E’ strano come le figlie del sovrano probabilmente più noto e con l’impero più grande d’Europa dell’epoca, figlie della donna più bella, strana e mitizzata, della quale si sa perfino il numero di scarpe, sorelle di un erede al trono conosciuto da tutti per la fine tragica, siano completamente sconosciute ai più, dimenticate. Molti neppure conoscono i loro nomi.

Sotto, il video racconto dell’articolo sul canale Youtube di Vanilla Magazine:

Non fecero nulla di notevole, vero, non erano belle come la madre, e neppure così originali, non fecero neppure matrimoni importanti, che sarebbero stati possibili per il loro rango, sono praticamente cadute nell’oblio.

Gisela

Gisella (ma lei si firmava Gisela alla tedesca) era la secondogenita di Francesco Giuseppe I d’Austria ed Elisabetta di Baviera, nata nel 1856, solo un anno dopo Sofia, morta a soli due anni. Nonostante le lotte di Elisabetta per levare lei e la sorella al controllo e all’educazione della nonna Sofia, non fu mai né amata né seguita dalla madre. Crebbe principalmente con la nonna e con il fratello Rodolfo, nato nel 1858, al quale era legatissima e con il quale restò in contatto anche dopo il matrimonio e la cui morte restò per lei difficile da superare.

Gisella a un ballo in costume:

Caratterialmente Gisela assomigliava molto al padre e come lui, dopo la morte del fratello divenne molto taciturna e si dedicò moltissimo alla famiglia, come insegnatole dalla nonna e contrariamente alla madre. Fu molto legata anche alla nonna Ludovica in Baviera.

Nonostante Elisabetta (Sissi) sostenesse di essersi sposata troppo presto e auspicasse matrimoni d’amore, Gisella a 16 anni fu fidanzata con il principe Leopoldo di Baviera, principe, ma senza alcuna speranza di trono. Francesco Giuseppe desiderava un matrimonio con un Wittelsbach perché voleva un genero cattolico e non ce n’era grande disponibilità in Europa, ma Leopoldo era fidanzato con Amalia di Sassonia Coburgo Gotha, della quale però era innamorato il fratello di Elisabetta, Massimiliano, che poi la sposò.

Elisabetta si mise in moto per favorire il matrimonio di Gisela, e forse far contento suo fratello

Gisella nel 1864 – Franz Winterhalter:

Invitò Leopoldo al castello di Gödöllo, in Ungheria, per farli conoscere e il matrimonio venne combinato. Leopoldo non poteva certo rifiutare un simile partito e l’enorme dote di Gisela lo aiutò a dimenticare Amalia.

Si sposarono a Vienna il 20 aprile 1873 e si stabilirono a Monaco. Ci sono versioni discordanti a questo proposito, i sostenitori di Elisabetta dissero che Sissi eclissava la sposa con la sua bellezza, altri sostennero che Elisabetta non avrebbe partecipato affatto alla cerimonia. Quale sarà la verità? Suonano vere entrambe.

Gisella e Leopoldo 1872:

Gisela venne accolta con molto affetto a Monaco, forse più di quanto ne avesse avuto in patria.

Nel 1874 nacque la prima dei 4 figli di Gisela e Leopoldo. Venne chiamata Elisabetta in onore della nonna, che questa volta fu costretta a partecipare al battesimo essendo la madrina, ma per nulla contenta di essere diventata nonna a soli 37 anni.

Della nipote scrisse al figlio Rodolfo che:

La piccola era molto brutta e vivace, proprio come Gisella

Elisabetta in una delle sue poesie scriveva della ‘scrofa magra’ e dei suoi ‘maialini’ e si ritiene si riferisca proprio a Gisella.

Gisella, Leopoldo e i loro 4 figli nel 1885:

Quando andava a Monaco a trovare la figlia, peraltro molto raramente, si stabiliva in albergo, non gradendo rapporti troppo stretti con Gisella, il genero e la loro prole.

Alla sua morte, comunque, divise equamente l’eredità fra le due figlie (2/5 ciascuna) e la nipotina Erszi, figlia di Rodolfo, che ereditò 1/5. Gisela ricevette anche l’Achilleion di Corfù.

Gisella e Leopoldo nel 1913:

Nonostante il matrimonio fosse stato combinato, fu felice. Dopo la fine della prima guerra mondiale la famiglia dovette lasciare Monaco, si stabilirono a Bad Ischl, dove però non vennero ben accolti e definiti nobili parassiti. In seguito tornarono a Monaco e di certo non vissero il periodo storico più felice per la nobiltà europea, ma almeno furono una rara coppia affiatata.

Leopoldo morì nel 1930 e Gisella nel 1932, sono entrambi sepolti nella chiesa di S. Michele a Monaco.

Maria Valeria

L’infanzia e giovinezza di Maria Valeria furono completamente diverse da quelle della sorella.

Maria Valeria nel 1871:

Nel giugno 1867 Francesco Giuseppe ed Elisabetta vennero incoronati Re di Ungheria. Elisabetta era felice, aveva tanto fatto e lottato per arrivare a questa conclusione che lo giudicava un trionfo personale. Era molto amata in Ungheria, se avesse dimostrato all’Austria e agli austriaci anche solo la metà di questo suo amore sarebbe stata acclamata anche nella sua nuova patria.

Ma così non fu.

Questo periodo felice portò al riavvicinamento fisico al marito e al desiderio, anzi alla quasi promessa fatta a Gyula Andrassy, di dare un erede ungherese al trono. Visse bene la gravidanza, che aveva sempre considerato una notevole scocciatura, trascorse moltissimo tempo in Ungheria insieme alla cugina Maria Larisch, che tanta parte poi avrà nella relazione di Rodolfo con Mary Vetsera, e Maria Valeria nacque il 22 aprile 1868 a Ofen (Buda).

Maria Valeria nel 1890:

Speravano tutti in un maschio e la delusione fu grande, ma Elisabetta per la prima volta provò vero amore per un figlio e il fatto che la chiamasse ‘l’unica’ la dice lunga sul suo rapporto con gli altri. Gli austriaci la chiamavano invece, polemicamente:

La bambina ungherese

Anche Maria Valeria era molto simile, caratterialmente, a Francesco Giuseppe, e gli era molto legata, ricambiava l’amore della madre che però, crescendo, trovava ossessivo e opprimente.

Gisella e Maria Valeria:

L’obbligo di parlare  ungherese e l’educazione sul modello ungherese col tempo le fecero maturare una forte antipatia per l’Ungheria, tanto da chiedere al padre di potergli parlare in tedesco.

Nel 1886 conobbe a un ballo l’arciduca Francesco Salvatore d’Austria-Toscana e se ne innamorò. Elisabetta le aveva promesso che si sarebbe sposata solo per amore, contrariamente agli altri figli.

Maria Valeria e Francesco Salvatore nel 1888:

Francesco Salvatore non era un gran partito, apparteneva a un ramo cadetto degli Asburgo e non aveva grandi disponibilità economiche, carenza alla quale Elisabetta supplì ampiamente per accontentare la figlia.

Il matrimonio non era gradito né a Francesco Giuseppe, né a Rodolfo. I rapporti di Maria Valeria col fratello non furono mai così stretti e affettuosi come quelli di Gisella, forse per la differenza di età, e Maria Valeria fu sempre in cattivi rapporti con la cognata Stefania.

Maria Valeria e Francesco Salvatore nel 1890:

Ciò non toglie che il suicidio dell’erede al trono l’abbia profondamente colpita.

Maria Valeria volle essere assolutamente certa dei reciproci sentimenti con Francesco Salvatore e passarono 2 anni prima del fidanzamento e altri 2 prima del matrimonio.

Per l’epoca davvero un sacco di tempo

Si fidanzarono a Natale del 1888, un mese prima della tragedia di Mayerling, e si sposarono nel 1890 a Ischl. Vissero a Wels nel castello di Lichtenegg fino al 1895, quando acquistarono il castello Wallsee as Amstetten.

Maria Valeria nel 1903:

Dal 1892 al 1911 misero al mondo 10 figli, l’ultimo dei quali morì poco dopo la nascita, ma questo matrimonio, nato sotto gli auspici dell’amore, non fu felice.

Dopo i primi tempi Francesco Salvatore cominciò a frequentare altre donne e da una di queste, Stefania von Hohenlohe, ebbe un figlio nel 1914 che venne riconosciuto (con grande dolore di Maria Valeria) che sopportò stoicamente i tradimenti, soffrendo, ma senza mai lamentarsi.

Maria Valeria e Francesco Salvatore nel 1912:

Alla morte di Elisabetta nel 1898, Maria Valeria ricevette i 2/5 dell’eredità, come Gisella, e l’Hermesvilla di Vienna.

La morte della madre avvicinò moltissimo Maria Valeria e Gisella al padre, anche se Maria Valeria, da sempre, aveva disapprovato il rapporto di Francesco Giuseppe con Katharina Schratt e la tolleranza o incoraggiamento della madre a tale amicizia. I rapporti fra le due furono sempre molto tesi.

Maria Valeria, Francesco Salvatore e i loro 9 figli nel 1913:

Grazie alla rinuncia alla successione per lei e i suoi figli e al riconoscimento della neonata repubblica austriaca potè conservare tutti i suoi possedimenti dopo la fine della prima guerra mondiale.

A Maria Valeria fu diagnosticato un cancro ai linfonodi e ne morì pochi mesi dopo, nel settembre 1924. E’ sepolta nella chiesa parrocchiale di Sindelburg.

Francesco Salvatore si risposò nel 1934 e morì nel 1939. E’ sepolto insieme a Maria Valeria. L’Achilleion di Corfù, ereditato da Gisella, venne subito venduto al Kaiser Guglielmo II che lo utilizzò fino al 1914. Venne poi acquisito per danni di guerra dalla Grecia ed ora è un museo.

Interno dell’Achilleion a Corfù, fotografia di pubblico dominio:

L’Hermesvilla, ereditata da Maria Valeria, venne venduta nel 1911. Dopo l’abbandono negli anni della seconda guerra mondiale venne completamente restaurata ed è ora un museo.

Hermesvilla, fotografia di Bwag condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Giovanna Francesconi
Giovanna Francesconi

Amo la storia, e le storie dietro ad ogni persona o oggetto. Amo le cose antiche e non solo perché ormai ne faccio parte pure io, ma perché la verità è la figlia del tempo.