Nel 1922, negli anni difficili del primo dopoguerra, quando gli animi erano svuotati da orrori e miserie e ci si interrogava più che mai sulla sensatezza del vivere, la sua caducità, il suo valore effettivo giacché l’uomo occidentale moderno aveva  potuto sperimentare la gratuità del male e il collasso dell’essere umano in quanto tale, fu allora che apparve in Francia Georges Ivanoviĉ Gurdjieff.

A quel tempo era un perfetto sconosciuto ma impiegò ben poco tempo a far parlare di sé e a farsi conoscere, soprattutto tra artisti e filosofi.

La data della sua nascita è incerta, ma quella più accreditata pare sia il primo gennaio del 1877 (secondo il calendario giuliano allora in uso in Russia) ad Aleksandropol’, nella provincia turca di Kars, da poco conquistata dallo zar.

Uno scrittore, un mistico, un maestro di danze armene e un musicista, tutto questo era Gurdjieff, colui che era riuscito ad armonizzare la saggezza orientale con la logica occidentale. In venti anni intraprese lunghi viaggi, specialmente in Asia Centrale, formando il suo pensiero a contatto con diverse forme di arcaica saggezza. Lentamente ma progressivamente, alcuni avevano iniziato a seguirlo.

I Cercatori della Verità, così si facevano chiamare, attraverso la guida del loro maestro sperimentavano insegnamenti di sufismo, cristianesimo, buddhismo, induismo. In questo modo la forma, che come un velo nasconde la realtà, veniva finalmente superata e poteva essere carpito il significato profondo della vita.

Il 14 settembre 1911 Gurdjieff aveva dato ufficialmente inizio alla sua missione di risveglio delle coscienze affinché venissero portate a un nuovo livello superiore, un insegnamento esoterico di auto-trasformazione che egli chiamò “La Quarta Via”.

Nei suoi discorsi poneva l’accento sulla pericolosità dell’epoca della personalità straripante a scapito della vera essenza e sulla smisurata crescita dell’artificiale a scapito del reale, dell’irreale a scapito del naturale.

Nel 1913 Gurdjieff giunse in Russia e nel 1915 il filosofo Uspenskij descrisse così il loro incontro: “Mi ricordo benissimo. Eravamo giunti in un piccolo caffè, fuori dal centro, in una via rumorosa. Vidi un uomo non più giovane, di tipo orientale, con baffi neri e occhi penetranti. Mi colpì immediatamente, perché non sembrava essere per nulla al suo posto in un luogo simile e con quell’atmosfera. (…) Quest’uomo dal viso di rajah indiano o di sceicco arabo, che m’immaginavo meglio in burnùs bianco o in turbante dorato, produceva in questo piccolo caffè frequentato da bottegai e commercianti, col suo cappotto nero dal colletto di velluto e la bombetta nera, l’impressione inaspettata, strana e quasi inquietante di un uomo mal travestito”.

Unspenskij si fermò a parlare con lui, gli pose delle domande e ricevette le risposte che aveva cercato in Oriente invano. Non poté fare a meno di diventare un suo allievo.

Sebbene i tempi fossero sconvolti dalla guerra, egli attirò a sé ricercatori e intellettuali, con alcuni dei quali si spostò attraverso i passi del Caucaso, poi Costantinopoli, fino a giungere in Francia, a Fontainbleau dove fondò il suo istituto.

In quel luogo, attraverso musica e danze, gli allievi di Gurdjieff acquisivano conoscenze antichissime, tramandate da tempi remoti di generazione in generazione. In questo modo, sostenevano, l’essere umano poteva finalmente essere ridestato dal sonno ipnotico della coscienza.

“L’essere umano”, secondo Gurdjieff, “vive nel sonno, nato nel sonno, muore nel sonno. Il sonno è la caratteristica principale del nostro essere. Un uomo e una donna, se vogliono realmente conoscere se stessi e la vita che li circonda, devono innanzitutto riflettere sulla maniera di svegliarsi”. Seguendo questo pensiero, l’insegnamento della Quarta Via sveglierebbe le coscienze dal sonno ipnotico della nostra società. Il sistema messo a punto da Gurdjieff consentirebbe dunque di osservare se stessi scardinando gli schemi di pensiero, corpo ed emozioni.

Soprattutto attraverso antichissime danze sacre dei dervisci, quelle tibetane e quelle persiane, attraverso mantra e posture raffiguranti geometrie e simboli, la meccanicità dell’esperienza umana e l’inconscio vengono trasformati.

Tra gli estimatori e discepoli degli insegnamenti di Gurdjieff troviamo il nostro Battiato, il quale inserì alcuni riferimenti ai suoi insegnamenti in diversi brani (come per esempio “Voglio vederti danzare” e “ Centro di gravità permanente”), Robert Fripp (King Crimson) e David Sylvian.

Quella del mistico Georges Ivanoviĉ Gurdjieff resta comunque una figura controversa che non mancò di avere allora come oggi diversi detrattori. Secondo Pietro Citati, ad esempio, egli emanava una forza sinistra, addirittura lo scrittore sostiene che il maestro torturasse i suoi discepoli, come la scrittrice neozelandese Katherine Mansfield, che perse la vita a causa della malattia provocata da torture e privazioni inflitte sul suo corpo durante la sua permanenza a Fontainbleau. In realtà dagli scritti di Katherine Mansfield si evince che, già malata di tubercolosi, avesse deciso di rifugiarsi presso l’Istituto per lo Sviluppo Armonioso di Fontainbleau nel disperato tentativo di trovare una cura, ma probabilmente si sottopose a prove troppo estreme per il suo fisico e lì morì nel gennaio del 1923 a seguito dell’ennesima emorragia.

Sotto, Katherine Mansfield:

Gurdjieff morì invece il 29 ottobre 1949 a Neuilly, dopo aver dato indicazioni precise sul futuro dell’insegnamento della Quarta Via a Jeanne de Salzmann, sua principale allieva e massima autorità nella trasmissione degli insegnamenti del maestro, che nel 1955 fondò la “Società per la ricerca dello sviluppo dell’uomo”, la quale dal 1957 cambiò il nome in Fondazione Gurdjieff.

Barbara Giannini
Barbara Giannini

Ho studiato Archeologia medievale a La Sapienza di Roma, dopodiché ho intrapreso la strada dell’editoria lavorando per una casa editrice romana come editor e correttrice di bozze. Sono stata co-fondatrice nel 2013 di un’agenzia letteraria per la quale ho continuato a lavorare come editor e talent scout, rappresentando autori emergenti in Italia e all’estero. Attualmente sono iscritta al secondo anno di Lingue e Letterature Straniere all’Università Roma Tre e nel frattempo mi occupo di politiche ambientali. Sono appassionata di letteratura, arte, storia, musica e culture straniere.