Quando si parla di “Selvaggio West”, riferendosi ovviamente alla conquista dei territori occidentali degli Stati Uniti, forse non si ha la percezione reale di quanto quell’epoca sia stata pericolosa e connotata da avvenimenti agghiaccianti, non tutti legati al genocidio dei nativi americani.

Esposto al Carbon County Museum della cittadina di Rawlins, nel Wyoming, c’è un macabro trofeo: un paio di scarpe fatte di pelle umana, quella di un bandito di nome George Parrot, soprannominato “Big Nose George”, per via del suo naso veramente imponente.

L’unica fotografia conosciuta di George Parrot

Immagine di pubblico dominio

Parrot era certamente un bandito, ma non tra i più famigerati della propria epoca. Perché allora proprio a lui toccò una fine così macabra?

Ancora prima di essere ricercato per omicidio, Parrot era conosciuto per le sue scorrerie, compiute con una banda di fuorilegge: furti di bestiame, assalti alle diligenze e ai treni. Fu proprio un tentativo di rapinare un treno della Union Pacific Rail Road a trasformare Big Nose in assassino: nell’agosto del 1878 Parrot e la sua banda decisero di far deragliare un convoglio ferroviario che trasportava le buste paga dei dipendenti della Union Pacific.

La rapina non riuscì, perché qualcuno si accorse che un binario era stato manomesso. Big Nose e i suoi uomini fuggirono attraverso un canyon e si accamparono ai piedi di un monte, a circa 40 chilometri dal luogo della tentata rapina. Il vicesceriffo della contea di Carbon, Robert Widdowfield, insieme al detective della Union Pacific Tip Vincent, furono così bravi da rintracciarli, ma non così tanto da catturarli: vennero uccisi entrambi dai fuorilegge, che riuscirono a restare in libertà per i successivi due anni, continuando comunque a mettere a segno fruttuose rapine in altri stati.

Fonte immagine: Carbon County Museum

La compagnia ferroviaria aveva nel frattempo messo una taglia cospicua (10.000 dollari, poi raddoppiati) sulla testa di Big Nose George, che in una serata di baldoria in un saloon di Miles City, nel Montana, in preda ai fumi dell’alcol, si vantò dell’omicidio di Vincent e Widdowfield. Subito arrestato e riportato in Wyoming, il bandito fu processato e condannato a morte per impiccagione.

Il 22 marzo 1881, dieci giorni prima dell’esecuzione, Parrot tentò la fuga, sventata dalla moglie dello sceriffo, che sparò un colpo di pistola in aria per richiamare gente, dopo che il marito era stato tramortito dal bandito. Si radunò una folla di circa 200 persone, che dopo un tentativo fallito, riuscì ad impiccare il fuorilegge.

Le scarpe fatte con la pelle di Parrot

Due medici presenti al linciaggio, Thomas Maghee e John Osborne, presero in consegna il corpo di Parrot, che nessun parente aveva richiesto, per studiare il cervello del criminale. La parte superiore della calotta cranica fu tagliata e regalata all’assistente quindicenne di Maghee, Lillian Heath (divenuta la prima dottoressa del Wyoming), che pare l’abbia usata come portacenere.

Osborne fece una maschera mortuaria di Parrot, poi rimosse la pelle del torace e delle gambe, e la spedì ad una conceria di Denver, con istruzioni precise: dovevano ricavarne un paio di scarpe e una borsa da dottore. Il resto del corpo smembrato fu conservato in un barile di whisky, a mollo in una soluzione salina. Dopo circa un anno di esperimenti, tutto fu sepolto nel cortile dello studio di Maghee.

Un Giornale locale parla del ritrovamento dei resti di George Parrot – 1950

Negli anni successivi Osborne entrò in politica, e divenne governatore dello stato del Wyoming. Pare che al ballo, in occasione della sua elezione, nel 1893, indossasse proprio le famigerate scarpe. In seguito, quando divenne direttore della Rawlins National Bank, teneva le scarpe esposte in una teca di vetro nella hall della banca.

 Riproduzione storica dell’esposizione alla Rawlins National Bank

 
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Big Nose George, la sua storia criminale e i suoi poveri resti furono dimenticati per decenni, fino al 1950, quando un barile – con dentro un teschio a cui mancava la parte superiore, alcune ossa e un paio si scarpe – venne ritrovato durante dei lavori di scavo per la costruzione di un nuovo edificio.

Nella piccola cittadina molti si ricordarono degli avvenimenti di fine ‘800, e le autorità locali erano certe che i resti appartenessero a Big Nose George. Tuttavia, occorreva una verifica. Qualcuno si ricordò di Lillian Heath, e provò a contattarla: la dottoressa, che all’epoca aveva circa ottant’anni, conservava la calotta cranica di Parrot, che andava ad incastrarsi perfettamente con il teschio segato della botte.

Lillian Heath con la calotta cranica di Parrot

Molti decenni dopo, le analisi del DNA hanno confermato che i due resti appartengono al medesimo individuo, George Parrot.

Le due parti del teschio di Parrot

Fonte immagine: Carbon County Museum

Le scarpe di pelle umana, insieme con la parte inferiore del cranio di Parrot, sono conservate al Carbon County Museum di Rawlins. La calotta è custodita nel museo della Union Pacific, ad Omaha, mentre la borsa da medico non venne mai più trovata.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.