Papa Francesco, Jorge Mario Bergoglio, è ufficialmente il 266-esimo papa della Chiesa di Roma, ultimo di una serie esclusivamente maschile di pontefici.

O forse no?

Una curiosa leggenda racconta la storia di Giovanna, conosciuta come Papa Giovanni VIII, pontefice della Chiesa Cristiana (lo scisma fra cattolici e ortodossi era ancora di là a venire) fra l’853 e l’855, nel bel mezzo del medioevo.

La sua storia, benché considerata una leggenda dagli storici specialisti del periodo, è certamente intrigante, e a una prima lettura fa sospettare che si nasconda un qualche fondo di verità fra le sue pieghe più morbose.

La leggenda di Papa (o Papessa) Giovanni VIII

Giovanna (forse con un cognome tipo Anglico – aggettivo che indica la provenienza inglese in greco) era una donna di origini inglesi. Cresciuta ed educata nella tedesca Magonza, aveva raggiunto Atene in età adulta per seguire l’uomo di cui era innamorata. Qui, con l’aiuto del suo compagno, si era travestita da uomo e aveva completato la sua formazione clericale, diventando un’erudita. Ammirata per le sue doti intellettuali, aveva poi raggiunto Roma insieme all’uomo.

Sotto, la Papessa nel mazzo di carte dei Tarocchi Visconti Sforza:

Secondo la leggenda, Papa Leone IV, santificato dalla chiesa, morì nell’853 (ufficialmente nell’855), e al collegio dei Cardinali la scelta più idonea sembrò eleggere Giovanna, travestita da uomo, che era stimata e ammirata in tutta la città.

L’inganno riuscì perfettamente, e il Conclave decretò l’elezione di Giovanni VIII – Alias Papessa Giovanna

Il pontificato stava riscuotendo un certo successo, ma dopo due anni accadde l’irreparabile. Giovanna, come molti altri papi non da leggenda, era ben lungi dal praticare astinenza sessuale, ed era rimasta incinta del suo compagno.

Manoscritto illustrato raffigurante papa Giovanna con la tiara papale. Illustrazione francese del 1560:

Durante la processione Pasquale del 7 Aprile 855, nel tragitto che da San Pietro conduce a San Giovanni in Laterano, il cavallo di Giovanna si imbizzarrì a causa della folla in festa, provocando un travaglio prematuro alla donna che partorì per strada, vicino alla Basilica di San Clemente.

Lo sgomento del popolo e dei fedeli fu enorme

Il Parto della Papessa Giovanna. Miniatura di Jakob Kallenberg (1500-1565):

Il destino di Giovanna era segnato:

La folla legò la donna al cavallo e la fece trascinare per le vie di Roma, lapidandola infine a Ripa Grande

Un’altra versione, meno cruenta, vede Giovanna semplicemente esiliata, con il bambino cresciuto sano e forte e divenuto infine vescovo di Ostia dove, nella Basilica di Sant’Aurea Antica, sarebbero sepolti sia Giovanna sia il figlio.

Sotto, la Basilica di Sant’Aurea a Ostia. Fotografia di Livioandronico2013 condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

Il Papa che le succedette, Benedetto III, operò la celebre “Damnatio Memoriae” e fece cancellare Giovanni VIII da tutti i registri ufficiali, relegando la storia nel dimenticatoio. Da allora la processione papale non sarebbe più passata dal luogo del parto, e la Papessa condannata all’oblio.

La prova di virilità

Una successiva leggenda (del XV secolo) contestualizza ancor meglio il pontificato di Giovanna, ed è quella della prova di virilità fatta a tutti i nuovi eletti papi. Per fugare ogni rischio di un secondo pontefice donna, dopo l’elezione il papa sedeva su una sedia di porfido rosso con un foro al centro, tramite il quale si doveva verificare il suo sesso.

Scrive Felix Hamerlin, nel suo De nobilitate et rusticitate Dialogus del 1490:

Allo scopo di dimostrare il suo valore, i suoi testicoli e la sua verga vengono tastati dai presenti più giovani, come testimonianza del suo sesso maschile. Quando questo viene determinato, la persona che li ha tastati urla a gran voce virgam et testiculos habet (“Ha il pene e i testicoli”) e tutti gli ecclesiastici rispondono: Deo gratias! (“Sia lode a Dio”). Quindi procedono alla gioiosa consacrazione del papa eletto“.

Realtà o Leggenda?

La probabilità che un Papa donna sia realmente esistito è nulla, o quasi. Gli elementi di verità vanno cercati nei dettagli, come ad esempio la sedia di porfido rosso con un foro al centro. Questa era addirittura non una ma due, oggi sono conservate nei musei vaticani e al Louvre. Esiste inoltre una terza sedia, la “Stercoraria”, che aveva un analogo foro dal quale si poteva effettivamente raggiungere gli attributi del Papa, anche se è improbabile sia mai stata utilizzata a questo scopo.

Sotto, illustrazione “Giovanni Settimo” (forse c’era confusione anche con i numeri) nella Cronaca religiosa di Norimberga di Hartmann Schedel, pubblicata nel 1493:

Gli elementi che rendono questa storia una fantasia sono diversi:

  • La processione pasquale non è mai passata dalla via dove partorì Giovanna
  • Le sedie “dei testicoli” sono di molto antecedenti all’855
  • Non esistono riferimenti scritti ufficiali, neanche in altre nazioni, che menzionino un Papa Giovanni VIII, che invece fu pontefice fra il’872 e l’882 e morì di morte violenta per mano degli avidi parenti
  • A Roma non esistono riferimenti, anche laici, alla storia di Giovanna. Tutti gli elementi della storia sono esterni

A oggi rimane un curioso riferimento a Roma, il Santuario di Papa Giovanna, in via dei Querceti 27, il punto esatto dove sarebbe avvenuto il parto della donna. Fotografia tratta da Google Maps:

Perché la leggenda di un Papa Donna?

La leggenda di Giovanna comparve a metà del XIII secolo circa, quando Federico II di Svevia, re di Sicilia e Imperatore del Sacro Romano Impero, mise in discussione il potere della chiesa. Papa Gregorio IX lo vide come l’anticristo, e il sovrano venne scomunicato ben due volte. In questo contesto è facile immaginare una storiella divertente che, rappresentata anche nei carnevali e nelle feste medievali mitteleuropee, mostrasse una canzonatura della lontana (e perfida) Chiesa di Roma.

Sotto, la Papessa, uno degli arcani maggiori dei tarocchi, qui ritratta come la “prostituta sulla bestia” citata nell’Apocalisse:

Gli elementi del ridicolo sono anche effettivi “terrori” degli ecclesiasti:

  • Un papa sessualmente attivo
  • L’inganno al vertice della chiesa
  • La sottomissione degli uomini a una donna

Bisogna inoltre ricordare che il Grande Scisma Cattolico-Ortodosso era già completato da oltre 2 secoli, e che la chiesa di Roma era vista come antagonista in numerose zone dei balcani sino alla Grecia, tutti elementi che potrebbero aver favorito la diffusione della storia. Nel XIV secolo inoltre, i Francescani venivano condannati ripetutamente da Giovanni XXII (1316-1334), e furono fra i principali diffusori della leggenda di un papa “Giovanni” che in realtà era una donna.

Riferimenti a Papa Giovanni/a VIII

La leggenda trova i primi riferimenti negli scritti di Giovanni di Metz, redatti attorno al 1240 circa, ma soprattutto in quelli di Martino Polono, cappellano di numerosi papi e arcivescovo di Gniezno (Polonia), che nel suo Chronicon pontificum et imperatorum parla di Giovanna come di un reale personaggio storico. Un secolo più tardi ne parla anche Giovanni Boccaccio, non nel famoso Decameron ma nel De mulieribus Claris (Le donne famose), scritto fra il 1361 e il 1362 e incentrato su 106 donne famose dall’antichità al medioevo, di cui Giovanna è la 101-esima.

Sotto, il parto di Papa Giovanna in una Xilografia da una traduzione tedesca di Heinrich Steinhöwel del De mulieribus claris di Giovanni Boccaccio, stampata da Johannes Zainer a Ulm nel 1474:

La papessa Giovanna, con il nome di Giovanni VIII, fu inoltre inclusa nell’elenco dei Papi del Duomo di Siena, almeno sino a quando, nel 1601, quando Papa Clemente VIII ne ordinò la rimozione.

Le confutazioni successive

La prima confutazione ben articolata a tale leggenda arrivò verso la metà del ‘600 dallo studioso David Blondel, studioso e sacerdote protestante francese, che scrisse la sua “Dissertazione sulla leggenda della papessa Giovanna”, dove espleta in modo articolato tutti i punti precedentemente analizzati.

Sotto, fotografia di David Blondel (1591-1655) di Garitan condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

Riguardo la leggenda di Papa Giovanni/a VIII è famoso il libro I Papissa Ioanna (La Papessa Giovanna) dello scrittore greco Emmanouil Roidis, un vero best seller anticlericale dell’800, e in seguito il romanzo di Donna Woolfolk Cross, Pope Joan, del 2006, dal quale nel 2009 è stato tratto il film “La Papessa”, del quale trovate il trailer sotto:

Categorie: Storia

Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...