L’acqua San Pellegrino è un’icona dello stile di vita italiano, per molti anni il marchio più conosciuto e “alla moda” di acqua frizzante, che è possibile bere in qualsiasi parte del mondo, sinonimo di lusso, ristoranti, estati trascorse in Europa da personaggi famosi. Uno dei suoi primi estimatori sarebbe stato Leonardo da Vinci, che visitò la fonte lombarda per assaggiare l’acqua “miracolosa” della città.

Fotografia di Reinhold Behringer condivisa con licenza CC BY-SA 2.0 via Flickr:

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Sembrerebbe paradossale quindi che il luogo di nascita dell’acqua frizzante, San Pellegrino Terme, fino a pochi anni fa località frequentata da personaggi ricchi e famosi, nobili ed artisti, stia lentamente e progressivamente perdendo il proprio fascino…

Da quando fu costruito il primo vero e proprio centro termale, a metà del XIX secolo, la cittadina diventò sempre più popolare come meta per le vacanze della borghesia europea, che accorreva qui per l’ormai famosa acqua minerale, ma anche per mescolarsi con l’aristocrazia che amava frequentare la località.

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Tra il 1904 e il 1906 furono costruiti, in un maestoso stile liberty, il Casinò e il Grand Hotel, dove gli ospiti potevano rilassarsi e giocare dopo aver goduto dei benefici termali.

Sotto, il Grand Hotel. Fotografia di Reinhold Behringer condivisa con licenza CC BY-SA 2.0 via Flickr:

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L’iconica etichetta mantiene l’immagine del Casinò che si staglia contro il paesaggio alpino, e la stella rossa, simbolo adottato tra l’ottocento e il novecento per contraddistinguere i prodotti di qualità italiani destinati all’esportazione.

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A differenza del Casinò, che dal 1946 non funziona più come casa da gioco, ma è stato totalmente restaurato per essere utilizzato come location di lusso per serate di gala, sfilate di moda, ricevimenti nuziali, il Grand Hotel ha chiuso definitivamente i battenti nel 1979.

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Questo magnifico esempio di architettura liberty, che ha ospitato re e regine, star del cinema, zar russi, è ormai abbandonato da diversi decenni, perché troppo costoso da mantenere.

Sotto, fotografia di Piano Piano! condivisa con licenza CC BY-Sa 2.0 via Flickr:

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L’enorme edificio di sette piani, prestigioso simbolo del periodo d’oro di San Pellegrino Terme, sembra che non interessi ad istituzioni pubbliche o investitori privati per le ingenti spese necessarie al recupero della storica costruzione. Nemmeno la nuova proprietà del marchio, la svizzera Nestlè, ha molto interesse a riportare la località termale al suo antico splendore.

Sotto: la Funicolare. Fotografia di Reinhold Behringer condivisa con licenza CC BY-SA 2.0 via Flickr:

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Il punto pagamenti: Fotografia di Reinhold Behringer condivisa con licenza CC BY-SA 2.0 via Flickr:

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Ingresso alla Funicolare: Fotografia di Reinhold Behringer condivisa con licenza CC BY-SA 2.0 via Flickr:

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La vista sui Monti: Fotografia di Reinhold Behringer condivisa con licenza CC BY-SA 2.0 via Flickr:

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Non si conosce il destino dell’Hotel e degli edifici abbandonati di San Pellegrino Terme, ma la speranza è che diventino parte di un progetto di recupero e valorizzazione di una peculiarità culturale unica nel territorio italiano.

Foto di: Behringer, Piano Piano.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.