Eventi tragici alle volte cambiano la vita delle persone che li hanno subiti, e talvolta anche quella di chi sta loro intorno. La nascita della “American Colony” (Colonia Americana), fondata a Gerusalemme nel 1881, si deve a un episodio estremamente doloroso, che cambiò la visione del mondo di Anna e Horatio Spafford.

Foto storica della Colonia Americana

Horatio Spafford era un famoso avvocato di Chicago, oltre che influente membro della chiesa presbiteriana. Viveva agiatamente nella grande città statunitense insieme alla moglie Anna e a quattro figlie, quando il grande incendio del 1871 distrusse gran parte degli immobili nei quali Spafford aveva investito molti dei propri risparmi. Due anni dopo, nel 1873, l’avvocato decise che la famiglia aveva bisogno di trascorrere un periodo di vacanza in Europa, e precisamente in Gran Bretagna; la moglie e le figlie si imbarcarono sulla nave a vapore Ville du Havre, mentre lui le avrebbe raggiunte dopo aver sbrigato alcune questioni d’affari. Spafford non poteva sapere che non avrebbe mai più rivisto nessuna delle sue figlie, morte durante l’affondamento della nave, entrata in collisione con un’imbarcazione in pieno Oceano Atlantico.

Si salvò solo la moglie Anna, che rientrò negli Stati Uniti

Dopo una tragedia di questa portata la vita non poteva più essere la stessa, anche se la coppia ebbe poi altri tre figli, due femmine e un maschio, che morì di scarlattina a tre anni. La fede religiosa dei coniugi Spafford non vacillò, ma si orientò verso un credo di tipo messianico: Horatio fondò una setta cristiana, gli Overcomers, i cui membri aspettavano la seconda venuta di Cristo nel Millennio allora in corso.

Panorama di Gerusalemme – 1900/1940 circa


Nel 1881 gli Spafford guidarono un gruppo di amici, 13 adulti e tre bambini, verso Gerusalemme, la città santa che avrebbe dovuto dare loro conforto. Nacque così la Colonia Americana, una comunità cristiana utopistica, che si dedicò ad attività filantropiche tra la popolazione di Gerusalemme (mense, ospedali orfanotrofi), operando senza fare distinzione di credo religioso: gli Overcomers aiutavano cristiani, musulmani ed ebrei senza fare opera di proselitismo.

Lo scopo delle opere di carità era quello di affrettare la venuta di Cristo sulla Terra

Trasporto con cammelli – 1918


Anche se Horatio Spafford morì nel 1888, la comunità continuò a crescere, anche grazie all’arrivo di alcuni membri della Chiesa Evangelica Svedese di Chicago. Nel 1896 la colonia contava 150 persone, che vivevano grazie all’attività di una fattoria, di un ostello, di una falegnameria e di una panetteria. A partire dal 1900, grazie a Elijah Meyers, la comunità potè fare affidamento anche sugli introiti provenienti da un negozio dove si vendevano souvenir e soprattutto fotografie, scattate da alcuni membri della colonia, sempre in sintonia con lo spirito della loro missione.

L’Orto di Getsemani

Purtroppo però, la visione utopistica della comunità non riuscì a tenere uniti i membri della colonia, soprattutto dopo la morte di Anna Spafford. Proprio il controllo sull’American Photo Department (che si occupava della realizzazione delle fotografie), la principale risorsa economica della comunità, creò delle dispute insanabili, che portarono allo scioglimento della Colonia, nel 1934.

L’immenso patrimonio fotografico, 13.000 negativi e undici album di stampe, fu donato da Eric Matson, che per ultimo aveva gestito il dipartimento fotografico, alla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Mare di Galilea

Le immagini furono scattate in Cisgiordania e nell’attuale stato di Israele, e comprendono suggestivi paesaggi, scorci della Città Vecchia di Gerusalemme, e ritratti di persone: arabi, ebrei e cristiani, ripresi con l’occhio affettuoso di chi li crede tutti figli di uno stesso Dio.

La raccolta dell’orzo

Un artigiano di Ramallah che fila la lana

Il Mercato di Gerusalemme

Via di David

Via Dolorosa

Donna palestinese di Ramallah

Via Dolorosa

Secondo gli archivisti della Biblioteca del Congresso, molte delle fotografie vennero dipinte a mano, una tecnica diffusa all’epoca e che fece la fortuna di molti “pionieri” della fotografia, fra i quali Felice Beato in Giappone.

Un pastore vicino al Mar Morto

Veduta di Gerusalemme

La colorazione delle fotografie potrebbe essere stata fatta anche grazie alla fotolitografia, oppure ad una combinazione di questa tecnica con la pittura a mano.

Tutte le foto sono state digitalizzate dalla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti

Immagini di pubblico dominio.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.