La Winchester House è un palazzo del XIX secolo che si trova a San Jose, in California, e che è teatro di numerose singolarità come forse nessun altro palazzo al mondo. Porte che non conducono da nessuna parte, gradini alti 5 centimetri, finestre che si affacciano su altre stanze e una strana, inquietante e ripetitiva ossessione per il numero 13. La genesi di questa stranissima costruzione risale all’800, un periodo nel quale la superstizione poteva portare, se accoppiata ad ingenti risorse economiche, a realizzare le cose più assurde.

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La storia della Winchester House

Sarah Lockwood Pardee Winchester nacque nel 1837 a New Haven, nel Connecticut. Nel 1862, al culmine della guerra civile, era sposata a William Wirt Winchester, erede della grande ricchezza della Winchester Repeating Arms Company. La società aveva sviluppato e commercializzato il fucile Henry, il primo vero fucile a ripetizione della storia, che venne ampiamente utilizzato dalle truppe nordiste della guerra civile americana. La coppia ebbe una figlia nel 1866 ma, sfortunatamente, morì dopo poche settimane di vita, e Sarah cadde in uno stato di profonda depressione. Nel 1881 il marito della donna, l’erede Winchester, morì di tubercolosi polmonare, lasciando Sarah seduta su un impero d’oro con pochi rivali al mondo. La donna aveva proprietà per oltre 20 milioni di dollari e una rendita giornaliera di 1.000 dollari, qualcosa di paragonabile a circa 25 mila euro al giorno odierni. Poco dopo il lutto, Sarah si trasferì nella Santa Clara Valley in California, acquistando un casale grezzo che cominciò a costruire in un cantiere che non si fermerà, neanche durante la notte, fino al giorno della sua morte.

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La vedova si mosse verso la California spinta da una medium che la consigliò, e che le disse di costruire una grande abitazione per contenere tutte le anime delle vittime uccise dai fucili Winchester. Incredibilmente la donna la ascoltò e seguì il consiglio alla lettera. La Winchester House divenne una costruzione imponente che poteva contare su 160 stanze, 2 sale da ballo, 40 camere da letto, 6 cucine, 1247 finestre e 13 bagni.

Il numero 13 è singolarmente ricorrente e si possono osservare:

  • Candelabri modificati a 13 bracci
  • Ganci appendiabiti in multipli di 13
  • Vetrate in stile Tiffany con 13 pietre colorate
  • 13 fori nel copri sifone del lavandino del bagno
  • Scale con 13 gradini
  • Porte con 13 pannelli
  • La grande campana della proprietà suona ogni venerdì 13, 13 volte alle 13 in punto (quando tutte le campane al mondo suonano soltanto una volta indicando l’una di pomeriggio)

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Il numero 13 non è certamente l’unica stranezza della casa, e si possono osservare scale che non portano da nessuna parte, finestre che si aprono sul nulla, un ascensore a pistoni orizzontale, stanze completamente arredate senza accesso, un bagno accessibile soltanto dall’esterno o gradini bassissimi da 5 centimetri (ma questo potrebbe spiegarsi con l’artrite di cui soffriva la proprietaria).

La costruzione del palazzo

Sarah Winchester ingaggiò un esercito di lavoratori per iniziare la costruzione della casa, e diresse l’intero progetto da sé. Non consultò mai né architetti né ingegneri, e il risultato fu un edificio in molte parti senza senso. Le caratteristiche stranezze sono diventate il motivo per cui la Winchester House è giunta ai giorni nostri intatta e oggi rappresenta un monumento nazionale degli Stati Uniti, visitata ogni anno da decine di migliaia di persone. I lavori erano continuativi venivano impiegati professionisti per 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, per opere che si protrassero sino alla morte della donna, avvenuta nel 1922.

Tormentata dagli spiriti o semplicemente pazza?

Sarah Winchester doveva essere una donna molto sensibile, venuta a trovarsi in una situazione per lei insostenibile. La morte di un figlio a quell’epoca era una cosa assolutamente normale, con tassi di mortalità infantile che, ad esempio nella contemporanea Londra Vittoriana, raggiungevano quasi il 50%. Anche la morte del marito poteva considerarsi come un’opzione prevedibile, sopratutto vista la piaga della tubercolosi che negli Stati Uniti mieteva migliaia di vittime ogni anno.

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L’origine della Winchester House potrebbe essere quindi non solo mistica, ma anche legata alla non completa sanità mentale della donna. D’altronde è difficile credere che una persona normale avrebbe dato seguito per oltre 41 anni alle parole di una medium, anche se in possesso di una fortuna così immensa da non poter essere finita.

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Ognuna di queste ipotesi però non può essere verificata perché la donna non lasciò nulla di scritto dietro di sé. Nessuno la intervistò sulle cause della costruzione della casa, e nessuno seppe l’oggettiva verità dietro uno dei misteri più strani della storia degli Stati Uniti.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...