Teruel (Aragona-Spagna) come Verona, città di amori contrastati, che sfidano la morte e oltrepassano i secoli. Due coppie di amanti che non hanno potuto coronare il loro sogno d’amore, vissute quasi nella stessa epoca: i giovani spagnoli Juan e Isabel agli inizi del XIII secolo, Romeo e Giulietta circa 100 anni dopo. La storia dei giovani innamorati di Verona è universalmente conosciuta, grazie soprattutto alla tragedia di Shakespeare, mentre quella degli “Amanti di Teruel” lo è un po’ meno, anche se si è diffusa oltre i confini spagnoli con diverse opere letterarie, musicali e cinematografiche.

La storia di Juan e Isabel

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Juan e Isabel sono due ragazzi di Teruel che s’innamorano nonostante la differenza sociale che li divide. Il padre di Isabel non vede di buon occhio il giovane, che appartiene a una famiglia povera, mentre per la ragazza è previsto un matrimonio di convenienza con un nobile ricco e potente. Juan però non si arrende, e ottiene di poter dimostrare il proprio valore in un arco di tempo di cinque anni. Parte per la guerra, sfida la morte, e ritorna carico di ricchezze.

Pur avendo fatto tutto ciò entro il limite di tempo stabilito, al suo rientro trova la sua innamorata già sposata. Juan chiede e ottiene di vedere Isabel, e implora un suo bacio. Lei, fedele ai vincoli del matrimonio, glielo nega, e lui muore per il dolore. Il giorno successivo, durante i funerali del giovane, una donna vestita a lutto si avvicina al feretro: è Isabel, che sfiora con le labbra quelle ormai gelide di Juan. Poi cade a terra, stroncata dal rimorso e dal dolore.

Gli amanti di Teruel di Antonio Muñoz Degrain, dipinto del 1884 (Museo del Prado):

Nel 1555, sepolti sotto la cappella dei santi Cosma e Damiano, furono scoperti i cadaveri mummificati di due giovani, insieme a un antico documento dove veniva narrata la storia degli sfortunati amanti, come testimoniò un influente notaio dell’epoca, Yagüe de Salas, presente all’esumazione.

Juan e Isabel oggi riposano nel “Mausoleo de los Amantes”, un edificio moderno adiacente la chiesa di San Pietro. Negli anni ’50 lo scultore Juan de Avalos, commosso dalla infelice storia d’amore, realizzò le statue funebri dei due ragazzi, divisi dallo spazio dell’amore negato, ma uniti nella morte da un leggerissimo ed eterno sfiorarsi delle mani.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.