Uccisi nelle camere a gas, morti di fame, uccisi durante esperimenti sugli esseri umani o fucilati dalle SS: le vittime dei campi di concentramento nazisti furono assassinate nei modi più disparati, e l’orrore che attraversò tutta l’Europa iniziò nel 1933, con l’elezione a cancelliere di Adolf Hitler. I primi campi, di cui il primo in assoluto fu quello di Dachau, furono edificati nel mese di marzo, e inizialmente detenevano oppositori politici e agitatori sindacali, arrivando a ospitare circa 45.000 prigionieri.

All’inizio non furono le SS a gestire la vita (e la morte) dei prigionieri nei campi, ma già l’11 Aprile del 1933 l’organizzazione paramilitare agli ordini di Heinrich Himmler iniziò a gestire l’organizzazione dei campi di concentramento, partendo proprio da Dachau. Nel campo tedesco, forse il più famoso a livello mediatico dopo Auschwitz, furono uccise 41.500 persone.

All’inizio si trattava di prigionieri politici, e dal 1935 vennero internati anche criminali comuni, zingari, ebrei, testimoni di Geova e omosessuali. Nel 1936 si arrivò alla follia nazista e si cominciò ad arrestare i cosiddetti “parassiti dello Stato”, che includevano i vagabondi e i mendicanti, i disoccupati e nullafacenti, le persone con problemi di alcool, i riottosi e asociali e, persino, persone che si resero colpevoli di “gravi infrazioni al codice della strada”.

I prigionieri al campo venivano massacrati di lavoro con il mendace slogan: “Arbeit macht frei! -Il lavoro rende liberi”, e torturati nei modi più disparati. Le punizioni, per “reati” quali il mancato saluto di una SS o l’avere addosso un mozzicone di sigaretta, costringevano i detenuti a torture inimmaginabili, fra cui ricordiamo, solo di nome, la “Scatola”, il lento slogamento delle braccia, le frustate e i bunker. (maggiori informazioni sulla pagina Wikipedia dedicata al campo).

Il campo di Dachau venne liberato il 29 Aprile del 1945, non prima che i diavoli nazisti avessero condannato a morte e deportato, con un ultimo carico delle ultimissime ore di vita del campo, 8.000 prigionieri. Di loro non si saprà mai più nulla…

Le fotografie di questa galleria sono tratte dal sito Vintage Everyday, dove non viene specificato da dove provenga ogni immagine. Purtroppo, in ognuno dei 42.500 siti che l’Holocaust Memorial Museum stima destinati allo sterminio di innocenti, l’orrore e il terrore negli occhi dei prigionieri fu simile.

Una fotografia di gruppo:

Alcun prigionieri al campo:

Scene di vita quotidiana:

Il campo di Dachau:

Sotto, una mappa mostra la lista dei campi di concentramento nazisti fra il 1939 e il 1945. Immagine via Wikipedia:

Sotto, un grafico a torta mostra la percentuale delle etnie e minoranze delle vittime dell’Olocausto:

  • Ebrei (Jews) 42% – 6 milioni
  • Polacchi, Ucraini e Bielorussi 22% – 3.5 / 4 milioni
  • Prigionieri di guerra sovietici 20% – 3 milioni
  • Politici 10%  -1.5 / 2 milioni (inclusi 80./150.000 massoni; 7.000 miliziani anti-franchisti spagnoli; ecc.)
  • Yugoslavi 3% – 320.000 / 350.000 (serbi); 20.000 / 25.000 (sloveni)
  • Rom (Romania) 2% – 196.000 / 300.000
  • Disabili 1% – 250.000 / 270.000
  • Atri 1% – 5.000 / 15.000 (omosessuali); 1.900 (testimoni di Geova); piccoli gruppi di afro-europei; ecc.

Le vittime totali dell’Olocausto ammontano, come stimato dallo United States Holocaust Memorial Museum, ad un numero compreso fra le 15 e le 17 milioni di persone.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...