Potere e ricchezza, un connubio che spesso alimenta un desiderio di uscire dalle regole, di evadere da una vita fin troppo facile, fatta di noiosi divertimenti. E’ spesso per sfuggire a quella noia che, in ogni tempo, giovani ricchi e aristocratici hanno dato vita a club privati, dove i rampolli della buona società possono avvertire qualche brivido del proibito.

Molto prima che “droga, sesso e rock&roll” diventasse la parola d’ordine di un’intera generazione di contestatori, la ribellione a rigide norme sociali si concretizza in grandi bevute, gioco d’azzardo e orge senza freni. E anche in qualcos’altro, se parliamo degli Hellfire Club, che si diffondono in Gran Bretagna e Irlanda nel 18° secolo.

Londra è una città che si espande senza freni, c’è una classe di mezzo fatta di mercanti, tra la nobiltà e i servi, che vuole aver parte di quella ricchezza in costante arrivo dalle colonie. Londra è anche la capitale del sesso a pagamento, un’attività che fattura il doppio dell’edilizia:

Un miliardo di sterline al cambio di oggi

Philip, duca di Warton

C’è questo Philip, duca di Wharton, che è un uomo di lettere e soprattutto un importante politico membro del parlamento inglese, che sotto sotto (ma neanche poi tanto) è “un ubriacone, un rivoltoso, un infedele e un libertino”. E’ lui che fonda, nel 1719, il primo Hellfire club londinese, che ha finalità scherzose, e dove vengono messe alla berlina la religione e la morale corrente (al club sono ammesse addirittura le donne!).

Il presidente del club è nientemeno che il Diavolo, e i membri si definiscono essi stessi diavoli, ma non hanno nulla a che fare (almeno per quel che si sa) con gli adoratori di Satana. Nel 1721 gli  avversari politici del duca riescono a far chiudere l’empio club, ma lui poi per tutta risposta aderisce alla massoneria e nel 1722 diventa Gran Maestro d’Inghilterra, poi fonda una loggia a Madrid e finisce per morire in un’abbazia cistercense in Catalogna.

Un po’ più violenti sono gli Hellfire irlandesi, dove i membri brindano a Satana, e poi si sfidano a duelli mortali, il tutto inframmezzato dalle consuete orge.

Sir Francis Dashwood

E poi c’è Sir Francis Dashwood (1708-1781), che studia a Eton, intraprende la carriera politica e negli anni 1762/3 è addirittura cancelliere dello scacchiere. Prima però eredita il titolo e la tenuta del padre, West Wycombe: ha solo 16 anni, ma sa già come spendere i suoi soldi. Parte per il Grand Tour, accompagnato dal tutore, che non riesce a tenere a freno l’esuberanza del ragazzo. Trova Venezia “il miglior bordello d’Europa”, a Firenze diventa massone, ma è a Roma che dà il meglio di sé: un giorno si aggira con un lungo un mantello e uno scudiscio, che agita contro le persone, per strade, chiese e addirittura dentro la Cappella Sistina.

Le persone scappano urlando “il diavolo, il diavolo!” A quella strana giornata segue una notte di terrore, durante la quale ha delle visioni demoniache, forse provocate da un paio di gatti che dormono sul davanzale della finestra. Il ragazzo ne esce scosso e pare deciso a convertirsi al cattolicesimo, ma poi prenderà tutt’altra strada. Nel 1733 è in Russia, dove pare che abbia sedotto la zarina Caterina travestito da Re Carlo XII di Svezia, almeno secondo il Dizionario Biografico Nazionale inglese.

West Wycomb Park, dimora di Sir Francis

Immagine condivisa via Wikipedia – licenza CC BY-SA 2.0

L’anno dopo, rientrato a Londra, fonda la “Society of Dilettanti”, dove sono ammessi solo quei gentiluomini che abbiano compiuto il Grand Tour, perché la missione del club è far conoscere l’arte greca e romana e promuovere opere nuove ispirate all’antichità classica. Il malizioso scrittore Walpole commenta: “… un club, per il quale la qualifica ufficiale è quella di essere stati in Italia, e quella vera, di essere ubriachi: i due capi sono Lord Middlesex e Sir Francis Dashwood, che raramente erano sobri durante la permanenza in Italia.” E’ vero che appartenere al club comportava il lasciarsi andare a memorabili bevute, ma in realtà la Society riesce a sovvenzionare varie iniziative artistiche e archeologiche, tanto da contribuire alla fondazione della Royal Academy.

Finché, intorno al 1740, i membri del club cominciano a stancarsi di tutti quei ricordi di viaggio e dei progetti per salvare qualche monumento dalla rovina (e magari trasferirne qualcuno nel proprio giardino). I nobiluomini si convincono che associare alle loro tradizionali bevute la compagnia di allegre prostitute sarà sicuramente più divertente. Nel 1749 nasce l’Ordine dei Frati di San Francesco di Wycombe, di Sir Francis Dashwood, poi noto (ma solo quando è ormai già chiuso) come Hellfire Club, lontano erede di quel circolo fondato da Wharton.

Sembra improbabile che Dashwood si sia fatto influenzare da quei club nati una ventina d’anni prima, non ce n’era bisogno: un comportamento licenzioso e la propensione al bere appartengono al modo di essere dei nobiluomini dell’epoca, che hanno un atteggiamento sospettoso anche verso la religione e la moralità.

Ritratto di Sir Francis nelle vesti di San Francesco, mentre legge un romanzo erotico

Difficile sapere cosa animasse realmente l’Hellfire club di Dashwood, se c’era una filosofia, o per lo meno una strategia alla base di tutto, o se gli incontri fossero solo occasione di divertimento. Il segretario e tesoriere del club, diligente e organizzato, si è assicurato che i loro segreti non venissero mai divulgati.

Inizialmente i gentiluomini si riuniscono in locali pubblici, ma Dashwood, alla fine del 1740, decide di allargare gli orizzonti del club, o meglio, di rinchiuderli in delle grotte. Fa scavare delle gallerie e delle cavarne all’interno di una collina che sta davanti alla sua casa di West Wycombe, con la scusa di estrarre gesso e aprire una strada. In realtà, la disposizione delle grotte e dei tunnel rappresenta una sorta di paesaggio simbolico: dall’ingresso che sembra la facciata di una chiesa gotica, e poi attraverso gallerie inquietanti e sale misteriose (una triangolare che forse rimanda al pube femminile, e una sala banchetti del diametro di oltre 12 metri), si arriva a un fiume sotterraneo, chiamato Stige (come il mitologico fiume attraverso il quale si entrava nel regno dei morti), che bisogna attraversare per giungere al Tempio interno, scavato esattamente sotto la chiesa che Dashwood fa erigere nel mondo di sopra, in cima alla collina.

Ingresso alle grotte

Immagine di Mark Percy via Wikipedia – licenza CC BY-SA 2.0

Uno dei Tunnel

Immagine di Neil Rickards via Wikipedia – licenza CC BY 3.0

Dashwood non è ancora soddisfatto, ma intanto ha dato pane e lavoro a molta gente del posto, contadini ridotti quasi alla fame da anni di carestie. Agli inizi del 1750 Sir Francis prende in affitto Medmenham, un’abbazia cistercense quasi in rovina, e spende molti soldi per sistemarla. John Wilkes, membro “esterno” del club, scrive: “Ero pieno di stupore per il fatto che un uomo dovesse sopportare così tanti dolori e sostenere spese così grandi solo per mostrare un pubblico disprezzo di tutte le virtù”.

Abbazia di Medmenham

Immagine di Andrew Smith via Wikipedia – licenza CC BY.SA 2.0

Sull’arco di ingresso dell’abbazia viene incisa la scritta “Fay ce que voudras” ovvero “Fai quello che vuoi”, un motto preso dallo scrittore francese Rabelais. All’interno ci sono affreschi, statue e una biblioteca ricca di opere che avrebbero fatto svenire più di qualche benpensante, su Satana, adulterio, fornicazione, lesbismo…

Immagine di pubblico dominio

Sviene per davvero un ecclesiastico arrivato per ammirare i giardini: Dashwood glieli mostra dall’alto, da dove si nota che i cespugli e le siepi formano la figura di una donna nuda. L’ospite dà segni di disagio, e poi sviene quando dalle fontane nascoste nei seni della verde composizione, sprizza in aria del latte.

I riti misteriosi e le feste pagane in onore di Bacco e Venere attirano la curiosità di molti, i pettegolezzi, messi in giro da chi in realtà non è mai entrato dentro l’abbazia, girano per tutta Londra. Le maldicenze si spingono fino a parlare di riti satanici, forse alimentati dalla consuetudine degli affiliati di indossare vesti clericali, anche di colore rosso, mentre le ospiti femminili (ovvero prostitute) indossano abiti da monaca. In realtà partecipano alle feste anche delle nobildonne (un paio di amanti di Dashwodd, la sorellastra, la matrigna…) opportunamente mascherate, che hanno facoltà di ritirarsi se tra gli ospiti c’è qualcuno che non vogliono incontrare.

Tra statue di Priapo e Venere, i riti pagani a carattere sessuale si confondono con una dissacrante parodia della religione: è questo l’unico aspetto “satanico” delle feste di Medmenham. Feste a cui partecipano anche Benjamin Franklin, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti, buon amico di Dashwood e, pare, altrettanto dedito al bere e alle donne, e poi il Cavaliere d’Eon, spia transgender che sfida alcune donne ospiti di Medmenham a scoprire il suo vero genere (non lo indovinano).

L’Abbazia di Medmenham in rovina

Immagine di Pubblico dominio

La Società di Dashwood comincia a decadere negli anni ’70 del 18° secolo, quando molti dei suoi membri invecchiano e poi muoiono. Medmenham va in rovina, ma prima tutti i suoi segreti vengono distrutti. Pare però che non ci fosse poi molto da nascondere: Dashwood e i suoi amici erano troppo occupati a divertirsi per esser coinvolti in qualche altra cosa. Eppure, qualche personaggio dell’Hellfire era coinvolto in macchinazioni politiche poi fallite:

Se tutto quel bere e quel sesso fossero state una copertura per qualcosa di molto più eversivo?

Nessuno può dirlo, e questo è proprio quello che voleva Sir Francis Dashwood.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.