piega presa dalla Germania governata dai nazisti. Ha modo di ascoltare le trasmissioni di qualche radio “nemica” e si rende conto che le promesse di Hitler sono solo una colossale bugia.

La radio era un grande mezzo di propaganda per i nazisti, che diffondevano notizie false sull’andamento della guerra e sul glorioso futuro della Germania. Difficile farsi un’idea chiara della situazione reale, visto che era severamente vietato ascoltare le trasmissioni di radio non direttamente legate al regime, un reato punibile con la morte.

Dall’estate del 1941 Helmut riesce ad ascoltare con regolarità le notizie trasmesse dalla BBC, perché ha accesso a una radio a onde corte, nascosta dal fratellastro a casa dei nonni. Quello che sente lo sconvolge: la Germania nazista è un paese completamente diverso da quello rappresentato dal Terzo Reich, nessuna vittoria tedesca è imminente, anzi:

Il paese si avvia verso la catastrofe

Helmut, che coinvolge tre amici, decide di diffondere quelle notizie tra quante più persone possibile. Scrive e distribuisce dei volantini, che lascia dovunque: nelle cabine del telefono, nelle cassette della posta, nelle bacheche e perfino nelle tasche di cappotti appesi nei locali pubblici. Svela le bugie del nazismo sulla presunta debolezza del nemico, sulle false vittorie nei vari fronti di guerra:

“Il Führer vi ha promesso che il 1942 sarà decisivo e questa volta non si fermerà davanti a nulla per mantenere la sua promessa. Vi manderà a migliaia nel fuoco [della guerra] per finire il crimine che ha iniziato. A migliaia le vostre mogli e i vostri figli diventeranno vedove e orfani. E per niente! “

Il gruppo Hübener di attivisti della resistenza nazista adolescenti, l-r: Rudolf Wobbe, Helmuth Hübener, Karl Heinz Schnibbe, ca. 1941:

Esorta i tedeschi ad aprire gli occhi sulla violenza del regime, sul terrore su cui fonda il suo potere:

“Ragazzi tedeschi! Conoscete il paese senza libertà, il paese del terrore e della tirannia? Sì, lo conoscete bene, ma avete paura di parlarne. Vi hanno intimidito a tal punto che non osate parlare per paura delle rappresaglie. Sì, hai ragione, è la Germania – la Germania Hitler! Attraverso le loro tattiche di terrore senza scrupoli contro giovani e anziani, uomini e donne, sono riusciti a farvi diventare burattini senza spina dorsale per eseguire i loro ordini”.

Il 5 febbraio del 1942, un impiegato dell’Autorità Sociale di Amburgo, fedele membro del partito nazista, vede Helmut scrivere uno dei suoi volantini e lo denuncia.

Helmut Hübener è dunque un traditore, e come tale viene processato dal Tribunale speciale del popolo e condannato a morte. E’ minorenne, ma questo non impedisce ai nazisti di procedere come se fosse un adulto. Il crimine di cui è accusato, tradimento, è talmente grave da giustificare, nella mentalità nazista, la pena capitale, nonostante la sua giovane età. Per sostenere la plausibilità di quella condanna, la corte riconosce a Helmut un’intelligenza superiore alla media, un’insolita cultura politica per un ragazzo della sua età, oltre a evidenziare un atteggiamento di scontro verso i giudici, tenuto dal ragazzo probabilmente per assumere l’intera responsabilità su di sé ed evitare condanne pesanti ai suoi tre compagni (come di fatto avviene).

La camera delle esecuzioni nella prigione di Plötzensee

Immagine di MisterBee 1966 via Wikipedia – licenza CC BY-SA 3.0

Quando i giudici, dopo aver letto la sentenza, gli chiedono se ha nulla da dire, lui risponde:

“Ora devo morire, anche se non ho commesso alcun crimine. Quindi ora tocca a me, ma verrà il vostro turno”.

Il 17 ottobre del 1942, alle ore 20.13, Helmut Hübener, di 17 anni, viene decapitato nella prigione di Plötzensee, a Berlino. E’ il più giovane condannato a morte nella storia del Terzo Reich.

Pietra d’inciampo in memoria di Helmut Hübener – Amburgo

Immagine di Hinnerk via Wikipedia – licenza CC BY-SA 4.0

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.