La Sicilia, in particolare quella dei piccoli paesi assolati, riarsi da una cronica sete e dall’impietoso scirocco, è una terra dove ancora riti e tradizioni antiche fanno parte del vivere quotidiano.

Archi di Pasqua a San Biagio Platani

Sentiti e vissuti con una partecipazione forse difficile da comprendere in altri luoghi, sono i riti della Settimana Santa, durante i quali, praticamente in ogni angolo di Sicilia, vengono messi in scena i giorni della Passione, Morte e Resurrezione di Cristo, con il momento culminante dell’incontro tra Gesù risorto e la madre Maria.

Tra le più suggestive manifestazioni di Pasqua in Sicilia, c’è sicuramente quella che si tiene in un piccolo paese dell’entroterra agrigentino, San Biagio Platani.

Arrampicato a metà di una collina che guarda verso il fiume Platani, San Biagio è da sempre un paese a vocazione contadina, nato intorno alla metà del ‘600 per popolare i feudi delle nobili famiglie dell’epoca.

E’ proprio per accogliere con gli onori dovuti le autorità che rappresentavano il governo spagnolo, che nasce la tradizione degli Archi di Pane. In città opulente come Palermo, la Porta Nuova (l’accesso alla città arrivando da Monreale) rappresenta un vero e proprio arco di trionfo eretto per accogliere Carlo V, l’imperatore che aveva sconfitto i mori a Tunisi.

Ma San Biagio Platani era un paese di nemmeno mille abitanti, che non poteva certo permettersi costose opere di marmo. Fu così che i semplici contadini della zona decisero di usare dei materiali facilmente reperibili: canne, rami di salice e agave a formare la struttura degli archi, che venivano poi decorati con opere d’arte fatte con pane, cereali e tutto ciò che la natura poteva fornire all’estro dei cittadini.

Da quando i siciliani non furono più costretti a manifestazioni di benvenuto per le autorità, a San Biagio la tradizione rimase, assumendo un significato squisitamente religioso.

Gli elementi d’altronde c’erano già tutti: il pane, frutto della fatica degli agricoltori, è il simbolo del corpo di Cristo, mentre altri elementi tipici della tradizione cristiana si affiancano a quelli più tipicamente contadini, come il sole e le stelle.


La struttura architettonica degli Archi di Pasqua rammenta quella di una chiesa: l’entrata, un viale che ricorda la navata e l’arco, che rappresenta l’abside.

Anno dopo anno, tutti i sambiagesi si danno da fare per inventare nuove decorazioni che impreziosiscano gli archi.

Il paese è diviso in due confraternite, Madunnara e Signurara, che fanno a gara per creare delle opere d’arte “naturali”, che accolgano, con i dovuti onori, il Cristo risorto e Maria.

Onori offerti da semplici contadini, che si trasformano in un trionfo di colori e profumi, simboli di una terra e di un popolo generosi.

La manifestazione degli Archi di Pasqua 2019, iniziata il 21 aprile, si protrarrà fino al 2 giugno. Per informazioni consultare il sito Archi di Pasqua.

Tutte le immagini sono pubblicate per gentile concessione di APS – La creatività di un popolo.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.