Gli Aosta, belli, alti, brillanti, colti, raffinati e nobili hanno sempre avuto pregevoli caratteristiche mancanti a buona parte dei loro “cugini” regnanti. Per trovare un Savoia davvero “distinto” sarà necessario arrivare a Umberto II, il quale, suo malgrado, non visse una vita da Re d’Italia.

Il ramo Aosta della famiglia Savoia è piuttosto recente. Il primo Duca d’Aosta fu Amedeo, il terzogenito e secondo figlio maschio di Vittorio Emanuele II, che ricevette il titolo alla nascita nel 1845. Era il fratello del futuro re Umberto I.

Amedeo, primo Duca d’Aosta:

Aveva fatto carriera nell’esercito, combatté nella terza guerra di indipendenza e si guadagnò una medaglia d’oro. Aveva sposato Maria Vittoria del Pozzo della Cisterna, nobile piemontese, ma di rango non abbastanza elevato per un’altezza reale. La sposa suppliva alla mancanza di quarti di nobiltà con un notevole patrimonio. Il matrimonio non fu felice, Amedeo era un donnaiolo impenitente che tradiva la moglie in continuazione. La poverina era non solo addolorata, ma anche molto imbarazzata, le voci giravano, e si rivolse perfino al re Vittorio Emanuele II che ritenne la sua gelosia indegna e che il comportamento del marito non poteva venir criticato. Questi erano i tempi.

Nel 1870 Amedeo accettò il trono di Spagna, dal 1700 i Savoia erano nella linea di successione spagnola in caso di mancanza di eredi maschi, ma già nel 1873 Amedeo decise bene di abdicare e di tornare in Italia, vista la situazione caotica della Spagna, dov’era malvisto dai nobili e dalla chiesa per il suo liberalismo e pure dai progressisti che erano repubblicani.

Amedeo con la prima moglie Maria Vittoria del Pozzo della Cisterna:

Riprese il titolo di Duca d’Aosta e dopo l’ascesa al trono del fratello Umberto ricoprì diversi incarichi ufficiali.

Amedeo rimase vedovo nel 1876 e si risposò, con notevole scandalo, con la nipote, figlia della sorella Maria Clotilde.

La sposa, Maria Letizia Bonaparte, doveva in verità sposare il figlio di Amedeo, Emanuele Filiberto, ma arrivata a Firenze ci fu un cambio di programma e, al posto del cugino, sposò lo zio, maggiore di lei di 22 anni.

La seconda moglie di Amedeo, la nipote Maria Letizia Bonaparte:

Amedeo morì a soli 45 anni, lasciando 3 figli della prima moglie ed uno della seconda..

Il maggiore, Emanuele Filiberto, nato nel 1869, divenne il secondo Duca D’Aosta, ma è da ricordare il terzogenito, Luigi Amedeo, Duca degli Abruzzi, del 1873. Fu un famosissimo esploratore, per tre volte fece il giro del mondo, scalò cime inviolate come il Saint Elias in Alaska, il Ruwenzori, il Karakorum, non riuscendo però a raggiungere il K2. In compenso con la nave Stella Polare partì per una spedizione al Polo Nord raggiungendo il punto più a nord mai raggiunto all’epoca (1900). Dopo la prima guerra mondiale esplorò la Somalia e lì morì e volle essere sepolto. Non si sposò e non ebbe eredi.

Emanuele Filiberto, secondo Duca d’Aosta:

Molti rifugi montani portano ancora il suo nome.

La vita di Emanuele Filiberto, secondo Duca d’Aosta, fu di carriera militare. Generale della III armata, che non subì alcuna sconfitta durante tutta la prima guerra mondiale, pareva essere il successore ideale di Cadorna, dopo Caporetto. Invece il Re gli preferì il generale Diaz, con grande delusione dell’Aosta.

Emanuele Filiberto con la moglie Elena di Orleans e i figli Amedeo e Aimone:

Sempre in contrasto con i Savoia regnanti, dal 1922 Emanuele Filiberto sostenne Mussolini, uno dei pochi di casa Savoia, e per i meriti militari durante la guerra nonché per questo appoggio e simpatia per la famiglia Mussolini venne nominato Maresciallo d’Italia.

Morì nel 1931 e volle essere sepolto a Redipuglia con i suoi soldati

Aveva sposato Elena d’Orleans, già possibile moglie di Alberto Vittorio Duca di Clarence, figlio di Edoardo VII. Non correva buon sangue fra la coppia Aosta e la coppia regnante, Vittorio Emanuele III con la Regina Elena. Gli Aosta erano estremamente raffinati, lo stesso non si poteva dire dei due Savoia e sicuramente l’appellativo di “Ma cousine la bergere – mia cugina la pastorella“, con il quale Elena d’Aosta chiamava la Regina Elena, la dice lunga sull’opinione che gli Aosta avevano dei Savoia. Forse c’era anche un po’ di invidia, avrebbe sicuramente ambito al trono per suo figlio Amedeo che chiamava “mon petit roi – il mio piccolo re” fino alla nascita di Umberto di Savoia che mise fine alle sue speranze.

Ebbero due figli, Amedeo del 1898, e Aimone del 1900, rispettivamente terzo e quarto Duca d’Aosta.

Amedeo, terzo Duca d’Aosta:

Amedeo, terzo Duca d’Aosta, fu il grande eroe dell’Amba Alagi. Si era arruolato volontario a soli 17 anni nel 1915, nessun privilegio per lui, partendo da soldato semplice in prima linea, e grazie ai meriti di guerra nel 1918 era diventato Capitano. Dopo la guerra seguì lo zio Luigi Amedeo Duca degli Abruzzi in Somalia nelle sue esplorazioni. Rientrato in Italia fu spedito nel Congo Belga pare in punizione, per allontanarlo dalla corte, per la sua uscita poco felice di aver chiamato “Curtatone e Montanara” il Re e la Regina.

Divenuto Generale di squadriglia aerea fu nominato Vicerè d’Etiopia nel 1937. Nel 1939 c’erano state trattative fra il governo ungherese e italiano per metterlo sul trono dell’Ungheria, che voleva mantenere la monarchia, ma la sua morte prematura fece sfumare il progetto. Con l’entrata in guerra dell’Italia fu nominato comandante delle forze armate dell’Africa Orientale Italiana. L’avanzata inglese nel 1941 lo costrinse a rifugiarsi sulle montagne etiopi, con circa 10.000 uomini, dove vennero assediati da circa 40.000 inglesi. Senza più armi, acqua e al freddo furono costretti alla resa nel maggio 1941. Il loro valore però era stato tale che gli inglesi concessero l’onore delle armi.

Amedeo, prigioniero, venne trasferito in Kenya dove si preoccupò più di intercedere per i suoi soldati che per se stesso. Contrasse la malaria e la tubercolosi e morì a Nairobi nel marzo del 1942.

Amedeo e la moglie Anna di Orleans:

Gli inglesi parteciparono al suo funerale con il lutto al braccio. Volle essere sepolto a Nairobi in Kenya, insieme ai suoi soldati. Aveva sposato Anna d’Orleans, dalla quale aveva avuto due figlie, e quindi il titolo passò al fratello Aimone che divenne il quarto Duca d’Aosta.

Aimone, quarto Duca d’Aosta:

Aimone aveva fatto carriera militare in marina. Pur giovanissimo aveva combattuto nella prima guerra mondiale sugli idrovolanti, uscendone anche decorato. Nel 1939 Ante Pavelic, il politico croato fondatore del partito Nazionalista e degli Ustascia prese contatto con Galeazzo Ciano per rendere indipendente la Croazia, staccandola dal Regno di Jugoslavia in mano ai Karageorgevic, e mettere sul trono un Savoia. L’indipendenza della Croazia venne proclamata nel 1941, venne scelto Aimone, nominato Re Tomislavo II, che non ne voleva proprio sapere di fare il sovrano e che mai andò in Croazia, limitandosi a organizzare un “ufficio per gli affari croati”. La situazione croata in mano a Pavelic era spaventosa, e Aimone non prese mai posto sul trono di Zagabria, abdicando immediatamente dopo l’armistizio nel 1943.

Già dal 1942 Aimone era in contatto con gli alleati per trattare la pace offrendosi di spodestare Mussolini. Le trattative durarono troppo, arrivò il 25 luglio e non ci fu più bisogno di Aimone per far cadere il fascismo e in settembre per firmare l’armistizio.

Aimone era sposato con Irene di Grecia e il nonno di Irene, Giorgio I, era il fratello della regina Alexandra, cugina di Filippo, poi Duca di Edinburgo.

Aimone con la moglie Irene di Grecia:

Dopo l’8 settembre Aimone seguì Vittorio Emanuele III a Brindisi, e fino al 1945 non vide più né la moglie né il figlio che aspettava, nato pochi giorni dopo, durante un bombardamento.

Dopo il referendum del 1946 andò in esilio volontario in Argentina e morì nel gennaio del 1948.

Nel luglio 1944, Anna, vedova di Amedeo, con le figlie Margherita e Maria Cristina fu arrestata insieme a Irene di Grecia, moglie di Aimone, e al figlio Amedeo di 10 mesi, e furono tutti internati nel campo di Hirschegg, in Austria, dove restarono fino al maggio 1945. Le famiglie tornarono in Italia e Aimone vide per la prima volta il figlio.

Irene e il figlio non seguirono Aimone in Sud America, restando a vivere a Fiesole.

Amedeo nel 1948 divenne il quinto Duca d’Aosta. Durante l’esilio di Umberto II rappresentò in molte cerimonie la famiglia, ma rifiutò sempre le offerte di entrare in politica rivoltegli da diversi partiti.

Amedeo, quinto Duca d’Aosta:

Oggi vive in Toscana dove manda avanti la sua azienda vinicola. Dal suo primo matrimonio con Claudia di Orleans sono nati 3 figli. Il matrimonio si concluse col divorzio e poi con l’annullamento della Sacra Rota. I figli restarono col padre in Toscana.

In seguito Amedeo ha avuto una figlia da una relazione, e si è poi risposato con Silvia Paternò, nobile siciliana. Non hanno figli.

Nel 2006 Amedeo, riconosciuto da una parte della Consulta come Capo della Casa, ha adottato il titolo di Duca di Savoia, cedendo al figlio Aimone il titolo di sesto Duca d’Aosta.

Amedeo con la prima moglie, Claudia d’Orleans:

Aimone, nato nel 1967, è sposato con Olga di Grecia, anche lei discendente da Giorgio I. Suo padre è cugino del Principe Filippo di Edinburgo.

Non si possono riassumere in un post più di 150 anni di storia, ma c’è un libro molto interessante, per chi vuole approfondire: “I Savoia scomodi: i Duchi d’Aosta” di Gigi Speroni:

Le questioni dinastiche fra Amedeo e Vittorio Emanuele di Savoia sono molto controverse, anche se puramente teoriche. Potrà sembrare anacronistico e assurdo ma personalmente lo trovo comunque interessante e degno di nota.

La prima e forse la più importante è il sigillo, un grosso timbro, che veniva sempre trasmesso dal re al suo successore. Umberto II volle che il sigillo venisse sepolto con lui e così fu fatto. Intendeva forse che la successione Savoia era terminata? Non voleva passarla al figlio? Come bisogna interpretare le sue ultime volontà?

Per la Casa Savoia la successione veniva regolata in base a 3 leggi fondamentali dello Statuto Albertino del 1848 e del codice civile del 1865 e del 1942:

  • L’assenso del re o del Capo della casa ai matrimoni (pena la decadenza dei titoli e della successione dinastica)
  • La primogenitura
  • La legge salica

Umberto II non autorizzò mai le nozze di Vittorio Emanuele e Marina Doria, anzi era decisamente contrario, ne aveva più volte informato il figlio rammentandogli le conseguenze e non riconobbe mai come erede il loro figlio Emanuele Filiberto. In base alla legge Vittorio Emanuele e figlio avrebbero quindi perso ogni diritto alla successione ed il titolo di Altezza Reale.

Secondo Amedeo questo è il punto fondamentale che lo nominerebbe automaticamente Capo della Casa.

Secondo Vittorio Emanuele invece, essendo decaduta la monarchia nel 1946 sono decadute anche le leggi civili precedenti e i matrimoni reali, non essendo più contemplati dalla costituzione italiana, non possono esser regolati in alcun modo. Il fatto stesso che a lui e a suo figlio, e non a Amedeo d’Aosta, sai stato imposto fino al 2002 l’esilio, li ha automaticamente riconosciuti come successori di Umberto. Vittorio Emanuele sostiene inoltre che Umberto conferì a Emanuele Filiberto il titolo di Principe di Venezia, anche se di questo non c’è nulla di ufficiale.

Aimone, sesto Duca d’Aosta:

Secondo Maria Josè, consultata sull’argomento, Umberto non si espresse mai a favore di Amedeo e considerava Emanuele Filiberto legittimo discendente.

La Consulta dei senatori del Regno, tutta composta da ex senatori del regno d’Italia e riconosciuta come massima autorità monarchica in Italia, non riuscì a dirimere la questione e si spaccò in due, una parte favorevole ad Amedeo e una a Vittorio Emanuele.

Nel 2004 al matrimonio di Felipe di Spagna, Vittorio Emanuele prese molto regalmente a pugni Amedeo.

Nel 2016 Vittorio Emanuele fece causa ad Amedeo per l’utilizzo, a suo parere abusivo, del cognome Savoia senza l’aggiunta di Aosta.

In un primo tempo il tribunale gli diede ragione e condannò Amedeo al pagamento di 200.000 euro, ma la sentenza venne poi ribaltata in appello confermando il diritto di Amedeo di firmarsi a suo piacere Savoia Aosta o solo Savoia.

Nel 2019 Vittorio Emanuele ha abrogato la legge salica in favore delle due figlie di Emanuele Filiberto. L’abrogazione non viene ovviamente riconosciuta da Amedeo, dato che non considera Vittorio Emanuele Capo della Casa.

La guerra, anche se non c’è nessun regno da conquistare, continua ancora…

Giovanna Francesconi
Giovanna Francesconi

Amo la storia, e le storie dietro ad ogni persona o oggetto. Amo le cose antiche e non solo perché ormai ne faccio parte pure io, ma perché la verità è la figlia del tempo.