Con i suoi grandi occhi, i boccoli arricciati, i tacchi alti e la voce acuta, Betty Boop fu un successo straripante quando apparve per la prima volta sul grande schermo, negli anni ’30. Divenne un’icona duratura durante l’epoca della Grande Depressione Statunitense.

Però la donna che ispirò il cartone “civettuolo” non ricevette mai alcun compenso per la sua controparte animata

Helen Clare Schroeder, sposata in “Kane”, nacque nel Bronx nel 1904. Durante l’inizio degli anni ’20 divenne una piccola personalità nota nell’ambiente del vaudeville, esibendosi come attrice, ballerina e cantante. La celebrità arrivò durante il 1927,  quando prese parte al musical “A Night in Spain”, che le fruttò uno spettacolo personale al Paramount Theatre sulla quarantaquattresima strada.

Sotto, Helen Kane:

Durante il debutto arricchì il testo della famosa “That’s My Weakness Now” con un’espressione che divenne il suo marchio di fabbrica:

boop-boop-a-doop

 

Sempre nel 1928 apparve nel film di Oscar Hammerstein “Good Boy”, in cui cantava “I Wanna be Loved by you“, che divenne un successo internazionale, reinterpretata da Marilyn Monroe nel celebre “A qualcuno piace caldo”. Lo stile inconfondibile della voce della Kane, che combina un linguaggio ammiccante al canto jazz, era considerato moderno e vagamente audace all’epoca.

Durante l’apice della sua carriera arrivò a guadagnare circa 8.000 dollari a settimana registrando canzoni e film musicali

Il personaggio di Betty Boop prese forma durante i primi anni ’30, quando Max Fleischer inserì Betty Boop in un cartone animato “Dizzy Dishes”, il settimo di una serie chiamata Talkartoon, uscito il 19 Agosto 1930. L’animatore Grim Natwick creò un barboncino dalle forme antropomorfe, basato sul personaggio con gli occhi grandi della Kane, che cantava “boop-a-doop”.

Nei cartoni successivi, il barboncino venne trasformato in una donna e le fu dato il nome di Betty Boop. Il successo fruttò al personaggio il soprannome di “Regina dello schermo animato“, e divenne un’icona dei ruggenti e spensierati anni ’20 contrapposti alla grande depressione del decennio seguente.

In un’epoca di cartoni animati che mostravano animali buffi e situazioni paradossali, la carica erotica di Betty Boop squarciò il contesto culturale come un fulmine a ciel sereno

Nei cartoni la sua “virtù” sembrava spesso minacciata. In un cartone animato, Betty Boop è un’artista circense che viene molestata dal direttore del circo. Canta “Non prendermi il mio boop-da-doop”, e viene salvata da Koko il pagliaccio, altro personaggio della scuderia Fleischer.

Sotto, Max Fleischer:

Un personaggio così schietto e sexy non poteva durare molto negli Stati Uniti puritani e proibizionisti. Da quando, nel 1934, si iniziò ad applicare il Codice di Censura Hays, Betty Boop iniziò progressivamente a essere cancellata dalle programmazioni cinematografiche, finendo per essere completamente esclusa da ogni cinema nel 1939.

Le sue strizzatine d’occhio e i fianchi ciondolanti vennero definiti “suggestivi d’immoralità”

Betty Boop fu interpretata da diverse attrici, fra cui non figurò mai la Kane. La doppiatrice più conosciuta era Mae Questel, che doppiò il cartone per quasi un decennio, e diede la voce a “Olivia” di Braccio di Ferro e che, mezzo secolo più tardi, doppiò ancora Betty Boop nel film “Chi ha incastrato Roger Rabbit?“.

Sotto, il tipico cartone Censurato di Betty Boop:

E la Kane?

Helen Kane, che visse una travagliata vita sentimentale, naturalmente si riconobbe immediatamente in Betty Boop. Fece causa nel 1932 allo Studio Fleischer per 250.00 dollari per aver sfruttato con una deliberata caricatura la sua immagine e la sua personalità. Il processo si trascinò per circa due anni sino a quando, nel 1934, un giudice statunitense decise che il look della Kane non era “unico”, e non era stata lei ad inventare il booping, ma che l’aveva a propria volta copiata da un’altra cantante, Baby Esther, di cui aveva assistito un’esibizione anni prima.

Sotto, la comparativa fra Helen Kane e Betty Boop che apparve su Photoplay nell’Aprile del 1932:

Sotto, la voce di Baby Esther Jones:

Gli studi Fleischer, che furono animatori anche di celebri serie animate come Superman, Braccio di Ferro, Koko il Clown e altri, concorrenti diretti di Walt Disney, si ispirarono sicuramente anche a un’altra star degli anni ’20, Clara Blow, anche se soltanto per dettagli meno evidenti rispetto alla Kane.

Sotto, Clara Blow:

La celebrità di Betty Boop ed Helen Kane si esaurì rapidamente, e caddero nel dimenticatoio per diverse ragioni. La Kane, da star che era negli anni ’20, finì per aprire un ristorante a New York con l’ultimo marito, l’attore Dan Healy, e comparve in piccole parti soltanto durante gli anni ’50. Morì di cancro al seno nel 1966.

Betty Boop, nonostante piacesse in modo incondizionato alle masse di spettatori, venne cancellata dalla censura puritana, e finì per diventare un ricordo per appassionati di vintage anni ’30.

Sotto, la canzone che rese celebre Helen Kane nel 1928 – I Wanna be loved by you:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...