Giuseppina: l’Imperatrice ripudiata da Napoleone Bonaparte

E’ famosa come Giuseppina de Beauharnais ma il suo vero nome era Marie-Joséphe-Rose Tascher de La Pagerie, fu Napoleone a chiamarla sempre col diminutivo di Joséphine, e Beauharnais era solo il cognome del suo primo marito, recuperato dopo il divorzio da Napoleone e quando il cognome Bonaparte era ormai diventato scomodo.

Giuseppina era nata a Le Trois Ilets, in Martinica, il 23 giugno del 1763, figlia di Joseph-Gaspard Tascher, signore di La Pagerie e di Rose-Claire des Vergers de Sannois.

In Martinica la famiglia possedeva una piantagione di canna da zucchero e uno zuccherificio dei quali si occupava principalmente la madre mentre il padre, pessimo amministratore e nostalgico della città, preferiva frequentare la società di Fort-Royal dove studiarono anche le tre figlie: Giuseppina, chiamata Yeyette o Rose in famiglia, Caterina Desirè nata nel 1764 e Maria-Francesca nata nel 1766.

Rose di Beauharnais nel 1790, all’età di ventisette anni

La sorella di Joseph-Gaspard, Maria Eufemia, viveva in Francia ed era l’amante di Francesco, Marchese di Beauharnais, e alla fine del 1777 riuscì a combinare il matrimonio del figlio di questi, Alessandro, con la nipote Caterina Desiré, che però morì di tubercolosi un mese prima della richiesta ufficiale. In sua sostituzione venne proposta Giuseppina, che fu accettata, e padre e futura sposa lasciarono la Martinica per la Francia dove i due ragazzi si sposarono il 13 dicembre del 1779.

Giuseppina era felice di vivere a Parigi e di frequentare la buona società, ma non lo era altrettanto del matrimonio. Alessandro, che era generale, era spesso lontano con la guarnigione, e anche quando era a Parigi frequentava altre donne, trovando Giuseppina troppo poco raffinata e poco colta. Nel 1781 la nascita del primo figlio Eugenio parve riavvicinare la coppia, ma nell’ottobre del 1782 Alessandro partì per la Martinica con la sua amante.

Il visconte Alessandro di Beauharnais, marito di Rose. Vanesio, saccente e libertino: in due anni e nove mesi di matrimonio avrebbe vissuto con la moglie solo dieci mesi.

Nell’aprile 1783 nacque Ortensia, che Alessandro sospettò essere frutto di un adulterio e, rientrato in Francia, confinò Giuseppina nel monastero di Penthemont, privandola della custodia dei figli. Giuseppina lo denunciò per abbandono, e nel 1785 vinse la causa che sancì la separazione, il mantenimento per se stessa e per i figli, la custodia definitiva di Ortensia e quella di Eugenio fino al compimento dei 5 anni di età

Giuseppina si stabilì a Fontainebleau dalla zia e dal suocero, ma nel 1787 se ne andò con Ortensia e, senza mezzi e isolata, nel 1788 decise di tornare in Martinica con la figlia. Nel 1790 i disordini causati dalla Rivoluzione arrivarono anche in Martinica. Giuseppina scappò in Francia con Ortensia rifugiandosi dalla zia.

Alessandro de Beauharnais era molto attivo in politica con gli Stati Generali come rappresentante della nobiltà e Giuseppina, che, pur separata, era a tutti gli effetti ancora sua moglie, ricominciò ad avere una intensa vita sociale. Alessandro favorì il tentativo di fuga di Luigi XVI e, nel 1794, nel periodo del Terrore quando vennero indagate tutte le persone sospettate di essere contrarie alla rivoluzione e a favore del Re, fu arrestato, processato, condannato a morte e ghigliottinato il 23 luglio. Giuseppina, che era stata arrestata in aprile, venne liberata pochi giorni dopo la caduta di Robespierre del 26 luglio che segnò la fine del Terrore e riuscì a salvarsi.

Giuseppina, Alexandre de Beauharnais e i due figli nel 1794

La situazione per Giuseppina era critica, vedova, senza entrate, con due bambini e con tutti i beni di Alessandro confiscati. Ma la ragazza era bella, intelligente, tenace e furba.

Grazie alle sue amicizie, e forse grazie anche a qualcosa in più, riuscì a riottenere dal tribunale le proprietà ed alcuni beni del marito, e sfruttando la svalutazione degli “assignat”, la moneta della rivoluzione, si fece mandare dalla madre dei Luigi d’oro, moneta buona che aveva raggiunto quotazioni stratosferiche in Francia, che le permisero di pagare i debiti, far studiare i figli nelle migliori scuole e riprendere il suo posto in società, sempre elegantissima e aiutata dalla bellezza, dal carattere allegro e dalla sua gioia di vivere. In questo periodo le vengono attribuite relazioni con il generale Hoche e con Paul Barras, un generale della Rivoluzione nobile e potente. Qualcuno la descrive come una vedova molto allegra ma era una donna libera, di trent’anni, bella e ammirata, e le malelingue, allora come oggi, erano sempre in movimento.

Nell’ottobre 1795 Giuseppina conobbe Napoleone Bonaparte a una cena, presentati proprio da Barras, ma non fu il classico colpo di fulmine. Napoleone stesso raccontò che si innamorò di Giuseppina quando Eugenio lo contattò per riavere le armi del padre, sequestrate in quanto vietato detenere armi in casa, e Giuseppina andò personalmente a ringraziarlo. In seguito Napoleone andò spesso a visitarla e cominciò una grandissima passione.

Per la verità la passione era più da parte di Napoleone, infatuato di Giuseppina, geloso e possessivo tanto da volerla sposare. E così avvenne il 9 marzo 1796. Napoleone, in partenza per la campagna d’Italia, sposò quella che da quel giorno divenne per tutti Joséphine.

Il generale era più giovane di lei di 6 anni, era nato nel 1769, ma sul certificato di matrimonio lei risulta nata nel 1767 e lui nel 1768 in modo da ridurre la differenza a un solo anno, e Giuseppina continuò per tutta la vita a barare sulla sua vera età. La famiglia Bonaparte disapprovò questo matrimonio e i rapporti con Giuseppina furono sempre molto tesi.

Dall’Italia Napoleone le scrisse centinaia di lettere, piene di passione e di gelosia per la sua vita mondana, lamentandosi poi delle scarse risposte. Giuseppina lo raggiunse in Italia solo nel giugno 1796, dopo molte insistenze, venendo acclamata durante tutto il viaggio. In questo periodo la sua salute non era buona, si sospettano problemi ginecologici e forse un aborto che ne causò la sterilità che creò tanti problemi in seguito.

Giuseppina voleva tornare in Francia, ma quando nell’ottobre 1797, dopo il trattato di Campoformido, Napoleone lasciò l’Italia, lei decise di trattenersi fino a dicembre, aveva quasi sicuramente iniziato una relazione con il capitano degli Ussari Louis Hyppolite Charles.

L’originale del Trattato di Campoformido

La Francia accolse trionfalmente la coppia riunita, ma già nel maggio 1798 Napoleone partì per la campagna d’Egitto. Giuseppina avrebbe dovuto raggiungerlo, ma dopo la sconfitta di Abukir le comunicazioni navali erano completamente interrotte dagli inglesi. In Egitto Napoleone venne informato della relazione della moglie, ora di dominio pubblico. Giuseppina acquistò in quel periodo la Malmaison e vi si ritirò, dato che Charles aveva rotto la relazione, attendendo da sposa amorevole il marito, che rientrò in Francia nell’ottobre 1799.

Napoleone a Il Cairo, dipinto di Jean-Léon Gérôme

I rapporti erano molto tesi e Napoleone pare fosse deciso a divorziare, ma i due si riappacificarono, complici anche Eugenio e Ortensia ai quali Napoleone era sinceramente affezionato e che aveva adottato, anche se erano stati esclusi dalla successione.

Napoleone Bonaparte

Con il colpo di stato del 18 Brumaio (9 novembre) Napoleone fu eletto Console e la coppia si trasferì al palazzo delle Tuileries e alla Malmaison, dove trascorreva i fine settimana. Giuseppina si annoiava, Napoleone la teneva al di fuori della politica attiva che lo occupava quasi totalmente, lei aveva solo obblighi di rappresentanza e ricevimento degli ospiti, ma col tempo il suo fascino fece accrescere il suo potere tanto da farla definire la Consolessa.

Giuseppina in abito da incoronazione, ritratto di Baron François Gérard

Nel 1801 la figlia Ortensia sposò Luigi Bonaparte, fratello minore di Napoleone, manovra orchestrata da Giuseppina consapevole delle pressioni della famiglia Bonaparte per un divorzio a causa della sua sterilità, e i figli della nuova coppia sarebbero stati eredi di Napoleone.

Luigi Bonaparte

Nel 1802 Napoleone divenne Console a vita, e nel 1804 il Senato lo proclamò Imperatore.
Contro il parere della famiglia Napoleone volle che Giuseppina fosse incoronata, stabilì per lei un vitalizio in caso di vedovanza o di divorzio e prima dell’incoronazione la coppia si sposò con rito religioso, come preteso dal Papa Pio VII quando apprese che i due erano sposati solo civilmente.

Napoleone Bonaparte

Due vittorie notevoli di Giuseppina che il 2 dicembre 1804 divenne imperatrice, incoronata dal marito, anche se non avrebbe avuto potere di reggenza. Nel 1805 Napoleone e Giuseppina divennero anche re d’Italia.

Giuseppina Bonaparte, Regina d’Italia, ritratta da Andrea Appiani

Il non riuscire a dare un erede a Napoleone era però ormai diventato un affare di stato. Nel 1806 Napoleone ebbe un figlio maschio, Leon, dalla sua relazione con Elénore Denouelle de la Plaigne, dama della sorella Carolina, e la prova di essere in grado di generare lo fece seriamente pensare al divorzio, a maggior ragione quando nel 1807 morì Napoleone Carlo, figlio di Ortensia e Luigi, nato nel 1802 e dal 1804 erede di Napoleone.

L’incoronazione dell’imperatrice Giuseppina nella cattedrale di Notre-Dame. Dipinto di Jacques-Louis David, dettaglio (1807)

Il 16 dicembre 1809 venne decretato il divorzio e all’inizio del 1810 venne annullato il matrimonio religioso. Giuseppina ebbe il titolo di Imperatrice vedova e di Duchessa di Navarra, ottenne L’Eliseo a Parigi, il castello di Evreux in Navarra e la Malmaison con tutta l’intera tenuta, dove abitò continuando a spendere molto più della sua rendita in abiti, gioielli e ricevimenti ai quali partecipavano nobili e reali, con Napoleone che si dimostrò sempre pronto a coprire i suoi debiti.

Napoleone Bonaparte ripudia Giuseppina Beauhrnais (stampa) di Gilli Alberto Maso, Didioni Francesco (ultimo quarto sec. XIX)

Da sempre amante delle piante fece del giardino della Malmaison un giardino botanico con serre e piante esotiche e la sua celebre collezione “Rose dell’Imperatrice”. Il divorzio fu un dolore per entrambi che comunque restarono sempre in contatto, lui le fece conoscere il tanto atteso erede Napoleone, figlio di Maria Luisa d’Austria “che tanto gli era costato”, lei chiese di raggiungerlo all’Elba ma non le fu concesso. Nel maggio 1814 Giuseppina contrasse la polmonite per la quale quale morì il 29 maggio.

Château de Malmaison a Rueil-Malmaison, dipartimento di Hauts-de-Seine, Francia. Residenza dell’imperatrice Giuseppina de Beauharnais, moglie di Napoleone Bonaparte. Veduta dell’ingresso principale. Fotografia di Moonik condivisa con licenza Creative Commons 3.0 via Wikipedia.

Dopo un funerale solenne fu sepolta nella chiesa di Saint-Pierre-Saint-Paul a Rueil-Malmaison, dove poi venne fatto costruire un mausoleo dai figli nel 1825. Si dice che Napoleone, saputo della sua morte, si rinchiuse per due giorni nella sua stanza all’isola d’Elba, e che le sue ultime parole a Sant’Elena siano state “France, l’Armée, Josephine – Francia, l’Armata, Giuseppina”. Questa naturalmente è solo una leggenda, ma chissà che non le abbia davvero pensate.

Se Giuseppina in vita fu oggetto di un divorzio e sostanzialmente ripudiata per la sua sterilità, la “rivincita”, se così possiamo definirla, la ebbe con i suoi discendenti, che oggi regnano in Svezia, Norvegia, Danimarca e Belgio, e fecero ottimi matrimoni in case reali o dell’alta nobiltà.


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