Sono passati quasi 5 anni dal terribile incidente nucleare di Fukushima, un evento che sconvolse il Giappone e il Mondo intero. L’11 Marzo del 2011 18.000 persone persero la vita, e una parte del territorio della regione nel distretto di Tohoku venne completamente invasa dall’acqua di un devastante Tsunami con onde alte 14 metri. La centrale nucleare presente nella città venne distrutta da diversi eventi catastrofici a catena, e 3 reattori continuarono a danneggiarsi e ad esplodere sino al 15 marzo, quando fu ripristinato il corretto funzionamento degli impianti di raffreddamento.

L’area adiacente la centrale fu altamente contaminata, il mare fu inquinato con materiali tossici e in tutto il mondo si sparse una nube radioattiva, rilevabile in ogni zona del globo. Il disastro nucleare non fu privo di conseguenze politiche, e la TEPCO, l’azienda che gestisce la centrale, fu incriminata per le mancanze dei suoi interventi.

In Italia è bene ricordare che, durante quel periodo (Giugno), si svolgeva il referendum per riportare l’energia nucleare nel nostro paese, e quest’evento catastrofico fu certamente decisivo per far vincere con enorme distacco il fronte del “no al nucleare”. In tutto il mondo in seguito al disastro giapponese furono avviati controlli e ridimensionamenti delle attività nucleari, e la Germania annunciò (con eccessivo ottimismo) la dismissione di tutti gli impianti nucleari entro il 2022 in favore delle energie rinnovabili.

Le immagini che ci giungono dal Giappone a 5 anni da quell’evento testimoniano l’enorme lavoro fatto per ripulire la zona interessata allo Tsunami, che oggi è completamente disabitata a causa della pericolosità delle radiazioni ancora presenti nell’area.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...