Frida Kahlo fu una donna e un’artista di fama mondiale, ma prima ancora fu una persona dalle infinite sfaccettature, tanto femminile e colorata quanto mascolina e in bianco e nero. Della Kahlo, amichevolmente chiamata Frida, sappiamo moltissimo grazie a diari e scritti, suoi e di conoscenti e amici, che ne descrivono la personalità tormentata da eventi catastrofici, che la fecero scomparire prematuramente e che ne condizionarono l’intera esistenza. Nel 1925 fu infatti vittima di un incidente in Autobus, nel quale venne praticamente dilaniata, e dal quale si riprese parzialmente durante gli anni successivi.

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E proprio dal 1930 al 1950 la sua attività artistica, il suo impegno sociale e la sua vita si svolsero in modo quasi normale, condizionati dalle difficoltà di una persona con numerosi handicap ma sospinta da un amore per la vita unico, che seppe esprimere in modo assolutamente creativo.

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Nel 1929 sposò Diego Rivera, artista Messicano di fama internazionale, e iniziò lunghi viaggi intorno al mondo. Di quei viaggi, ma anche della vita messicana, rimangono moltissime fotografie e appunti, racconti e disegni, di quella che non fu mai una “Dolce Vita”, ma un’esistenza costellata di gioie e dolori (come il tradimento del marito con la sorella). Attraverso queste immagini si è formato, durante la fine del ‘900 e gli inizi del 2000, il mito di Frida Kahlo, una donna dal gusto estetico originalissimo, sicuramente per l’epoca, e apprezzato in modo trasversale, che detiene tutt’oggi estimatori in tutto il globo.

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Poco dopo la fine degli anni ’40, nel 1954, Frida morì, dopo che le era stata amputata una gamba ormai in gangrena qualche tempo prima. Di lei conosciamo moltissimo sopratutto grazie al lavoro del marito Diego Rivera, che dopo la morte prese come causa personale la sponsorizzazione dell’opera della moglie. Se infatti in vita aveva fatto 3 mostre personali di grande rilievo (New York nel 1938, Parigi nel 1939 e Città del Messico nel ’53) non era un’artista nota quanto lo divenne dopo la morte, tanto da esser considerata una delle più grandi, e probabilmente la più famosa, artista del ‘900.

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Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...