Quello di Seisaku Nakamura rappresenta un profilo del tutto particolare nella panoramica dei serial killer della storia del Novecento. Particolare quanto terribile. Giovanissimo e sordo dalla nascita, a Nakamura sono stati attribuiti 11 omicidi compiuta nella prefettura di Shizuoka, Giappone.

Nato nel 1924, Seisaku Nakamura cresce nella consapevolezza del proprio handicap visto come tale in tutto e per tutto. La sua disabilità lo rende un ragazzo introverso e isolato dai compagni di scuola e da tutti gli altri bambini. Il ragazzino è fin da piccolo ostacolato dalla famiglia che tende a nascondere, come una vergogna, quel figlio “difettoso”. La sua unica distrazione è leggere: libri scolastici, i tradizionali manga, ma anche libri in cui samurai e criminali uccidono. E sono queste le letture che più lo attirano. Come anche i film in cui protagoniste sono le katana, le letali spade utilizzate dai guerrieri giapponesi. Ciononostante, nei pochi momenti sociali che gli sono concessi, è un ragazzo come tanti:

Bravo a scuola, deferente con i professori, educato con i vicini di casa

È il 22 agosto 1938 e mentre in Europa spirano già i venti della nuova guerra che investirà il continente in Giappone è ancora lontana la progettazione dell’attacco alla base navale statunitense di Pearl Harbor, nelle isole Hawaii, che avrebbe sancito l’ingresso del paese nella Seconda guerra mondiale.

A Shizuoka, città bagnata dalle acque della baia di Suruga, il 14enne Seisaku Nakamura sta tornando a casa. Pare assai trafelato, di più: allucinato. Ha appena compiuto un’azione impensabile per un ragazzino della sua età: pochi minuti prima ha tentato di violentare due studentesse, e alla loro reazione le ha uccise a coltellate. La notizia di certo sconvolge la popolazione di Shizuoka, ma non esce dai confini della prefettura.

Il colpevole non viene individuato

Passano 3 anni: è l’agosto 1941. Nakamura ha 17 anni, sta concludendo gli studi, ma un allarme scatta nella sua testa: deve tornare a uccidere. Così aggiunge al suo curriculum omicida altre quattro persone, quattro studenti. Questi nuovi omicidi a stretto giro di tempo scuotono la polizia locale, che si mette alla caccia del possibile killer. Le operazioni vengono condotte in segreto, senza allarmare la cittadinanza per timore di scatenare il panico.

La follia assassina del ragazzo, intanto, non trova pace. I famigliari si rendono conto di quello che sta accadendo al giovane, ma non fanno in tempo a reagire. Il 27 settembre Seisaku Nakamura attacca la sua famiglia uccidendo a coltellate il fratello maggiore, con il quale aveva avuto un diverbio, e ferendo il padre e la sorella, oltre alla moglie e al figlio del fratello ucciso.

A casa dei Nakamura giungono infermieri e poliziotti: a questo punto la precoce carriera criminale di Seisaku Nakamura dovrebbe arrivare al capolinea con l’arresto, ma la famiglia incredibilmente decide di non denunciarlo attribuendo l’aggressione a un non meglio specificato criminale fuggito subito dopo l’attacco. Il padre e la sorella hanno appena visto ammazzare il figlio e fratello e solo per miracolo sono ancora vivi, ma sono a conoscenza anche dei precedenti omicidi compiuti dal congiunto.

Hanno paura di possibili ritorsioni, sono terrorizzati, e decidono di tacere

Non ci sono notizie approfondite sulle barbarie di Nakamura: il Giappone è intanto entrato in guerra e l’imperatore Hirohito ha ben altre faccende da tenere sotto osservazione. Come anche le forze dell’ordine del paese. Così gli atti del serial killer che sta terrorizzando la prefettura di Shizuoka vengono taciuti dai giornali. Questo cervellotico silenzio istituzionale ne rimanderà la cattura di diverso tempo.

L’escalation di violenza del ragazzo audioleso sembra attenuarsi fin quando nell’agosto 1942, sempre nella stessa stagione come nel 1938 e nel 1941, segue una donna che sta facendo ritorno a casa. Nel vialetto dell’abitazione la aggredisce. Le urla della donna richiamano il marito e i figli che escono di casa e si scagliano contro il ragazzo. Nakamura però è più veloce di loro, estrae il coltello e uccide i due coniugi e due figli. Una terza figlia viene stuprata davanti ai cadaveri dei famigliari, ma il giovane la lascia in vita dandosela improvvisamente a gambe.

Sarà proprio la descrizione fornita dalla superstite a portare all’arresto del Nakamura

Il suo arresto arriva pochi mesi dopo: è il 12 ottobre 1942. Il giovanissimo killer è accusato di 9 omicidi, che diventeranno presto 11 dopo l’ammissione dello stesso assassino della morte delle due studentesse del 1938.

La morte continuerà a perseguitare la famiglia Nakamura: il padre Fumisada, saputo dell’arresto del figlio, per l’onore perduto si suiciderà il mese successivo, un gesto abbastanza comune in Giappone.

Il processo sarà breve. Al serial killer verrà riscontrata l’instabilità mentale, ma i giudici non ne terranno conto e Seisaku Nakamura sarà processato come un qualsiasi criminale adulto.

Il 19 giugno 1944 Seisaku Nakamura, il serial killer sordo autore a soli 19 anni di 11 omicidi, viene ucciso per impiccagione. Il governo giapponese cancellerà ogni notizia sul serial killer di Shizuoka, lasciando scivolare la terribile vicenda nell’oblio della storia. Nel 2008 è stato pubblicato Youth Crime in Prewar Japan, volume nel quale viene narrata anche la sua storia.

Antonio Pagliuso
Antonio Pagliuso

Appassionato di viaggi, libri e cucina, si vede tra vent'anni come un moderno Mattia Pascal; mal che vada ripiegherà sul personaggio di Raskol'nikov. Autore del noir "Gli occhi neri che non guardo più" e ideatore della rassegna culturale "Suicidi letterari".