Giovanna era nata nel 1479, figlia di Isabella di Castiglia e Ferdinando di Aragona. La Castiglia e l’Aragona erano due regni separati, il matrimonio fra i due sovrani non li aveva uniti, e le due regioni furono unite soltanto con l’arrivo dei Borboni, quindi Isabella e Ferdinando regnavano ognuno sul proprio territorio e l’erede al regno, in caso di morte di uno dei due, sarebbe stato esclusivamente il figlio e non il consorte vivente.

Sotto, il video racconto dell’articolo sul canale Youtube di Vanilla Magazine:

Giovanna di Castglia, Juan de Flandes 1496-1500:

Giovanna era la terza in successione, dopo Giovanni, principe delle Asturie, come veniva chiamato l’erede al trono, e la sorella Isabella. Dopo Giovanna seguivano altre due figlie, Maria e Caterina, che divenne poi moglie di Arturo, Principe di Galles, e in seguito prima moglie di Enrico VIII.

Nonostante il trono sembrasse lontano, venne educata e istruita con molta cura per i futuri progetti matrimoniali. Pare fosse intelligente e colta, oltre che bella, ma mostrava segni di scetticismo religioso, e ad esempio non si volle mai confessare, cosa inammissibile per la madre Isabella che la puniva per il suo tiepido credo cattolico, ma del resto si deve a Isabella la terribile Inquisizione Spagnola e questo la dice lunga sul fanatismo materno.

Secondo alcune biografie Giovanna veniva, più che punita, addirittura torturata, ma probabilmente questa è solo leggenda

Crebbe comunque in un periodo di grandi scoperte con Cristoforo Colombo alla corte dei suoi genitori ma anche terribili episodi di roghi di eretici, di persecuzioni di ebrei e contro i ‘mori’. Il solo fatto di essere di fede dubbia, quindi in odore di eresia, la faceva apparire strana, ribelle, anormale.

Giovanna all’epoca del matrimonio:

A 16 anni venne fidanzata con il figlio di Massimiliano I d’Asburgo, imperatore del Sacro Romano Impero. Era stato organizzato un doppio matrimonio. Giovanna con Filippo, detto il Bello, e Giovanni delle Asturie con Margherita d’Austria, sorella di Filippo.

Dopo il matrimonio per procura a Valladolid, Giovanna si mise in viaggio per raggiungere lo sposo nelle Fiandre dove venne celebrato il matrimonio nel 1496.

Giovanna era follemente innamorata del marito Filippo, pienamente ricambiata nei primi anni. Non era solo amore ma anche attrazione fisica e sensualità, che non erano considerate doti in una moglie, altra caratteristica scandalosa per la madre Isabella. Dal 1498 al 1507 Giovanna e Filippo misero al mondo 6 figli.

Il marito Filippo il bello d’Asburgo, all’epoca del matrimonio:

Gli anni 1497 e 1498 furono cruciali per la vita di Giovanna. Nel 1497 morì Giovanni, principe delle Asturie che non aveva eredi, nel 1498 morirono la sorella Isabella e il di lei figlio Manuel.

Giovanna diventava quindi erede al trono, e nel 1502 tornò in Spagna col marito per essere ufficialmente nominata Principessa delle Asturie. Qui nacque il figlio Ferdinando nel 1503 e Giovanna venne trattenuta dalla madre, contro la sua volontà, mentre Filippo ritornò nelle Fiandre. Giovanna, che voleva disperatamente tornare dal marito, ebbe crisi di nervi terribili, scambiate per follia visto che il suo amore per Filippo era ormai un’ossessione. Rientrò nelle Fiandre all’inizio del 1504 per scoprire che Filippo aveva un’amante. Le cronache riportano che la assalì fisicamente in preda alla rabbia cieca.

Giovanna e Filippo, 1500 ca. Juan de Flandes:

Nel novembre 1504 morì la regina Isabella, Giovanna diventava quindi Regina di Castiglia mentre suo padre restava Re di Aragona con l’incarico di governare la Castiglia in assenza di Giovanna o nel caso lei non lo avesse voluto.

Continuavano a girare le voci di incapacità di Giovanna a governare a causa della sua malattia, diffuse ovviamente da Ferdinando, che già si dichiarava re di Castiglia insieme a Giovanna e firmava i documenti come ‘El Rey’.

Filippo, marito di Giovanna, non tollerava l’intromissione di Ferdinando sul trono di Castiglia, lo voleva per sé, e in questo periodo circolavano curiosamente monete ‘Ferdinando e Giovanna Re e Regina di Castiglia’ e altre ‘Filippo e Giovanna, Re e Regina di Castiglia’ fatte coniare dai due contendenti.

Il padre, Ferdinando di Aragona:

Filippo e Giovanna lasciarono le Fiandre nel 1506, diretti in Spagna. Ferdinando si era nel frattempo risposato, sperando di avere un erede maschio per soppiantare Giovanna.

Filippo e Ferdinando si incontrarono per discutere la questione della successione, ovviamente la povera Giovanna non fu invitata a partecipare. Ferdinando accondiscese a lasciare la Castiglia ai suoi ‘amati figli’, ma i due firmarono anche un documento dove, a causa dell’infermità e instabilità di Giovanna, si stabiliva che  questa non era in grado di governare…

Ferdinando si ritirò in Aragona, lasciando Filippo a governare in Castiglia dove nel luglio del 1506 Filippo e Giovanna vennero incoronati re di Castiglia e il loro figlio Carlo divenne il nuovo principe delle Asturie.

Durò poco, molto poco. In settembre del 1506 Filippo morì a Burgos dopo una breve malattia, forse di febbre tifoide. La morte del marito fu per lei un colpo durissimo. Si sospettò un avvelenamento e Giovanna fu sempre convinta che il marito fosse stato assassinato. Giovanna si mise in viaggio da Burgos per raggiungere Granada, dove Filippo voleva essere sepolto. 700 km da percorrere col corteo funebre erano un viaggio lunghissimo ai tempi, in più Giovanna era incinta dell’ultima figlia, che nacque nel gennaio del 1507 a Torquemada.

Mentre Giovanna cercava di regnare da sola, un’epidemia di peste e una forte carestia misero in ginocchio la Castiglia. Non abituata a regnare, con pochi mezzi e poca dimestichezza, e a causa di quanto sopra detto, Giovanna stentò a rassicurare la popolazione e Ferdinando rientrò trionfalmente in Castiglia per ”aiutarla” a regnare. Per sua fortuna l’epidemia di peste si estinse e il merito fu attribuito al suo ritorno anche se il Re non ne aveva alcuno.

La madre, Isabella di Castiglia:

Ferdinando costrinse la figlia a cedergli il governo anche se lei firmò un documento come regina di Castiglia dove non gli concedeva la sovranità. Nonostante questo, restò regina solo di nome, e le chiacchiere sulla sua presunta follia crescevano, confermate e alimentate da Ferdinando.

Arrivata a Tordesillas, sempre in viaggio per Granada, Giovanna venne rinchiusa nel Palazzo reale (poi Real Monasterio de Santa Clara) per volere del padre, le vennero levati i servi fedeli, sostituiti da fedelissimi di Ferdinando.

Nel 1516 Ferdinando morì lasciando, suo malgrado, dato che non aveva avuto eredi dal suo secondo matrimonio, Castiglia e Aragona nelle mani di Giovanna e di suo figlio Carlo.

Carlo viveva nelle Fiandre e, in attesa del suo ritorno, il figlio illegittimo di Ferdinando, l’arcivescovo Alonzo de Aragon, governò l’Aragona mentre in Castiglia, con Giovanna fuori dai giochi, l’arcivescovo Cisneros ne assunse la reggenza.

Carlo arrivò nel 1517 ed ottenne dalla madre l’autorizzazione a regnare con lei, ma, in verità, lei non regnava affatto, sempre confinata a Tordesillas.

Giovanna veglia la salma del marito. Francisco Pradilla Ortiz:

Nel 1520, durante una rivolta dei Comuneros contro il regno di un Asburgo, i rivoltosi cercarono l’appoggio di Giovanna con l’intenzione di farla ritornare sul trono. La poveretta avrebbe voluto ascoltarli e firmare un documento a loro favore, ma venne mal consigliata. La si convinse che il suo appoggio avrebbe irrimediabilmente danneggiato il regno di Carlo ed il suo futuro regno sulla Castiglia e così non firmò, il che equivalse a firmare il confino perpetuo per se stessa.

Giovanna voleva assolutamente conservare i due regni uniti per Carlo, che riuscì a sedare la rivolta, ma le condizioni di Giovanna non cambiarono, anzi furono ancora più dure.

Convinta che volessero ucciderla, rifiutava il cibo, non dormiva, rifiutava di cambiarsi e lavarsi, e il figlio suggerì che la cosa migliore era probabilmente vietarle di vedere e parlare con qualunque persona per non turbarla ulteriormente.

Completamente abbandonata, visitata solo da due delle sue figlie, maltrattata dai servitori, la sua salute declinava rapidamente. Sembra che la mente fosse ancora lucida, così almeno secondo i testimoni dell’epoca, ma non c’era alcun interesse ad ascoltarla e a negare la sua follia.

Filippo e Giovanna, cappella reale di Granada:

Morì nel 1555 a 75 anni, dopo 46 anni di confino a Tordesillas, quasi di prigionia, o forse perfino peggio. Giovanna non arrivò mai a Granada da viva ma ci arrivò invece da morta, e oggi Giovanna e Filippo sono sepolti insieme nella Cappella Reale di Granada, ma curiosamente le loro statue guardano in direzioni opposte.

Era pazza Giovanna? Probabilmente no, almeno non nel senso classico di follia. Poteva verosimilmente soffrire di depressione, e qualcuno ne individua un bipolarismo o una forma di schizofrenia ereditata dalla nonna. Sicuramente non era impossibilitata a regnare, come sostennero invece i tre uomini più importanti della sua vita. Gelosissima del marito che la tradiva e che, nonostante tutto, continuava ad amare di un amore troppo possessivo, in seguito tradita dal padre, poi dal marito e infine dal figlio, tradita da tutti e rinchiusa in solitudine, è possibile che la sua mente cominciasse a vacillare.

Le tombe di Filippo e Giovanna, cappella reale di Granada:

Il segno della sua follia nella storiografia ufficiale è quello di viaggiare con la salma del marito e di aprire il sarcofago per vederlo. Non è che volesse portarselo dietro per ricordo, cercava di arrivare a Granada per la sepoltura. Il fatto molto macabro che volesse ogni tanto che fosse aperto il sarcofago per vedere il corpo imbalsamato di Filippo è sicuramente strano ma, in fondo, tuttora ci sono salme imbalsamate in teche di vetro che la gente va a vedere. Non è quindi da stupirsi più di tanto, visto che parliamo di 500 anni fa. Indubbiamente una donna particolare, fuori dal suo tempo, ma Juana la loca forse loca non era, anche se il suo destino è di essere così ricordata.

Giovanna Francesconi
Giovanna Francesconi

Amo la storia, e le storie dietro ad ogni persona o oggetto. Amo le cose antiche e non solo perché ormai ne faccio parte pure io, ma perché la verità è la figlia del tempo.