Friedrich Wilhelm August Fröbel e i Giardini d’Infanzia

Friedrich Wilhelm August Fröbel (1782 – 1852) viene spesso definito come il “pedagogista del Romanticismo” non solo per gli studi umanistici, ma per aver ideato e realizzato il progetto del Kindergarten, cioè quella che oggi definiamo scuola materna e/o scuola dell’infanzia.

Per comprendere l’opera compiuta da Fröbel, però, dobbiamo capire quale processo lo ha portato a realizzare una cosa tanto innovativa quanto insolita per l’epoca e indagare nella sua vita.

Friedrich, orfano di madre, viene allevato dal padre e dallo zio, pastori protestanti, indirizzato a una rigida formazione religiosa. Nella vita del ragazzo non mancano certo le esperienze, svolge diversi lavori: da contadino allo studente universitario, assistente in un museo, architetto e, ovviamente, maestro.

Si appassiona oltremodo alla filosofia romantica e dopo l’incontro con Gruner, allievo di Pestalozzi, nasce il desiderio di comprenderne meglio l’attività pedagogica. Gruner illustra le proprietà del Metodo di Pestalozzi, tanto che Fröbel non solo apprezza la metodologia ma inizia ad abbozzare una prima idea di Kindergarten.

Sullo sfondo europeo, però, continuavano le dinamiche politiche e di guerra, per cui si arruola nella Campagna di Germania, dove incontra due militari che, in seguito, diventeranno suoi amici e stretti collaboratori: Langethal e Middendorf. Terminata la guerra, Fröbel fonda a Grisheim nel 1816, insieme ai nuovi compagni d’avventura, il primo “Istituto Tedesco Generale di Educazione”.

Nel 1826 pubblica il suo testo più famoso: “L’educazione del’’uomo”.

Si susseguono anni in cui Fröbel sperimenta ininterrottamente vari tentativi pedagogici che lo portano a ridurre sempre più il proprio raggio d’azione, delimitando la propria attività all’educazione della prima infanzia.

Il pensiero pedagogico

Secondo il pensiero di Fröbel la natura svolge un ruolo determinante nell’educazione del bambino. Un sistema educativo, per definirsi buono, non deve né prevenire né imporsi alla natura, piuttosto prendersene cura dalla nascita, in quanto parte integrante e necessaria al genere umano. Non a caso, il pedagogista sostiene che fin dalla nascita del proprio figlio/figlia, il genitore deve conoscere le manifestazioni naturali del bambino, ovvero la tranquillità e l’irrequietezza, il piacere e il dolore, il riso e il pianto. Questo periodo viene definito del “lattante” ed è finalizzato a far accogliere nel bambino tutto ciò che è esterno. Attraverso l’uso dei sensi, il bambino coglie le caratteristiche delle cose che vengono mostrate nei tre stati: solido, liquido ed aeriforme.

La copertina della quinta edizione del libro “Paradies der Kindheit” (Paradiso dell’infanzia), di Lina Morgenstern sostenitrice delle teorie di Fröbel, pubblicata nel 1889:

Il secondo periodo della vita viene denominato dell’ “uomo fanciullo”. In questo periodo inizia la vera educazione poiché si stabiliscono le relazioni con la famiglia e la natura e il gioco e la parola costituiscono gli elementi attraverso i quali questo avviene.

In seguito troviamo il periodo dell’adolescenza, momento molto importante, in quanto l’uomo si separa dall’oggetto per conoscerlo meglio e studiarlo diventando un vero e proprio scolaro.

Nel pensiero pedagogico di Fröbel è interessante notare come, secondo il pedagogista, l’uomo nasce buono come buoni sono i suoi intenti, semmai è l’educatore che rende cattivo il discente, soffocando ed inibendo i suoi desideri ed inclinazioni.

Inoltre, secondo Fröbel, la scuola non deve porsi l’obiettivo di divulgare mere nozioni, bensì far conoscere tutte le cose che circondano i ragazzi.

Anche la religione cristiana riveste un ruolo fondamentale: per il pedagogista è solo attraverso la religione che si può prendere coscienza della nostra origine divina.

La nascita del Giardini d’Infanzia

Per Fröbel l’educazione del bambino è una sorta di celebrazione dell’autonomia spirituale e ciò si concretizza attraverso il gioco. Grazie al gioco il bambino ha la possibilità di scoprire se stesso. L’attività ludica non è ricreativa e diversiva ma essenziale. Il gioco è una cosa “seria”, da qui ne deriva un concetto innovativo di libertà, più avanzata rispetto a quella di Pestalozzi.

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La scuola dell’infanzia intesa come luogo in cui i bambini possano imparare giocando, nasce nella prima metà dell’Ottocento. Nel 1836 Fröbel fonda in Turingia una scuola, quello che possiamo definire il primo Kindergarten, per bambini da uno a sei anni e orfani. Susseguono tante realtà simili in Germania ma non solo. dal 1872 i Giardini d’Infanzia di Fröbel diventano un modello educativo e adottato in tutto l’Impero austroungarico e in altri paesi europei come la Spagna, la Russia e i Paesi Bassi. In Italia, invece, i giardini d’infanzia trovano l’ostilità da parte della Chiesa cattolica che non vede di buon occhio le idee provenienti dal mondo della Chiesa protestante. Nonostante le numerose difficoltà riscontrate nel nostro Paese, il modello proposto da Fröbel ispirerà figure di prestigio come le sorelle Agazzi e Maria Montessori.

Nella Kindergarten di Fröbel il bambino cresce liberamente, proprio come una pianta ed è accudito da maestre-giardiniere formate e preparate. Le insegnanti si preoccupano anche dello sviluppo morale ed affettivo del discente proseguendo il cammino intrapreso dalla famiglia.

Nei Giardini i bambini possono ritrovare l’ambiente domestico con sale interne per le attività e il cortile, dove si possono svolgere giochi, esercizi ginnici e giardinaggio. Le principali attività sono il canto, lettura e scrittura, tessitura, disegno, riflessioni riguardanti la natura, le scienze e la geografia.

Fröbel crea anche i “Doni”, oggetti di legno (una palla, una sfera, un cubo, un cilindro…) che conducono il bambino a scoprire la realtà che lo circonda. Per Fröbel la palla rappresenta il punto di partenza di tutte le forme e, inoltre, può essere utilizzata sia in giochi guidati che liberi. Il secondo dono è composto da una sfera, un cilindro e un cubo. Il terzo dono viene rappresentato da un cubo diviso in otto parti per far comprendere il senso dell’intero e della divisibilità degli oggetti. Il quarto dono è un cubo suddiviso in otto mattoni. Il quinto è un cubo diviso obliquamente in ventisette cubi. Il sesto dono è un cubo diviso a sua volta in ventisette mattoni.

Grazie ai “Doni” il bambino acquisisce l’idea dei solidi, delle dimensioni e lo aiutano a sviluppare le capacità logico/matematiche.

Riproduzione moderna di una scatola di costruzioni impiegate da Friedrich Fröbel. Fotografia di Kippelboy condivisa con licenza Creative Commons 3.0 via Wikipedia:

Possiamo sintetizzare l’idea di Giardino d’infanzia di Fröbel in questo modo: una grande palestra dove gli educatori, i genitori e i bambini si allenano sentendosi parte di un progetto condiviso.

Diverse stelle di Froebel. Fotografia di Richard Huber condivisa con licenza Creative Commons 4.0 via Wikipedia:

Fröbel è stato un grande precursore dell’educazione dell’infanzia, un “visionario” da tenere presente anche ai giorni d’oggi.

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Francobollo di Deutsche post commemorativo di Frobel, 1949:

Haidi Segrada

Haidi Segrada è esperta in glottodidattica infantile, formatrice e docente a contratto all’Università degli Studi dell’Insubria nell’ambito dei corsi CIM (Comunicare e Interagire con i Minori). Direttrice di Scuola dell’Infanzia, è autrice di diversi testi a carattere pedagogico- didattico e ideatrice del Metodo educativo-pedagogico per bambini dai 2 ai 6 anni “A.C.A. – Ascolto, Comunicazione, Azione”.