La fiaba di Hänsel e Gretel è uno dei grandi classici della tradizione popolare fiabesca Europea. La genesi della favola affonda le proprie radici nel lontano Medioevo, quando carestie e fame erano il pane quotidiano di quasi tutti gli abitanti del nostro continente. I temi affrontati sono l’abbandono da parte dei genitori, il cannibalismo ad opera della strega, il ritorno a casa e il perdono da parte dei bambini nella comprensione delle cause di “forza maggiore” che avevano spinto all’azione gli adulti.

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Nella fiaba non è presente il tema della vendetta, che era comune in altre favole di periodo simile (come Il Pifferaio Magico, Biancaneve e Cenerentola), ma piuttosto il riscatto dei poveri che, grazie all’astuzia e passando diverse peripezie, riescono a cambiare la propria condizione sociale.

La genesi della fiaba è lunga e dibattuta, ma una teoria di un professore tedesco potrebbe essere quella che svela un atroce segreto dietro la storia per bambini. Il professor Georg Ossegg avrebbe compiuto una serie di indagini nel secondo dopoguerra, giungendo a conclusioni semplicemente strabilianti riguardanti la storia della strega e dei due “fratellini”.

Le teorie di Ossegg

La Foresta dello Spessart viene identificata da numerosi “archeologi della fiaba” come il luogo dove i Grimm immaginarono le ambientazioni delle proprie storie. Nella foresta il professor Osseg svolse numerose ricerche basandosi su diversi indizi ritrovati nella narrazione originale dei Grimm, nella tradizione orale locale e in alcuni documenti risalenti al XVII° secolo.

La Foresta Spessart viene chiamata dagli abitanti “Della Strega”

Incisione-Grimm-Spessart

Nella fotografia soprastante è possibile notare a sinistra l’incisione dell’edizione del 1818 Dorfeldt delle Fiabe del Focolare, e a destra l’aspetto della foresta ai tempi dell’indagine di Osseg. Essendo certo di essere sulla pista giusta il professore giunse, mediante differenti deduzioni ricavate dal testo, alla posizione originaria della casetta, che ovviamente non era di marzapane.

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La casa fu identificata in una piccola radura non lontano dal passaggio del fiume Aschaff (foto sopra: illustrazione a sinistra, foto  a destra), con un pozzo non lontano dall’edificio. La casa presentava una pianta in pietra ancora riconoscibile, e vennero ritrovati numerosi oggetti riconducibili alla fiaba:

  • 4 forni (di cui uno con lo scheletro di una donna)
  • una ricetta
  • diversi attrezzi di cucina da pasticcere

Le scoperte aprirono differenti domande ma cominciarono a fornire anche molte risposte. Una donna era stata uccisa in quella casa all’incirca nel XVII° secolo, e non doveva essere molto più vecchia di 30 anni. La ricetta era quella per il Panpepato tedesco, e gli attrezzi quelli adatti alla preparazione della pietanza.

Le scoperte archeologiche però non suggerirono altri indizi per effettuare una ricerca storiografica sulla persona e sulla casa, e quindi sembrava che Osseg fosse arrivato alla fine della storia senza un finale completo. Egli rintracciò però una lettera di Jacob Grimm che scriveva a Wilhelm: “La storia dei due fratelli è troppo violenta per trovar posto nella nostra raccolta. La giovane strega dovrebbe essere vecchia e gobba, così la fiaba avrebbe un significato istruttivo“.

Secondo Osseg i Grimm utilizzarono alcune parole del dialetto di Wernigerode, in Sassonia, e quindi cominciò a cercare negli archivi locali una storia che fosse simile a quella narrata dai due filologi tedeschi.

La scoperta della “Strega”

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Katharina Shraderin fu una donna accusata di stregoneria nel 1647, colpevole di aver preparato dei dolci “concepiti dal diavolo” in grado di attrarre gli uomini alla propria abitazione per poi divorarli. La donna sembra che resistette alle torture inflitte dagli ufficiali, e fu in seguito rilasciata con molte scuse.

La parte interessante della storia è certamente la coincidenza di nomi dell’accusatore della donna, tale Hans Melzler, che aveva per sorella una certa Greta. L’uomo, sui 37 anni, accusò la donna di stregoneria per avergli resistito in questioni di “cuore”, e perché ella non era disposta a consegnarli la ricetta del suo Panpepato.

Entrambi lavoravano a corte, ma Katharina fu costretta a fuggire nel bosco per evitare le avances di Hans

Dopo la fine del processo per stregoneria, l’uomo raggiunse Katharina nel bosco e, con l’aiuto della sorella complice, la strangolò e ne bruciò il cadavere. Egli fu anche in grado di rubare la ricetta alla Shraderin, e divenne un rinomato pasticcere di fama nazionale. Dato che la donna era nota per le proprie capacità culinarie venne fatta cercare in lungo e in largo, e Hans fu accusato del suo omicidio. Da quanto si legge nei documenti però, egli non venne condannato, e poté vivere in pace il resto dei propri giorni.

L’indagine di Osseg fra realtà e leggenda

L’illustratore Hans Traxler è identificato da Wikipedia Tedesca come il vero autore dietro l’indagine portata avanti da Georg Ossegg. Quest’ultimo sarebbe soltanto uno pseudonimo dietro il quale si nasconderebbe l’illustratore e vignettista tedesco, e la storia della ricerca potrebbe (ma siamo nel campo delle ipotesi) esser stata una bufala mediatica di splendida riuscita.

Certo è che moltissimi siti web riportano la ricerca di Osseg come vera, anche se a titolo personale, è poco credibile il ritrovamento delle ossa all’interno del forno e la ricetta del Panpepato.

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Che si tratti di una storia o della realtà, Hänsel e Gretel è una delle fiabe con fini pedagogici più famose del mondo, e certamente edulcora le terribili peripezie che i bambini, in epoca medievale prima e rinascimentale poi, dovettero subire prima di diventare uomini adulti.

Fonti:

Categorie: Fiabe

Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...