E’ di questi ultimi tempi il lancio del progetto di ricerca “The Northern Way”, un archivio digitalizzato dei registri degli arcivescovi di York fra il 1304 e il 1405, che consente agli storici di scoprire alcune storie affascinanti, fra le quali spicca quella di una suora che elaborò un complicato stratagemma per fuggire dal proprio convento.

Tra i racconti più interessanti c’è la storia di Giovanna di Leeds, che nel 1318 fuggì dal convento di San Clemente a York. Una lettera di William Melton, allora arcivescovo, spiega come riuscì a scappare:

…con l’aiuto di numerosi suoi complici, malfattori, con premeditazione, creava un manichino a somiglianza del suo corpo per ingannare i fedeli devoti, e non aveva vergogna di realizzare la sua sepoltura in uno spazio sacro tra i religiosi del posto.

All’arcivescovo Melton, evidentemente, non era piaciuto lo sgarro:

Dopo aver finto la sua morte e, in modo astuto e nefando, voltando le spalle all’osservanza della religione che professava precedentemente, e avendo voltato le spalle alla decenza e al bene della religione, sedotta dall’indecenza, si comportò in modo irriverente e pervertito per la via della lussuria carnale e lontano dalla povertà e dall’obbedienza, e, dopo aver rotto i suoi voti e gettato l’abito religioso, ora vaga per l’evidente pericolo della sua anima e per lo scandalo di tutto il suo ordine.

L’arcivescovo Melton ordinò quindi che Giovanna tornasse al convento, ma non esistono prove che l’autorità religiosa o statale riuscì a catturarla.

La monaca inscenò la propria morte in qualche modo a noi sconosciuto, facendo seppellire un fantoccio al posto del proprio cadavere, in modo da fuggire dal convento e dalle regole monastiche.

Di lei, dopo la fuga, si persero le tracce nella storia

I registri medievali della città di York comprendono moltissimi altri episodi significativi per gli studiosi di storia dell’epoca. Un anno dopo la fuga di Giovanna, nel 1319, l’arcivescovo Berton organizzò e guidò un esercito, fra cui vi erano anche sacerdoti, per aiutare a difendere la città di York da un’invasione scozzese.

La professoressa Sarah Rees Jones, dell’Università di York e Principal Investigator del progetto, spiega come: “gli arcivescovi di York nel quattordicesimo secolo avevano ruoli incredibilmente variegati. Da una parte svolgevano il lavoro diplomatico in Europa e a Roma e si affiancavano ad alcune delle grandi personalità del Medioevo. Tuttavia erano impegnati sul campo per risolvere le controversie tra la gente comune, ispezionando conventi e monasteri e correggendo monaci e monache ribelli. Ecco perché questi registri forniscono un resoconto così ricco di persone provenienti dalla vita trecentesca durante un periodo affascinante ed estremamente turbolento“.

E’ possibile seguire gli sviluppi del progetto The Northern Way sul canale Twitter ufficiale.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...