L’energia nucleare, si sa, ha affascinato diverse generazioni di ragazzi del ‘900, e per loro si preparava un futuro in cui l’energia pulita e inesauribile sarebbe stata alla portata di tutti. Quindi, quale miglior idea di farli abituare sin da piccoli?

Probabilmente è questo il concetto alla base del Gilbert U-238 Atomic Energy Lab, un set da laboratorio giocattolo prodotto da Alfred Carlton Gilbert, uno statunitense che fu atleta, prestigiatore, produttore di giocattoli, uomo d’affari e inventore.

L’Atomic Energy Lab venne commercializzato dalla A. C. Gilbert Company nel 1950. Lo scopo del kit era consentire ai bambini di creare e guardare reazioni nucleari e chimiche usando del materiale radioattivo.

Sì, vero materiale radioattivo

Gilbert sosteneva che i giocattoli fossero alla base della costruzione di un “solido adulto americano”, e molti dei suoi kit fossero pensati per avere ruolo educativo. All’epoca l’Atomic Energy Lab era solo una delle decine di giochi in scatola di laboratori per le reazioni chimiche presenti sul mercato. I giocattoli di Gilbert spesso erano corredati da istruzioni su come il bambino potesse usare il set per trasformarlo in uno “spettacolo di magia”, e per i genitori i kit erano vantaggiosi perché faceva pensare loro che i giocattoli fossero propedeutici a una formazione scientifica o ingegneristica.

Nel 1954, Gilbert scrisse nella sua autobiografia “L’uomo che vive in paradiso”, che l’Atomic Energy Laboratory era “il più spettacolare dei [loro] nuovi giocattoli educativi”. Gilbert scrisse che il governo statunitense incoraggiò lo sviluppo del set perché riteneva che il laboratorio avrebbe aiutato la comprensione pubblica riguardo l’energia atomica e ne avrebbe sottolineato gli aspetti costruttivi. Gilbert difese anche il suo Atomic Energy Laboratory, affermando che era sicuro e che alcuni dei migliori fisici nucleari del paese avevano lavorato al progetto.

Il laboratorio conteneva una camera a nebbia che permetteva allo spettatore di guardare particelle alfa che viaggiano a 19.000.000 di metri al secondo, uno spintariscopio che mostrava i risultati della disintegrazione radioattiva su uno schermo fluorescente e un contatore geiger che misura la radioattività di diverse sostanze.

Nel 2006 il Radar Magazine definì il laboratorio uno dei “10 giocattoli più pericolosi di tutti i tempi … escludendo le pistole, le fionde e qualsiasi altra cosa destinata a infliggere danni”. La causa naturalmente era il materiale radioattivo incluso nel kit, che nelle immagini promozionali veniva definito come “assolutamente sicuro”.

Le istruzioni spiegavano l’importanza della pulizia del laboratorio avvertendo gli utenti di non rompere i sigilli sui vasetti di campioni di minerale poiché “tendono a sfaldarsi e sgretolarsi e rischieresti di spargere materiali radioattivi nel tuo laboratorio. Ciò aumenterebbe il livello del fondo di radioattività naturale“, compromettendo così i risultati degli esperimenti e distorcendo le prestazioni del contatore Geiger (!).

Tra le altre attività, il kit suggeriva di “giocare a nascondino con la sorgente di raggi gamma”, sfidando i giocatori a usare il contatore Geiger per localizzare un campione radioattivo nascosto in una stanza.

A differenza di altri set di chimica della A. Gilbert Company, l’Atomic Energy Lab non fu mai molto popolare, e venne presto tolto dagli scaffali. In tutto vennero venduti meno di 5000 kit e il prodotto rimase disponibile soltanto nel 1950 e 1951. Gilbert credeva che l’Atomic Energy Lab fosse stato commercialmente un flop perché il laboratorio era più appropriato per coloro che avevano già una formazione avanzata anziché un pubblico giovane cui si rivolgeva. Quasi a conferma delle teorie di Gilbert, la Columbia University acquistò cinque di questi set per il loro laboratorio di fisica.

La Camera a Nebbia montata. Fotografia di Science History Institute condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Il set originariamente veniva venduto a 49,50 dollari, equivalenti a circa 530 dollari del 2019, e conteneva:

  • Un Contatore Geiger–Müller
  • Elettroscopio
  • Spintariscopio
  • Camera della nebbia di Wilson con sorgente alfa di breve durata (Po-210)
  • Quattro vasetti di vetro contenenti campioni di minerale di uranio naturale (U-238) e minerali come autunite, torbernite, uraninite e carnotite della “regione del plateau del Colorado”.
  • Sorgenti di radiazioni di basso livello: beta-alfa (Pb-210), beta pura (Ru-106) ,gamma (Zn-65).
  • “Sfere nucleari” per creare un modello di una particella alfa.
  • Gilbert Atomic Energy Manual – un libro di istruzioni di 60 pagine scritto dal Dr. Ralph E. Lapp

Il kit di Gilbert non fu un successo commerciale (fortunatamente) ma ha trovato comunque un modo per essere ricordato nei secoli a venire: il giocattolo di gran lunga più pericoloso mai pensato da un’azienda commerciale.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...