Harry Whittier Frees: il controverso Fotografo di Cuccioli Antropomorfi del XX Secolo

Nascosta negli archivi della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti c’è una curiosa raccolta di fotografie realizzate nella prima metà del 20° secolo, che anticipa di un secolo una moda molto diffusa sul web, quella dei LOLcats: immagini di gatti abbinate a testi umoristici.

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Il precursore di questa moda fu un triste fotografo americano, Harry Whittier Frees, che dedicò la sua vita a ritrarre cuccioli di animali domestici, in versione antropomorfa: gatti, cani, conigli e a volte anche maialini venivano fotografati con vestiti e atteggiamenti da umani, come cucinare, suonare uno strumento musicale, o celebrare un matrimonio.

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Le immagini di Frees (1879-1953) venivano usate per cartoline, calendari, libri e biglietti augurali, e diedero notorietà al fotografo, considerato dai suoi contemporanei una persona gentile e amante degli animali. Per altri è una figura controversa, perché non è chiaro in che modo riuscisse ad ottenere i propri risultati.

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In un articolo apparso nel marzo del 1937 sulla rivista LIFE, la didascalia di una foto dice: “Il Sig. Frees non dice come riesce a mantenere i suoi soggetti in posizioni difficili come queste.”

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Sicuramente usava costumi rigidi cuciti appositamente dalla sua governante, e anche oggetti come forchette e spilloni legati alle zampe. Nessun ente per la protezione degli animali lo accusò mai di crudeltà, anzi ricevette anche degli elogi: “Frees era un fotografo di animali pionieristico, in un momento in cui esistevano pochi effetti speciali. L’evidenza suggerisce che la maggior parte dei suoi soggetti fosse viva, ma forse non tutti. “

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Alcuni osservatori moderni mettono in dubbio queste affermazioni, perché è noto che per i fotografi vittoriani ed edoardiani era consuetudine fotografare i morti come se fossero ancora in vita, e quindi per i contemporanei di Frees probabilmente non aveva molta importanza se gli animali delle foto fossero vivi o morti. il fotografo negò sempre di aver fatto ricorso ad animali impagliati, e asseriva di ricorrere solo ad una infinita pazienza.

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La carriera di Frees iniziò per puro caso nel 1905, durante una festa di compleanno, quando qualcuno mise un cappellino sulla testa del gatto di casa, che Frees fotografò. L’immagine, usata per una cartolina, riscosse un immediato successo, che proseguì per circa cinquant’anni.

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Lavorare con gli animali fu per Frees un compito impegnativo e snervante, che non gli diede una completa stabilità economica, tanto che non si sposò mai, dedicandosi solo alla fotografia e alla cura dei genitori. Dopo la loro morte visse quasi completamente isolato e, dopo aver lottato a lungo contro un cancro, si suicidò.

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Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.

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