Guglielmo e Dona: il KKK degli ultimi Imperatori di Germania

Nell’800 si era diffuso in Germania lo slogan KKK ovvero Kinder Küche Kirche (Bambini Cucina Chiesa) che sintetizzava quelli che dovevano essere gli interessi della moglie ideale. Per Augusta Vittoria c’erano da aggiungere al primo posto due K fondamentali:

König e Kaiser (re e imperatore)

Augusta Vittoria di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Augustenburg era nata a Dolzig, ora Polonia ma ai tempi Brandenburgo, il 22 ottobre 1858, prima figlia dei 7 del Duca Federico VIII e di Adeleide di Hohenlohe-Langenburg. Sua nonna materna era Fedora di Leiningen, figlia di primo letto di Vittoria di Leiningen, che diventerà poi madre della Regina Vittoria col suo secondo matrimonio col Principe Edoardo di Kent. La regina Vittoria e Fedora erano quindi sorellastre, da qui il legame con la famiglia reale inglese.

Dona con la sorella Carolina

La Danimarca, a seguito della guerra persa contro Prussia e Austria, fu costretta a cedere lo Schleswig-Holstein (la rinuncia ufficiale avvenne nel 1864) e il padre Federico VIII regnò sul ducato fra il novembre 1863, con la morte del Re Federico VII di Danimarca, e il 1866, ma nel 1866 la Prussia entrò in guerra con l’ex alleata Austria per conquistare alcuni territori. Il risultato fu la conquista del ducato dello Schleswig-Holstein e la seguente annessione alla Prussia. Nel 1867 venne creata la Confederazione Tedesca del Nord, primo passo verso l’unificazione del 1871 dell’Impero tedesco.

Dona adolescente

Si sa poco dell’infanzia e dell’educazione di Dona, come veniva chiamata in famiglia, ma siamo sicuri che nel 1875 fu frettolosamente spedita in Inghilterra in visita ai parenti per farle dimenticare il Principe Ernesto di Sassonia-Meiningen, del quale si era innamorata. Nello stesso anno anche il suo futuro marito, Guglielmo di Prussia, ebbe una grossa delusione amorosa e personale venendo rifiutato da sua cugina Elisabetta d’Assia.

Augusta Vittoria nel 1888

Guglielmo era nato il 27 gennaio 1859, primogenito di Vittoria, figlia della regina omonima, e dell’erede al trono Federico di Prussia, ma come conseguenza del difficile parto podalico riportò danni irreversibili al nervo brachiale del braccio sinistro. I genitori lo sottoposero a ogni trattamento per guarirlo, ma non servirono a nulla. Crescendo il braccio sinistro rimase atrofizzato, 15 centimetri più corto del destro, e fra l’altro Guglielmo ebbe anche problemi di equilibrio e di udito dall’orecchio sinistro.

Guglielmo in veste di Kaiser di Germania

Vittoria riteneva il figlio molto intelligente e bello “se non fosse per quel braccio disgraziato”, come sottolineava in ogni sua lettera alla madre (Regina Vittoria del Regno Unito, per chi si fosse perso). Ma Guglielmo era la prova di quello che riteneva essere il suo fallimento: non aver messo al mondo un erede al trono sano e, pur amandolo, non riusciva a trattarlo come gli altri figli, come se se ne vergognasse. Guglielmo da bambino era attaccatissimo alla madre, e soffrì enormemente del rifiuto che lei gli opponeva, e con gli anni l’amore si trasformò in risentimento.

Se non si fosse trattato del futuro imperatore Guglielmo non sarebbe neppure mai stato ammesso nell’esercito con quel braccio, e in un paese militarista come la Prussia questo non era un dettaglio da poco, il suo ego ne soffriva terribilmente, cercava sempre di mascherare la menomazione mettendo la mano in tasca o sulla spada che portava al fianco, spada che non era in grado di usare.

Tentò di mascherare le sue insicurezze con l’intransigenza. Aveva scatti di ira alternati a momenti malinconici, un carattere difficile, avrebbe avuto forse solo bisogno dell’amore della madre. Lei con il suo liberalismo e tenace attaccamento alla Gran Bretagna e alla Regina Vittoria, che informava di ogni avvenimento a corte ricevendone consigli e istruzioni, contrastava con il nazionalismo del figlio e della famiglia reale tedesca.

Dona e Guglielmo si conoscevano fin da bambini, ma si rincontrarono nel 1878 e, entrambi sentimentalmente delusi, si intesero perfettamente. Dona sapeva come trattarlo, lo tranquillizzava, gli dava sicurezza, era la tipica donna totalmente devota al marito. L’imperatore Guglielmo I non approvava l’unione, il rango di Dona non era ritenuto sufficiente e i rapporti con suo padre, spodestato dai prussiani, non erano dei migliori.

Dona all’epoca dell’incontro con Guglielmo

Vittoria e Federico invece approvavano la sposa, che vedevano adatta al figlio e soprattutto Vittoria sperava che Dona potesse favorire un riavvicinamento con Guglielmo, ma ci volle il cancelliere Bismarck, politicamente favorevole all’unione, per mettere fine alle dispute fra il governo prussiano e Federico VIII e per far accettare all’imperatore il matrimonio che venne celebrato il 27 febbraio 1881.

Guglielmo di Prussia nel 1877

Dona era completamente dedita al marito, lo incoraggiava e sosteneva ogni sua decisione, ma aveva un carattere forte, e l’illusione di Vittoria di avere un’alleata per ricucire i rapporti col figlio svanì subito. Dona conosceva le sofferenze che Guglielmo aveva passato nell’infanzia e aveva fatto suoi il rancore e il risentimento del marito. Non accettava intromissioni o consigli da Vittoria, neppure sulle piccole cose, tanto meno sui figli che cominciarono ad arrivare già nel 1882, con il primogenito Guglielmo al quale seguirono 5 figli maschi ed infine Vittoria Luisa nel 1892.

Dona nel 1880, ritratto di Heinrich von Angeli

Il 1888 fu l’anno dei tre Kaiser. Guglielmo I morì il 9 marzo, gli successe il figlio Federico III che, già malato di tumore alla gola, morì il 15 giugno, e quindi divennero imperatori Guglielmo II e Dona.

Guglielmo nel 1887

Nei primi anni l’imperatore, che si definiva “il re dei poveri”, emanò tutte leggi a carattere sociale. Guglielmo era interessato al sociale solo dal punto di vista politico, voleva il sostegno delle classi povere ma restava un autocrate, interessato alla nobiltà e ai ceti più alti, e alle leggi per il sociale non seguì alcun cambiamento nell’organizzazione dell’impero.

Dona e Guglielmo II nel 1912 circa

Le nuove leggi erano sicuramente gradite a Dona, religiosa e interessata alle donne, ma attenzione, Dona non era affatto femminista, anzi il contrario. Fra le nuove leggi entrate in vigore ci fu la domenica non lavorativa, il divieto di lavoro notturno per donne e bambini, la riduzione degli orari di lavoro per i bambini inferiori ai 14 anni e per le donne durante gli ultimi mesi di gravidanza, ma non furono norme che miravano alla parità fra i sessi, e pur favorendo le donne, che furono sicuramente grate, erano tutte mirate ad aiutare la donna nel proprio ruolo. Il KKK di cui sopra.

La fmiglia del Kaiser nel 1896: in piedi il primogenito Guglielmo e Dona, seduti da sx Guglielmo II con Vittoria Luisa, i figli Eitel Friedrich con Adalbert dietro di lui, seduti in terra August Wilhel, Oskar e il piccolo Joachim

Dona si interessò anche dell’istruzione delle bambine e delle ragazze, opera sicuramente ammirevole ai tempi, ed era più amata e rispettata dell’imperatore, che veniva spesso deriso e preso in giro per i suoi atteggiamenti esibizionisti e narcisisti.

Dona e Vittoria Luisa nel 1911

Dona non si interessava propriamente di politica ma ne discuteva con il marito, ed aveva su di lui un grande ascendente, mascherato da dolci consigli per il suo bene. Era estremamente bigotta e bacchettona, e da imperatrice cercò di imporre la sue regole di comportamento alla famiglia, cognate comprese, soprattutto Sofia, la moglie di Costantino di Grecia che voleva convertirsi alla religione ortodossa. Dona la minacciò di esilio e di inferno eterno, ed ebbe una terribile crisi di nervi che le causò il parto prematuro del figlio Joachim. Tale fu la paura di perderlo che restò per lei sempre il figlio più amato. Per capire il tenore delle minacce:

Guglielmo prese le difese della moglie informando la sorella che se fosse successo qualcosa al bambino l’avrebbe ritenuta personalmente responsabile

Il Kaiser, in uniforme russa e lo zar Nicola II in uniforme prussiana nel 1905

Col tempo però Dona si avvicinò di più alla suocera. Guglielmo era spesso via per impegni militari, e la moglie prese a passare più tempo con Vittoria pur non consentendole di vedere da sola i nipoti per paura che li “contaminasse” con le sue idee liberali, e nel 1901 le fu accanto durante la malattia, un tumore al seno che le provocava terribili dolori, fino al momento della morte.

Guglielmo e Dona nel 1900 circa

Dona sostenne sempre il marito, come voleva l’uso per una moglie dell’epoca, anche nelle decisioni politiche che si rivelarono disastrose, fra cui la Prima Guerra Mondiale. Quando nell’ottobre 1918 fu chiaro che la guerra era persa e per iniziare le trattative di pace erano indispensabili l’abdicazione e l’esilio dell’imperatore, l’imperatrice divenne una belva, tanto da minacciare il cancelliere Max di Baden di rendere nota la sua omosessualità se avesse accettato di mandare in esilio il Kaiser. Nonostante il fuoco e le fiamme di Dona Guglielmo non ebbe altra scelta che abdicare, il 28 novembre 1918, in favore del figlio Guglielmo, il quale a sua volta rinunciò alla successione il 1° dicembre.

Dona nel 1908, ritratto di Philp de Laszlo

Guglielmo, Dona e i figli furono esiliati, ebbero il permesso di restare in Germania solo la nuora Cecilia di Mecklenburgo-Schwerin, moglie di Guglielmo, con i figli.

Iniziava il periodo peggiore della vita di Dona. Prima di raggiungere il marito a Doorn nei Paesi Bassi nel 1920, dove la regina Guglielmina gli aveva dato asilo, trascorse del tempo con il figlio Joachim, in forte crisi per il divorzio, per l’esilio e la perdita di tutto, titoli e proprietà.

Dona nel 1913

Dona a Doorn era triste e depressa, non riusciva a superare il dolore di aver dovuto lasciare la Germania e crollò quando nel luglio 1920 il figlio prediletto Joachim si suicidò.
Dona morì l’11 aprile 1921 e i familiari poterono accompagnarla solo fino al confine, ma qui venne presa in carico da una folla lungo tutto il percorso fino a Berlino dove venne sepolta a Potsdam, nel Tempio Antico del castello di Sanssouci, dove era presenti migliaia di berlinesi per le esequie.

Dona nel 1918

Guglielmo, come da desiderio di Dona, si risposò nel novembre 1922 con la principessa Hermine von Reuss-Greiz, e morì il 4 giugno 1941 senza mai rientrare in Germania.
Guglielmo è sepolto a Doorn, e come da sue disposizioni vietò la traslazione in Germania se non dopo il ritorno della monarchia, e volle sulla bara della terra presa dalla tomba di Dona a Sanssouci. La Repubblica di Weimar concesse ai suoi figli di rientrare nel 1923.


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